"Gli spezzai il cuore": la star di Breakfast Club racconta perché rinunciò a due cult degli anni '80
Anthony Michael Hall, il protagonista di Breakfast Club, racconta di come ha rinunciato al ruolo principale al cult "Una pazza giornata di vacanza" e " Bella in rosa", mettendo fine alla sua amicizia con il regista John Hughes.
Ci sono decisioni che cambiano il corso di una carriera, e altre che spezzano legami che sembravano inscindibili. Anthony Michael Hall, il volto simbolo dell'adolescenza cinematografica anni Ottanta, ha vissuto entrambe le esperienze in un solo momento cruciale della sua vita. A 17 anni, quando era già una delle giovani stelle più riconoscibili di Hollywood grazie alla collaborazione con John Hughes, disse no a due progetti che il regista aveva scritto pensando proprio a lui: Una pazza giornata di vacanza e Bella in rosa.
"Una pazza giornata di vacanza era stato scritto per me da John. Voleva che facessi tutti e due i film allo stesso tempo, ma io sentii che era importante per me passare oltre. -Anthony Michael Hall a Teen Beat
La preoccupazione dell'attore era di essere ingabbiato in un certo tipo di ruolo, di diventare il ragazzo goffo e sensibile per antonomasia, ed è per questo che lo spinse a rifiutare. Una scelta professionale legittima, ma che Hughes visse come un tradimento personale.
Subito dopo, Hughes gli propose Bella in rosa, ma l'attore notò troppe somiglianze con Sixteen Candles-Un compleanno da ricordare, il film che lo aveva consacrato al grande pubblico e che lo fece entrare nella famosa Brat Pack di quei anni. Da quel momento, Hall sentì di essere a un bivio: continuare sulla strada sicura tracciata da Hughes o rischiare, cercando di definirsi oltre quei personaggi adolescenziali. Scelse la seconda opzione, e pagò un prezzo emotivo che evidentemente non aveva previsto.
"Secondo me gli spezzai un po' il cuore. Sfortunatamente la nostra amicizia s'incrinò. Perché John era un po' simile ai personaggi che scriveva, aveva una forte sensibilità, anche se tecnicamente era per così dire un adulto. Non mi ero reso conto che si sarebbe offeso così". -Anthony Michael Hall a Teen Beat
Come ben sappiamo, il ruolo di Ferris andò a Matthew Broderick, che ne fece uno dei personaggi più iconici del cinema anni Ottanta. La parte di Duckie in Bella in rosa finì a Jon Cryer, che accanto ad Andrew McCarthy contribuì a creare un altro cult. Hall non ha mai espresso risentimento per questo, ammettendo di aver incontrato Cryer e McCarthy negli anni successivi, senza alcun rancore. Nonostante tutto, Hall non ha mai smesso di riconoscere il debito artistico con il regista scomparso nel 2009.
"Devo a John la mia carriera. Fu un'esperienza incredibile, mi cambiò la vita. È stata davvero una grande opportunità lavorare con lui". -Anthony Michael Hall a Teen Beat
La storia di Hall e Hughes è quella di un rapporto artistico intensissimo che si trasformò in amicizia, per poi spezzarsi contro le inevitabili esigenze di crescita professionale. È la dimostrazione che anche nel mondo dorato di Hollywood, dove tutto sembra possibile, le relazioni umane seguono logiche fragili e imprevedibili. E che a volte, per diventare ciò che vogliamo essere, dobbiamo deludere chi ci ha aiutato a scoprire chi eravamo.