Fulvio Lucisano, morto a 98 anni il re del cinema italiano: ha prodotto Fantozzi e Alberto Sordi (e altri 160 film)
È morto a 98 anni Fulvio Lucisano, storico produttore cinematografico italiano. Fondatore della IIF, ha segnato 70 anni di cinema con film iconici e talenti scoperti.
Si è spento oggi Fulvio Lucisano, decano dei produttori cinematografici italiani, all'età di 98 anni appena compiuti. La notizia, appresa dall'Adnkronos dai familiari, segna la fine di un'epoca per il cinema italiano. Con lui se ne va uno degli ultimi grandi testimoni di una storia che ha attraversato più di sette decenni, dal dopoguerra fino alla produzione contemporanea.
Il passaggio al lungometraggio arriva nel 1955 con I quattro del getto tonante, ma è nel 1958 che prende forma il progetto destinato a diventare il suo marchio distintivo: la fondazione della Italian International Film, la IIF. Quella sigla sarebbe diventata sinonimo di qualità, intuito e capacità di intercettare i gusti del pubblico italiano attraversando mode e trasformazioni culturali.
Da produttore, Lucisano ha dimostrato una versatilità rara, muovendosi con disinvoltura tra commedia e cinema d'autore, sempre con un occhio attento alle storie che parlano agli italiani. Ha accompagnato la carriera di Massimo Troisi, ha creduto nel talento di Francesca Archibugi, ha sostenuto Fausto Brizzi quando il cinema generazionale aveva bisogno di nuove voci. Ricomincio da tre, Il grande cocomero, Notte prima degli esami, Ex: titoli che rappresentano molto più di semplici successi commerciali, ma vere e proprie pietre miliari del cinema popolare italiano, così come Paolo Villaggio e il suo Fantozzi e tantissimi film di e con Alberto Sordi.
Ma più dei premi e dei riconoscimenti istituzionali, resta il segno di un uomo capace di attraversare epoche radicalmente diverse senza mai perdere il contatto con il pubblico. Un produttore che ha saputo fare del cinema un'arte, costruita con cura e profondamente legata all'identità italiana. La sua capacità di scegliere storie, scoprire talenti e trasformarli in film rappresenta un modello di lavoro che difficilmente troverà eredi alla sua altezza.
Con la morte di Fulvio Lucisano il cinema italiano perde uno dei suoi ultimi grandi maestri, testimone diretto di una stagione irripetibile che ha visto nascere e consolidarsi l'industria cinematografica nazionale. Rimane l'eredità di centinaia di film, di carriere lanciate, di un modello imprenditoriale basato sulla qualità e sulla fiducia nel talento. E rimane il ricordo di un uomo che ha dedicato quasi un secolo della sua vita a raccontare l'Italia attraverso le immagini, costruendo sogni fotogramma dopo fotogramma.