Harrison Ford e Brad Pitt tra azione e riflessione morale, nel thriller di Alan J. Pakula oggi in TV
L'ombra del diavolo: scopri perché Brad Pitt e Harrison Ford litigarono sul set del thriller di Alan J. Pakula. Retroscena, cast e trama del film del 1997.
C'è un film del 1997 che porta con sé non solo una trama avvincente, ma anche i segni evidenti di una lavorazione travagliata. L'ombra del diavolo, thriller diretto da Alan J. Pakula, mette in scena un confronto tra due giganti del cinema, Harrison Ford e Brad Pitt, che si ritrovarono a battere ciak in un'atmosfera tutt'altro che serena. Le tensioni sul set non furono un semplice aneddoto da backstage: si trattò di divergenze profonde sulla sceneggiatura, con i due attori che avevano visioni contrapposte su come il film dovesse prendere forma. L'appuntamento in TV è per oggi, in prima serata su La 7 Cinema (canale 29) alle ore 21.15.
La storia ruota attorno a Rory Devaney, nome fittizio dietro cui si nasconde Francis "Frankie" McGuire, un giovane irlandese con un passato ingombrante. Membro dell'IRA, Frankie è fuggito dall'Irlanda del Nord con una missione precisa: procurarsi armi per la lotta armata. Arrivato negli Stati Uniti sotto falsa identità, viene accolto da Tom O'Meara, sergente della polizia di New York interpretato da Harrison Ford. Tom è l'incarnazione dell'uomo per bene: devoto alla famiglia, onesto, ignaro del pericolo che ha appena varcato la soglia di casa sua.
Tra i due nasce un legame autentico, quasi paterno. Tom vede in Rory un ragazzo che merita una seconda possibilità, mentre Frankie si trova a fare i conti con un affetto sincero che non aveva previsto. Ma la verità ha sempre un modo di emergere, soprattutto quando le armi entrano in gioco e le fedeltà contrapposte diventano inconciliabili. Il film costruisce la sua tensione proprio su questo paradosso: due uomini legati da un'amicizia genuina, divisi da mondi opposti e da scelte che non ammettono mezze misure.
Alan J. Pakula, maestro del thriller psicologico, firmò questo film sapendo di muoversi in un terreno minato. Non solo per la trama delicata, che toccava il conflitto nordirlandese e la questione dell'IRA in un periodo ancora sensibile, ma anche per le dinamiche interne al set. Le riprese furono segnate da un clima di frizione costante tra i protagonisti, con opinioni divergenti che andavano dall'interpretazione dei personaggi fino alla struttura narrativa stessa. Eppure, Pakula riuscì a portare a termine il progetto, consegnando al pubblico un thriller drammatico che si muove tra azione e riflessione morale.
Per Ford, il ruolo di Tom O'Meara rappresentava l'archetipo dell'eroe involontario, l'uomo comune costretto a prendere decisioni impossibili quando la realtà che credeva di conoscere si sgretola. Per Pitt, invece, Frankie McGuire era un personaggio stratificato, un uomo diviso tra l'ideologia che lo ha forgiato e l'umanità che riscopre lontano dalla guerra. Due approcci, due visioni, due giganti che dovevano far coesistere le proprie interpretazioni sullo stesso schermo.
L'ombra del diavolo porta con sé anche una nota di tristezza storica: fu l'ultimo film diretto da Alan J. Pakula prima della sua morte prematura nel 1998, avvenuta in un tragico incidente stradale. Un'eredità cinematografica che chiude con un thriller morale, un film che interroga lo spettatore su cosa significhi davvero scegliere tra il dovere e l'affetto, tra l'ideale e la realtà.