Ghost - Fantasma, Bruce Willis rifiutò la parte di Sam perché la storia gli sembrava ridicola: era già sposato con Demi Moore
Prima di diventare uno dei film romantici più amati di sempre, Ghost - Fantasma dovette superare diversi ostacoli. Tra i più sorprendenti c’è il rifiuto di Bruce Willis, che non riusciva a immaginare come potesse funzionare una storia d’amore con protagonista un uomo già morto.
Oggi è quasi impossibile immaginare Sam Wheat con un volto diverso da quello di Patrick Swayze, così come è difficile pensare a Molly senza Demi Moore e a Oda Mae Brown senza Whoopi Goldberg. Eppure, all'inizio, quella combinazione non era affatto scontata. Anzi, la sceneggiatura di Bruce Joel Rubin incontrò parecchie resistenze. La storia di un uomo ucciso che, dopo la morte, continua a proteggere la donna che ama mescolava romanticismo, soprannaturale, thriller, commedia e persino una dimensione spirituale. Un equilibrio apparentemente difficile da trasformare in un successo commerciale.
La cosa più ironica è che Willis avrebbe poi interpretato, quasi dieci anni dopo, un altro film costruito intorno al rapporto tra vivi e morti: Il sesto senso di M. Night Shyamalan. Una coincidenza che rende ancora più curiosa la sua iniziale diffidenza nei confronti di Ghost.
Eppure, Bruce Willis non fu l'unico attore a lasciarsi sfuggire il ruolo. La produzione prese in considerazione numerosi nomi importanti dell'epoca, tra cui Harrison Ford, Michael J. Fox, Tom Hanks, Kevin Kline, Alec Baldwin, Tom Cruise e altri interpreti già molto affermati. Bruce Joel Rubin ha raccontato che il progetto venne proposto a moltissimi protagonisti di Hollywood e che le risposte negative furono numerose. Il paradosso è che proprio Patrick Swayze, oggi indissolubilmente associato a Sam Wheat, inizialmente sembrava il candidato meno adatto agli occhi del regista.
A quel punto fu lo stesso Swayze a ribaltare la situazione. Convinto del potenziale della storia, accettò di sottoporsi a un provino. La prova fu decisiva: interpretando la parte più emotiva del film riuscì a far cambiare completamente idea a Zucker. Il regista, che fino a quel momento non lo voleva, rimase così colpito da commuoversi durante l'audizione. Fu una delle svolte fondamentali nella storia produttiva del film.
Un'altra particolarità riguarda proprio la regia. Zucker proveniva dal cinema comico e aveva fatto parte del celebre trio Zucker-Abrahams-Zucker, responsabile di film demenziali e parodistici come L'aereo più pazzo del mondo. Ghost rappresentava dunque un cambio di registro radicale: era il suo primo film drammatico diretto da solo.
La produzione di Ghost prese così forma intorno a un cast che sembrava quasi costruito contro ogni previsione. Demi Moore fu scelta per Molly, mentre Swayze divenne Sam. Per il ruolo di Oda Mae Brown arrivò invece un'altra scelta destinata a diventare fondamentale. Whoopi Goldberg non era la prima scelta della produzione. Fu Patrick Swayze a sostenerne la candidatura, tanto da insistere perché fosse presa in considerazione. La sua determinazione fu decisiva: Goldberg ottenne la parte della sensitiva truffaldina che scopre di possedere davvero la capacità di comunicare con i morti.
Il risultato fu uno degli elementi più riusciti del film. Oda Mae diventò il contrappunto comico alla tragedia di Sam e Molly, senza mai spezzare completamente il tono della storia. Goldberg vinse l'Oscar come miglior attrice non protagonista, mentre Rubin conquistò quello per la sceneggiatura originale. Le riprese si svolsero tra il 24 luglio e il 5 dicembre 1989, soprattutto a New York, con alcune sequenze realizzate a Los Angeles, utilizzata anche per rappresentare gli ambienti della banca.
E così il destino cinematografico di Ghost finì per essere quasi beffardo. Bruce Willis non credeva che la storia potesse funzionare perché il protagonista era morto. Jerry Zucker pensava che Patrick Swayze fosse inadatto al ruolo. Whoopi Goldberg era stata inizialmente scartata. Eppure proprio quelle scelte inizialmente ritenute improbabili contribuirono a creare uno dei cult romantici più famso degli anni Novanta.