Gone Girl è basato su una storia vera? Cosa c’è di reale dietro il film di David Fincher
Gone Girl è tratto da una storia vera? Scopriamo cosa ha ispirato Gillian Flynn e il legame del film di David Fincher con un vero caso di cronaca.
Gone Girl - L’amore bugiardo è uno di quei thriller talmente credibili da aver spinto molti spettatori a chiedersi se dietro la storia di Nick e Amy Dunne ci sia davvero un caso di cronaca. Il film del 2014 diretto da David Fincher, con Ben Affleck e Rosamund Pike, parte infatti da una situazione fin troppo familiare: una donna scompare improvvisamente, il marito finisce sotto i riflettori e, mentre emergono segreti sul loro matrimonio, televisioni e opinione pubblica sembrano emettere una sentenza ancora prima degli investigatori. Ma Gone Girl è davvero tratto da una storia vera? La risposta è no, anche se dietro il romanzo di Gillian Flynn esiste un legame interessante con uno dei casi di cronaca nera più famosi degli Stati Uniti.
Laci Peterson aveva 27 anni ed era incinta quando scomparve dalla sua casa di Modesto, in California, il 24 dicembre 2002. La vicenda diventò rapidamente un caso nazionale e l’attenzione si concentrò sempre di più sul marito Scott. La scoperta della relazione extraconiugale dell’uomo con Amber Frey contribuì ulteriormente a trasformare il caso in un gigantesco fenomeno mediatico. Ed è qui che le somiglianze con Gone Girl diventano evidenti. Anche Nick Dunne si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione dopo la scomparsa della moglie.
Il suo comportamento viene analizzato fotogramma dopo fotogramma, le bugie iniziano ad accumularsi e la scoperta della sua relazione extraconiugale cambia completamente il modo in cui il pubblico lo guarda. Ma Gillian Flynn ha sempre invitato a non spingersi troppo oltre con il parallelismo. La scrittrice ha spiegato che ciò che davvero la interessava non era ricostruire il caso Peterson, bensì osservare come i media trasformano una tragedia in una storia con personaggi e ruoli immediatamente riconoscibili. Una coppia giovane e attraente, una moglie scomparsa, un marito ambiguo: sono gli ingredienti perfetti perché una vicenda privata diventi improvvisamente uno spettacolo nazionale.
La donna ha preparato indizi e prove con l’obiettivo di far credere che Nick l’abbia assassinata, trasformando proprio i media in uno degli strumenti della propria vendetta. La storia immaginata da Flynn prende quindi la situazione iniziale tipica di molti casi di cronaca e la ribalta completamente. La vicenda reale di Laci Peterson ebbe invece un epilogo tragico. Nell’aprile del 2003 furono ritrovati i resti di Laci e del figlio che portava in grembo. Scott Peterson venne successivamente processato e dichiarato colpevole nel 2004. La sua condanna a morte è stata annullata nel 2020, senza però cancellare le condanne per gli omicidi; nel 2021 è stato nuovamente condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale per l’omicidio di Laci.
C’è poi un altro elemento della realtà che ha contribuito alla nascita di Gone Girl, ed è molto più personale. Flynn ha spiegato che il punto di partenza del romanzo era anche il suo desiderio di raccontare il matrimonio e le identità che due persone costruiscono all’interno di una relazione. Durante il corteggiamento, secondo la scrittrice, ciascuno tende a mostrare la propria versione migliore, mentre soltanto con il passare del tempo emergono caratteristiche e difetti che inizialmente erano rimasti nascosti.
Non perché Nick fosse stato scritto come una sua versione cinematografica, ma perché l'immagine del marito affascinante finito improvvisamente sotto il giudizio delle televisioni richiamava inevitabilmente quel tipo di cronaca che Flynn voleva mettere sotto osservazione. Per questo definire L’amore bugiardo – Gone Girl una storia vera sarebbe sbagliato. Amy e Nick Dunne sono personaggi di fantasia, così come il piano che rappresenta il grande colpo di scena della storia.
Quello che invece arriva dalla realtà è il mondo costruito intorno a loro: l’ossessione per la coppia perfetta, il marito trasformato immediatamente in sospettato, le telecamere davanti casa e soprattutto la necessità collettiva di decidere chi sia la vittima e chi il colpevole. Ed è probabilmente questo il dettaglio che, ancora oggi, rende Gone Girl così credibile: David Fincher e Gillian Flynn non hanno portato sullo schermo una storia vera, ma hanno costruito una storia inventata utilizzando meccanismi che la cronaca aveva già mostrato essere fin troppo reali.