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"Ero stanco di fare il coatto": Carlo Verdone e i retroscena sul cult Compagni di Scuola

Compagni di scuola di Carlo Verdone: la storia del cult del 1988, il cast, le location, cosa fanno oggi gli attori e perché resta un classico.

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Era il 21 dicembre 1988 quando nelle sale italiane arrivò Compagni di scuola. Carlo Verdone, insieme agli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, aveva confezionato una sceneggiatura ineccepibile per quella che era la grande commedia all'italiana. Nessuno, nemmeno lo stesso regista, poteva immaginare che quel film sarebbe diventato un autentico classico, un punto di riferimento capace di attraversare tre decenni senza perdere un grammo della sua forza emotiva.

Oggi che torna in tv su Rete 4 alle 21:35, parliamo di un fenomeno che trascende il semplice successo cinematografico. Compagni di scuola è diventato un capitolo della storia del costume italiano, un documento di un'epoca e delle sue contraddizioni. Lo dimostrano i gruppi Facebook dedicati e le migliaia di persone che ripetono a memoria le battute.

Il film nasceva da un'intuizione profonda. Verdone era stanco della macchietta del coatto che aveva proposto in Troppo forte e voleva un cambio di passo, qualcosa di più maturo e stratificato. Come lui stesso ha raccontato, l'idea germogliò dall'osservazione della società di quegli anni: le coppie che si separavano improvvisamente, il senso di solitudine e malinconia che permeava i rapporti. C'era anche una componente autobiografica, la partecipazione reale a una riunione di ex compagni di classe che si rivelò un appuntamento tristissimo.

"Questo film nasce da un’osservazione profonda della società di quegli anni, in cui tutte le coppie cominciavano improvvisamente a separarsi ed era evidente il senso di solitudine e di malinconia. E c’è anche materiale autobiografico: partecipai davvero a una riunione di ex compagni di classe che si rivelò un appuntamento tristissimo. Avevo anche visto Il grande freddo, che mi colpì ma trovai complessivamente noioso. Decisi di scrivere un mio film su quel tema: col cuore, non per fare soldi ma per realizzare qualcosa che restasse e mi permettesse di andare avanti. Ero stanco di interpretare il coatto, il mio classico personaggio e volevo qualcosa di nuovo. Andai da Cecchi Gori e gli portai il copione di 220 pagine. Impiegò poco a leggerlo, mi riconvocò e me lo buttò addosso. Tutte le mie pagine svolazzavano nel suo studio, intanto lui gridava: È lungo, è verboso, vuoi prendere schiaffi da tutti. Se vuoi farlo, fallo. Ma sarà una fesseria e anche triste". - Carlo Verdone

La scelta di Villa Fiorucci sull'Appia Antica come location principale si rivelò azzeccatissima. Oggi quella villa viene affittata per eventi e sono in tanti a sceglierla proprio perché è la villa di Compagni di scuola. Un luogo che è entrato nell'immaginario collettivo grazie al film. Verdone ricorda così la scelta della location: "Decidemmo di scegliere una villa sull’Appia Antica, optammo per Villa Fiorucci. Oggi viene affittata per eventi e sono tanti a dirsi: ma sì, scegliamo la villa di Compagni di scuola, è così bella..."

Il segreto di questo successo duraturo sta nella capacità di toccare una corda viva in tutti noi: il rimpianto per ciò che siamo stati da ragazzi, l'impossibilità di ritrovare intatti l'affetto e la spontaneità di un tempo. Tutti siamo stati un po' Piero Ruffolo, detto er patata, il professore timido interpretato da Verdone, inciampato in un matrimonio sbagliato e innamorato platonicamente della bella allieva Cristina Romagnoli di Natasha Hovey. Chi non ha avuto in classe un Walter Finocchiaro, il ricco volgare di Angelo Bernabucci, o un Ciardulli, il fallito imbroglione di Christian De Sica.

"Mi ero davvero, rivisto anni prima, con i miei veri ex compagni di scuola. Finì in tragedia. Tentammo in tutti i modi di assomigliare a quelli che eravamo stati con risultati penosi. Eravamo quasi tutti diventati degli stimati professionisti che cercavano di tornare ragazzi: fu una serata pietosa e violenta con la vittima della classe dell’epoca che tornò a vestire i panni di vittima venendo preso a pezzi di pollo tirati addosso". - Carlo Verdone

Non tutti gli interpreti di quel cast straordinario sono ancora tra noi. Angelo Bernabucci è scomparso nell'aprile 2014. Impressiona pensare che Piero Natoli, alias Luca Guglielmi ed ex marito di Eleonora Giorgi nel film, sia morto nel maggio 2001 a soli 54 anni per un infarto. Anche Gianni Musy, il suocero di Verdone con lo sterminato curriculum sentimentale, ci ha lasciati nell'ottobre 2011.



Tanti volti noti hanno invece proseguito carriere magnifiche. Oltre a Verdone, De Sica ed Eleonora Giorgi, il film ha lanciato o consolidato attori come Nancy Brilli, Alessandro Benvenuti, Athina Cenci, Maurizio Ferrini, Massimo Ghini, Giusi Cataldo, Luigi Petrucci e Isabella Gallinelli. Ognuno di loro ha portato avanti la propria strada artistica con dignità e talento.

Per tutti loro Compagni di scuola resta un momento essenziale nella carriera. Così come per noi spettatori quel film rimane un punto di riferimento della memoria e anche del nostro presente. Dopo tanti anni continua a parlarci di solitudine, illusioni perdute e di quella nostalgia malinconica che accompagna chiunque abbia mai desiderato tornare indietro nel tempo, sapendo che è impossibile.

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