Elvis di Baz Luhrmann torna al cinema: cosa cambia rispetto alla versione del 2022
Baz Luhrmann presenta un biopic rivoluzionario su Elvis Presley: un'opera epic che esplora il contesto razziale, culturale e le zone d'ombra del Re del Rock.
Baz Luhrmann si prepara a portare sul grande schermo una versione di Elvis Presley diversa da quella vista nel 2022, che sfida le rappresentazioni tradizionali del Re del Rock. Luhrmann ha dichiarato di voler costruire un'opera "epic", termine che nel linguaggio cinematografico anglosassone indica una produzione dalle dimensioni monumentali, capace di abbracciare non solo la vicenda personale del protagonista ma l'intero contesto culturale, sociale e storico che lo ha forgiato. L'ambizione è quella di restituire Elvis nella sua complessità umana e artistica, andando oltre il mito cristallizzato della jumpsuit bianca e delle movenze provocatorie.
Ma cosa rende questo Elvis diverso da tutti gli altri portati al cinema. Luhrmann ha lavorato per restituire il contesto razziale e culturale degli anni Cinquanta nel Sud degli Stati Uniti, mostrando come la musica di Presley fosse profondamente radicata nelle tradizioni del blues e del gospel afroamericano. Un aspetto spesso marginalizzato nelle narrazioni mainstream, che tende a celebrare Elvis come fenomeno isolato piuttosto che come punto di confluenza di tradizioni musicali diverse.
La scelta del formato epic implica anche una struttura narrativa ambiziosa, che probabilmente non si limiterà alla parabola ascendente della carriera ma esplorerà le zone d'ombra: il rapporto controverso con il manager Colonel Tom Parker, la pressione della fama, le dipendenze, il declino fisico. Elementi che Hollywood ha spesso trattato con reverenza eccessiva o sensazionalismo gratuito, ma che nelle mani di un autore dalla visione così personale potrebbero trovare finalmente un equilibrio narrativo convincente.
Il cinema di Luhrmann non è mai stato minimalista. Le sue opere dividono critica e pubblico proprio per l'eccesso stilistico, quella propensione al troppo che per alcuni è genialità visionaria e per altri manierisismo fine a se stesso. Eppure, quando funziona, il suo linguaggio riesce a trasformare biografie note in esperienze sensoriali travolgenti, capaci di far sentire la musica e l'epoca come se le si attraversasse per la prima volta.
La produzione ha coinvolto un cast di primo piano e un team tecnico che ha lavorato meticolosamente sulla ricostruzione d'epoca, dai costumi alle scenografie, passando per una colonna sonora che promette di essere tanto filologica quanto sperimentale. L'obiettivo dichiarato è far scoprire Elvis anche a chi crede di conoscerlo già, restituendo al pubblico contemporaneo la carica dirompente che la sua figura ebbe negli anni Cinquanta, quando la sua sola presenza sul palco era considerata scandalosa. Il film è in uscita nei cinema italiani il 5 Marzo 2026.