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Gli Oasis conquistano Venezia con 8 minuti di applausi, ma la reazione di Liam Gallagher sorprende tutti

Liam e Noel Gallagher trionfano a Venezia con il documentario sugli Oasis e ricevono otto minuti di applausi, ma Liam reagisce a modo suo.

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Gli Oasis hanno trasformato per una sera la Mostra del Cinema di Venezia in qualcosa di molto simile a uno dei loro concerti. Liam e Noel Gallagher sono arrivati insieme al Lido per presentare in anteprima mondiale Oasis: Don't Look Back in Anger, il documentario dedicato alla reunion che nel 2025 li ha riportati sullo stesso palco dopo sedici anni. E l'accoglienza è stata decisamente all'altezza dell'attesa. Al termine della proiezione nella Sala Grande, il pubblico ha tributato al film una standing ovation durata circa otto minuti.

Noel è apparso persino commosso, mentre Liam ha affrontato il momento nel modo che probabilmente ci si aspetterebbe proprio da Liam Gallagher: dopo qualche minuto di applausi ha dato un'occhiata all'orologio e, rivolgendosi a chi gli stava vicino, è sembrato chiedere se non fosse arrivato il momento di andarsene. Alla fine i due sono rimasti e hanno alzato insieme le braccia davanti alla platea, replicando uno dei gesti diventati simbolici durante il tour della reunion. Poco dopo sono scesi tra il pubblico per firmare autografi e scattare fotografie, trasformando la Sala Grande in una sorta di improvvisato "mosh pit", con decine di persone che cercavano di avvicinarsi ai due fratelli.

L'atmosfera, del resto, era stata tutt'altro che quella di una normale première cinematografica già durante la proiezione. Gli spettatori hanno applaudito dopo diverse esibizioni mostrate nel documentario e, quando è arrivata Champagne Supernova, parte della sala ha iniziato a cantare insieme alla band. Variety racconta anche di spettatori visibilmente commossi durante il film, mentre prima dell'arrivo dei Gallagher i fan avevano già accolto la première intonando Wonderwall e Acquiesce. Anche sul red carpet Liam e Noel hanno evitato qualsiasi formalità eccessiva. Vestiti entrambi di nero, hanno firmato autografi e posato separatamente prima di riunirsi davanti ai fotografi.

Liam ha quindi afferrato la mano del fratello e l'ha sollevata insieme alla propria, proprio come i due hanno fatto sul palco durante Oasis Live '25. La loro presenza a Venezia ha avuto anche un significato particolare: si è trattato della prima apparizione pubblica dei Gallagher insieme lontano da un palco dalla reunion degli Oasis. I due avevano invece deciso di saltare la conferenza stampa del documentario, lasciando ai registi Dylan Southern e Will Lovelace e allo sceneggiatore Steven Knight il compito di raccontare come è nato il progetto.

Oasis: Don't Look Back in Anger non è infatti soltanto la registrazione di alcuni concerti. Le telecamere hanno seguito Liam e Noel durante le prove, dietro le quinte e sul palco, cercando di documentare qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava praticamente impossibile: la ricostruzione del rapporto tra due fratelli che non suonavano insieme dal 2009. Southern e Lovelace hanno spiegato di aver cercato di rendere le telecamere il più possibile invisibili durante le prove, in modo da osservare i Gallagher senza alterare ciò che stava accadendo. I registi hanno intervistato inizialmente Liam e Noel separatamente, per poi parlare con entrambi quando il tour era ormai iniziato e il loro rapporto aveva attraversato una nuova fase.

Il documentario contiene così anche la prima intervista congiunta dei fratelli Gallagher dopo oltre 25 anni. Ma al centro del film non ci sono soltanto Liam e Noel. I registi hanno voluto capire perché le canzoni degli Oasis abbiano continuato a essere così importanti anche durante i quindici anni nei quali la band è rimasta inattiva e, soprattutto, come siano riuscite a raggiungere una generazione che negli anni Novanta non era nemmeno nata.

Oasis: Don't Look Back in Anger, fonte: Disney+

La risposta è arrivata in maniera piuttosto evidente durante Oasis Live '25. Il tour della reunion, iniziato a Cardiff davanti a oltre 60.000 persone, ha attraversato Regno Unito, Nord America, Asia, Australia e Sud America, con biglietti andati rapidamente esauriti e un pubblico composto da generazioni differenti. Proprio quell'esperienza è diventata il cuore di Oasis: Don't Look Back in Anger, che segue dodici concerti in tre continenti alternando le immagini degli show a quelle dietro le quinte e alla storia personale dei Gallagher.

"Volevamo raccontare la riconciliazione di due fratelli, celebri per il loro rapporto turbolento, ma anche il potere della musica", hanno spiegato Southern e Lovelace nelle note ufficiali del film. Una riconciliazione che soltanto pochi anni fa sarebbe sembrata difficile persino da immaginare. Gli Oasis si erano sciolti nel 2009 dopo l'ennesimo scontro tra Liam e Noel, avvenuto dietro le quinte poco prima di un concerto a Parigi. Da quel momento i due non avevano più condiviso un palco fino all'annuncio della reunion nel 2024 e all'inizio del tour l'anno successivo.

A Venezia, però, quella vecchia guerra sembrava ormai molto lontana. Persino Noel, tradizionalmente il più composto dei due, è apparso emozionato durante gli otto minuti di applausi. Liam, invece, dopo aver guardato l'orologio ha fatto esattamente quello che ci si aspetterebbe da una rockstar poco abituata ai rituali dei festival cinematografici: è sceso tra i fan. Oasis: Don't Look Back in Anger, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e scritto da Steven Knight, dura 122 minuti ed è stato presentato fuori concorso a Venezia 83. Il documentario arriverà nei cinema italiani il 10 settembre, prima di debuttare entro la fine dell'anno su Disney+.

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