Fast Forever: il regista non ha ancora letto la sceneggiatura dell’ultimo film della saga
Vin Diesel è commosso dalla sceneggiatura di Fast Forever, ma il regista Louis Leterrier rivela di non averla ancora letta.
Nel mondo del cinema hollywoodiano, dove le produzioni miliardarie seguono tempistiche millimetriche e protocolli rigidi, ogni tanto emerge una storia che sfida la logica. Quella di Fast Forever, l'undicesimo e ultimo capitolo della saga Fast and Furious, è una di quelle storie che lascia a bocca aperta anche gli addetti ai lavori più navigati.
Vin Diesel, volto e cuore pulsante del franchise che ha incassato miliardi di dollari in tutto il mondo, ha commosso i suoi fan con un post su Instagram in cui ha definito la sceneggiatura di Fast Forever "la migliore che abbia letto in decenni". Parole che pesano come macigni, soprattutto se accompagnate dalla rivelazione che il copione lo ha fatto piangere. Ma ecco il colpo di scena che nessuno si aspettava: Louis Leterrier, il regista che dirigerà il film e che ha già portato al successo Fast X nel 2023, ancora non ha letto quella sceneggiatura che ha fatto versare lacrime all'attore.La dichiarazione è arrivata direttamente dalla bocca del regista francese durante il tour promozionale di The Last House, il suo prossimo film sci-fi horror. Intervistato da Polygon, Leterrier ha affrontato l'argomento con una diplomazia quasi imbarazzante: "Mi piacerebbe dirti tutta la verità, ma non posso. Ci sarà un finale, ed è grandioso. Sono stato molto fortunato a far parte del franchise, amo Vin e amo Universal. Sono fantastici con cui lavorare. Vedremo, si spera". Una risposta che dice tutto e niente, lasciando aperte mille interpretazioni. Perché un regista non ha ancora letto la sceneggiatura del film che dovrebbe dirigere, con una data di uscita fissata per il 17 marzo 2028? Le ragioni potrebbero essere molteplici: contratti non ancora finalizzati, revisioni continue del copione, o semplicemente dinamiche produttive che sfuggono alla comprensione del pubblico esterno.
La sceneggiatura che ha emozionato Diesel porta la firma di Michael Lesslie, sceneggiatore britannico che vanta un curriculum di tutto rispetto. Tra i suoi lavori più noti ci sono Hunger Games: La ballata dell'usignolo e del serpente, Assassin's Creed, Now You See Me: Now You Don't e il prossimo Sunrise on the Reaping, in arrivo nelle sale il 19 novembre 2026. Secondo fonti vicine alla produzione citate da Variety, Lesslie avrebbe riscritto una sceneggiatura precedentemente sviluppata da Aaron Rabin e Zach Dean, quest'ultimo già coinvolto nella storia di Fast X.L'annuncio dell'ingaggio di Lesslie risale al marzo 2026, un periodo in cui il progetto Fast Forever sembrava finalmente pronto a decollare dopo numerosi rinvii. Inizialmente, l'idea era di entrare in produzione subito dopo il debutto di Fast X nel 2023, ma i piani sono stati ripetutamente posticipati. Le ragioni dei ritardi non sono state ufficialmente comunicate, ma l'industria cinematografica del biennio 2023-2024 è stata segnata da scioperi degli sceneggiatori e degli attori, ristrutturazioni degli studios e una generale riorganizzazione del panorama produttivo post-pandemia.
Inoltre, il fatto che Leterrier non abbia ancora letto il copione solleva interrogativi sul programma produttivo. Con una release fissata per marzo 2028, il tempo stringe. Le produzioni di questa portata richiedono mesi di pre-produzione, location scouting, preparazione delle sequenze d'azione e coordinamento di un cast stellare distribuito tra impegni multipli. La fiducia che il regista esprime verso Universal e Diesel suggerisce però che, nonostante l'apparente caos, dietro le quinte ci sia un piano preciso.
Nel frattempo, i fan della saga continuano a interrogarsi su quali personaggi torneranno, quali storyline verranno risolte e quale destino attende Dom Toretto e la sua famiglia allargata. L'eredità di Paul Walker, scomparso tragicamente nel 2013, continua a aleggiare sulla saga come una presenza che chiede rispetto e cura narrativa. La pressione su Fast Forever non riguarda solo il botteghino, ma la capacità di onorare anni di storie, emozioni e un rapporto unico con il pubblico globale.