"Hanno deciso chi fossimo da casa": Cynthia Erivo sugli stereotipi razziali e sul suo rapporto con Ariana Grande
Cynthia Erivo racconta l'aggressione a Ariana Grande durante la premiere di Wicked a Singapore e denuncia gli stereotipi razziali subiti sui social media.
Ci sono momenti in cui il sipario cala e la realtà irrompe sul palcoscenico con una violenza che nessuna sceneggiatura potrebbe prevedere. Per Cynthia Erivo, protagonista di uno dei fenomeni cinematografici più dirompenti degli ultimi anni, quel momento è arrivato durante la premiere di "Wicked: For Good" a Singapore, nel novembre 2025. Un uomo ha scavalcato le barriere e ha afferrato Ariana Grande, sua co-star e amica. E nessuno, racconta Erivo con una voce in cui l'orrore è ancora palpabile, si è mosso. Nessuno tranne lei.
"Il mio cervello ha urlato: allontanalo, tiralo via da qui", ricorda l'attrice britannica durante un'intervista all'Hotel Café Royal di Londra, sei mesi dopo l'uscita del sequel che ha trasformato il franchise di Wicked in un colosso da 1,2 miliardi di dollari. "La mia reazione immediata è stata quella di allontanarlo da noi. E quello che la gente non ha visto è che lui non mollava. Non mollava Ariana. Così ho continuato a spingerlo per farlo staccare".
L'episodio ha fatto il giro del mondo, trasformando Erivo nell'eroina del momento per molti, ma in un meme per altri. Perché è proprio qui che la narrazione si spacca, rivelando qualcosa di più profondo e insidioso del semplice gossip da red carpet. Mentre alcuni hanno celebrato il suo coraggio, altri hanno ridicolizzato l'accaduto, riducendo Erivo al ruolo di "bodyguard" di Ariana Grande attraverso video virali su TikTok e battute sui social.
"Penso che non abbiamo ancora fatto i conti con la natura insidiosa di come vediamo le donne nere", afferma Erivo senza esitazione. "E sono sicura che qualcuno leggerà questo e penserà: 'Oh, dai, non c'entra niente'. Ma invece sì. Perché è di questo che ci si prendeva gioco: del mio fisico, della mia forma, del fatto che fossi calva, del mio aspetto. E per questo c'era l'assunzione che fossi più grande della mia co-star e quindi dovessi essere controllante o protettiva, e che quello fosse il mio ruolo. Scommetto che non sarebbe stato lo stesso se i ruoli fossero stati invertiti".
Per Grande, che convive con un disturbo da stress post-traumatico dopo l'attentato di Manchester del 2017 in cui morirono 22 persone durante il suo concerto, l'aggressione ha riattivato traumi profondi. "In quel momento eravamo tutti terrorizzati", sottolinea Erivo. "Uno sconosciuto è uno sconosciuto. Lo spazio personale rimane spazio personale. Non appartiene a nessuno, anche se credi di conoscere quella persona".
Ma l'incidente di Singapore è solo la punta dell'iceberg di un'esperienza che Erivo descrive come sopravvivere a un ciclone. Il tour promozionale di "Wicked: For Good" era iniziato a San Paolo all'inizio di novembre 2025, seguito da Parigi, Londra, Singapore e New York nell'arco di appena 13 giorni. Grande aveva perso il lancio brasiliano per un problema tecnico all'aereo. La pressione era già alle stelle quando è arrivato l'attacco fisico.
Gli ultimi quattro anni, racconta Erivo, sono stati una prova di resistenza estrema. "Eravamo appese a un filo e cercavamo davvero di prenderci cura l'una dell'altra", dice riferendosi al legame con Grande, che definisce ancora solido: le due si scrivono quasi ogni giorno. Eppure, la percezione pubblica della loro amicizia è stata oggetto di analisi ossessive, spesso scettiche.
"Penso che la gente non credesse davvero che fossimo amiche", dice Erivo con una punta di sarcasmo. "Ma è anche perché la gente non mi conosce molto bene. Se sono un'amica, lo sono davvero. Se non lo sono, allora non lo sono". La decisione di coltivare il loro rapporto è stata, dice, "molto consapevole" fin dall'inizio, quando le due sono state scelte rispettivamente per i ruoli di Elphaba e Glinda, le protagoniste yin e yang del musical.
Durante il primo tour promozionale, nel novembre 2024, Erivo e Grande hanno fatto quasi tutte le interviste insieme, giocando sul cosplay coordinato sui red carpet: nero o verde per Erivo, tonalità di rosa per Grande. Ma più si mostravano unite, più cresceva lo scetticismo online. "È molto interessante osservare la percezione che la gente ha rispetto a quella che è la realtà effettiva", commenta. "Tanti psicologi seduti a casa a decidere chi eravamo, cosa stavamo attraversando, cosa stavamo facendo e perché".
Quando il 2025 è arrivato, sia Wicked che le sue protagoniste sembravano essere ovunque, considerando che avevano iniziato a promuovere il film ben nove mesi prima della sua uscita, presentandosi insieme agli Oscar 2024 vestite rispettivamente di verde e rosa. È un fenomeno noto, specialmente quando riguarda donne di successo: il web adora abbattere chi vola troppo alto. E dato il contesto di Oz, l'ironia non sfugge.
La realtà, come sempre, è più complessa della finzione. E dietro il verde smeraldo di Elphaba, c'è una donna che ha dovuto difendere non solo la sua co-star da un aggressore fisico, ma se stessa da un tipo di violenza più sottile e pervasiva: quella dello sguardo che riduce, che stereotipa, che giudica senza conoscere. Uno sguardo che, come sottolinea Erivo, ha molto a che fare con il colore della sua pelle e con come la società continua a vedere le donne nere.