Fonde Il Grinch con Frozen: perché il film d'animazione più atteso del 2027 è già un caso
Dalla Disney alla Val Camonica: Lino DiSalvo presenta "Twisted" ad Annecy ma è già un caso, ecco il motivo
A volte, per ritrovare sé stessi, bisogna deludere una famiglia siculo-americana di Brooklyn, rinunciare a una gloriosa carriera da pizzaiolo e, già che ci siamo, abbandonare la Disney dopo aver firmato il sesto film d'animazione più redditizio della storia del cinema. Chiedere per conferma a Lino DiSalvo. L’ex capo-animatore di Frozen e mente visiva di Rapunzel è sbarcato al Festival di Annecy per presentare la sua ultima scommessa, Twisted: un progetto in 3D da 15 milioni di dollari che profuma di cinema d'autore, leggende alpine, fascino italiano e un pizzico di sana follia produttiva indipendente.
Lasciamoci alle spalle i fasti di Hollywood, dove i bilanci degli studios bruciano centinaia di milioni di dollari ancor prima di aver mosso il primo pixel. Twisted (prodotto da Mediawan Kids & Family in coproduzione con l’italiana Palomar) è una favola squisitamente europea che affonda le radici nel folclore della Val Camonica.La storia ruota attorno ad Angelina, una diciottenne della Val Camonica intrappolata in una valanga di bugie che si ritrova a chiedere aiuto al Badalisc, una creatura mitologica con le corna che vive isolato in una roulotte decisamente squallida nei boschi del Nord Italia. L’intreccio è una commedia degli equivoci sulla morale: lei mente a tutti per abitudine, lui è condannato a dire solo la verità (e a odiare gli esseri umani che l'hanno costretto all'esilio).
Meno pixel, più recitazione
Ciò che rende Twisted un caso di studio è la sua genesi industriale in stile guerrilla. Passare dai budget infiniti della Disney a una produzione indipendente europea richiede un certo pelo sullo stomaco. DiSalvo ha applicato una rigida cura dimagrante al processo creativo, tagliando i tempi morti e i costi fissi. Niente eserciti di animatori pagati per fare "lavoro di riempimento" su sceneggiature non ancora definitive. Nel team di partenza Solo sei persone focalizzate sull'animatic.
La filosofia del regista è semplice, impedire agli animatori di "iperanimare". Invece di perdersi in cinque o sei sessioni di revisione per singola inquadratura (lo standard standardizzato delle major), DiSalvo si è imposto un limite massimo di tre passaggi. Se il design dei personaggi e il sottotesto emotivo funzionano fin dall'inizio, il gesto parla da solo. Il minimalismo estetico diventa così una risorsa drammaturgica. Niente male.
L’animazione di Twisted è il frutto di un asse franco-italiano che vede collaborare lo studio Dwarf di Montpellier e i Palomar Animation Studios di Bologna. L'accoglienza ad Annecy non è altro che l'ennesima conferma di una tendenza ormai evidente nel mercato cinematografico internazionale: i distributori indipendenti hanno una fame disperata di prodotti d’animazione di alta qualità capaci di presidiare le sale, territori troppo spesso monopolizzati dai blockbuster seriali di Illumination o Pixar.
Il film, già opzionato da distributori chiave e supportato in Italia da Vision Distribution, dimostra che (per fortuna!) c'è vita oltre il recinto dorato delle Big Tech dell'intrattenimento. E ora non ci resta che attendere il 2027.
Foto copertina: Footage da Twisted