Mentre ancora si attende di capire se il Festival di Cannes si farà o meno (al momento è rimandato a fine giugno), si inizia a pensare al Festival di Venezia, che secondo gli organizzatori non potrà tenersi online: o si terrà fisicamente al Lido, o non si farà.

Un portavoce del Festival ne ha parlato con Variety:

Il Festival di Venezia non può essere rimpiazzato con un evento online. Ovviamente c’è la possibilità che vengano utilizzate tecnologie per alcune iniziative, ma al momento è troppo presto per decidere.

Qualche giorno fa il direttore artistico Alberto Barbera aveva spiegato all’ANSA che Venezia non seguirà le orme di Toronto (entrambi i Festival si svolgono a settembre), che potrebbe proporre una formula con pochi eventi in sala e una rassegna più ampia in digitale:

Intanto Toronto è un’altra tipologia di festival non paragonabile a Cannes e Venezia e oggi poi non si può essere che generici sul futuro. Solo quando sapremo in tempi utili quello che si può fare e non fare prenderemo una decisione, ma una cosa è certa qualsiasi cosa sia saremo pronti. Da parte nostra continuiamo a lavorare esattamente come gli anni scorsi. Mancano ancora due mesi e davanti ci sono tre scenari possibili: quello più pessimistico con la pandemia ancora attiva che ci costringe a prendere un bell’anno sabbatico e mettere questa edizione 2020 tra parentesi. C’è poi lo scenario più ottimista, la pandemia si arresta e tutto torna come prima e, infine, quello intermedio che prevede dei vincoli che ora non possiamo prevedere e con i quali ci dovremo confrontare. Insomma entrambe sono variabili non da poco che richiederanno decisioni condivise, ma di fronte a dati certi. E questo prima di fine maggio.

Venezia, lo ricordiamo, si tiene dal 2 al 12 settembre, mentre Toronto dal 10 al 20 settembre.

Intanto la Biennale, mostrando ottimismo, ha lanciato il bando dell’ottava edizione di Final Cut in Venice, workshop che si svolge all’interno di Venice Production Bridge:

Venezia, 6 aprile 2020. – Viene lanciato oggi il bando dell’ottava edizione del workshop Final Cut in Venice, che avrà luogo dal 5 al 7 settembre 2020 nell’ambito del Venice Production Bridge della 77. Mostra del Cinema di Venezia (2 – 12 settembre 2020).

Dal 2013 Final Cut in Venice fornisce un aiuto concreto al completamento di film di qualità provenienti dall’Africa, nonché da GiordaniaIraqLibanoPalestina e Siria. L’ottava edizione di Final Cut in Venice presenterà a Venezia – in un workshop di tre giorni (5 – 7 settembre) alla 77. Mostra – fino a un massimo di sei copie lavoro di film in lavorazione, e darà loro l’opportunità di trovare i finanziamenti per la post-produzione attraverso incontri con produttori, buyers, distributori e selezionatori di festival.

Nei suoi sette anni di attività, Final Cut in Venice ha rappresentato un’opportunità unica per far emergere opere e talenti da cinematografie svantaggiate e poco conosciute, celebrandone la diversità e la creatività e contribuendo alla loro affermazione nei festival internazionali. Fra i molti casi, a Final Cut 2016 con il documentario Obscure fa la sua prima apparizione a Venezia la regista siriana Soudade Kaadan, vincitrice in seguito del Leone del Futuro 2018 con The Day I Lost my Shadow. Poi, Freedom Fields (Final Cut 2017), primo lungometraggio documentario di una regista libica, Naziha Arebi, vince il Bafta. Quindi Félicité (Final Cut 2017), del franco-senegalese Alain Gomis, ottiene alla Berlinale il Gran Premio della Giuria – Orso d’argentoAncora Talking about trees (Final Cut 2018) del sudanese Suhaib Gasmelbari, vince alla Berlinale l’Original Documentary Award e l’Audience Award. In questi sette anni Final Cut in Venice ha ricevuto in fase di selezione più di 400 work-in-progress e ne ha selezionati e presentati a Venezia 40.

Per partecipare all’8. Final Cut in Venice è necessario compilare la scheda di preselezione online (entry form) sul sito www.labiennale.org, e inviare i materiali all’indirizzo [email protected] entro il 12 giugno 2020.

La 77. Mostra del Cinema, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Roberto Cicutto, si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2020.

I Premi di Final Cut in Venice

Final Cut in Venice si concluderà con l’attribuzione di premi in servizi (kind) o denaro (cash), finalizzati al sostegno economico dei film nella fase di post produzione.

Questo l’elenco dei premi:

– per il quarto anno la Biennale di Venezia offrirà un premio del valore di € 5.000 al miglior film in post-produzione; il Premio La Biennale di Venezia sarà attribuito da una giuria composta da tre membri indicati dal Direttore della Mostra. Gli altri premi offerti dai supporter – che includono, fra i vari servizi, colour correction, missaggio sonoro, creazione di un master DCP e sottotitoli – saranno invece attribuiti a insindacabile giudizio del Direttore della Mostra, coadiuvato dagli stessi e dai responsabili delle istituzioni coinvolte.

– € 15.000 per color correction di un lungometraggio offerti da Laser Film (Roma) fino a 50 ore di lavoro (tecnico compreso);

– € 15.000 offerti da Mactari Mixing Auditorium (Parigi) per il missaggio sonoro di un lungometraggio (fino a 12 giorni di lavoro, tecnico del missaggio escluso);

–  Per un lungometraggio fiction un MG di  $10,000 o per un lungometraggio documentario un  MG  di $3,000  in  marketing, pubblicità e distribuzione nel mondo arabo offerti da MAD Solutions per un progetto arabo (con l’eccezione dei progetti già a carico di MAD Solutions);

– Titra Film (Parigi) offrirà fino a € 5.000 per il color-grading; fino a € 3.000 per la produzione di un master DCP, creazione file i-Tunes, Google o Netflix; fino a € 2.000 per sottotitolaggio francese e inglese (traduzione non inclusa);

– fino a € 7.000 per la creazione di un master DCP con sottotitoli in italiano o in inglese, messi a disposizione da Sub-Ti Ltd (Londra);

– fino a € 7.000 per una versione accessibile ai disabili sensoriali, ovvero sottotitoli per i sordi e audio descrizione per i ciechi e ipovedenti inclusi gli audio sottotitoli in voice over, in italiano o in inglese (saranno forniti i sottotitoli e la traccia audiodescritta per l’inserimento in DCP), offerta da Sub-Ti Access Srl (Torino);

– € 5.000 per l’acquisizione dei diritti biennali di messa in onda da parte di Rai Cinema;

– $ 5.000 per un progetto arabo e l’invito a partecipare a CineGouna Platform offerti da El Gouna Film Festival;

– Premio “Coup de cœur de la Cinémathèque Afrique”, offerto dalla Cinémathèque Afrique dell’Institut Français (Parigi). Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di diffusione non commerciale e non esclusiva per la durata di 7 anni per un valore tra i € 4.000 e i € 6.000 a seconda del genere, della durata del film e del numero dei territori disponibili;

– partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti dal Festival International du Film d’Amiens;

– partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti da Festival International de Films de Fribourg;

Final Cut in Venice, insieme al Venice Gap-Finacing Market e al Book Adaptation Rights Market, è una delle iniziative che offre il Venice Production Bridge, il mercato del film della Mostra del Cinema di Venezia che si propone come un’opportunità d’incontro e networking per tutte le categorie di professionisti coinvolti nella realizzazione di opere cinematografiche: produttori, finanziatori, distributori, agenti di vendita, fondi d’investimento pubblici e privati, banche, film commissionsbroadcasters, piattaforme internet.