Heated Rivalry, HBO Max rifà tutto il doppiaggio italiano dopo le proteste dei fan
HBO Max rifà il doppiaggio di Heated Rivalry dopo le proteste dei fan italiani. La serie arriverà il 13 febbraio in originale con sottotitoli. Decisione senza precedenti.
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Bastano poche ore, un trailer e 600 commenti inferociti per riscrivere le regole del gioco. Heated Rivalry, la serie canadese che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, è finita al centro di una tempesta ancora prima di sbarcare ufficialmente in Italia. HBO Max ha dovuto fare marcia indietro, annunciando una decisione senza precedenti: il doppiaggio italiano verrà rifatto completamente da zero.
Al centro delle critiche, la resa del doppiaggio. Per un pubblico italiano particolarmente esigente, abituato a una tradizione di adattamento tra le più raffinate al mondo, le voci scelte per i protagonisti sono parse subito fuori registro. Shane Hollander, il giovane talento canadese caratterizzato da silenzi carichi di tensione e un tono sussurrato, è stato doppiato con una voce troppo matura, sicura, quasi priva di quella fragilità che lo definisce. Ancora più grave, secondo i fan, la scelta per Ilya Rozanov, il brillante ma imprevedibile giocatore russo: nessuna traccia dell'accento marcato, della lingua stentata che cresce episodio dopo episodio, della profondità vocale che ne fa un personaggio magnetico.
Non sono mancate le critiche alla pronuncia errata di alcuni nomi e all'impressione generale che l'adattamento fosse stato realizzato senza comprendere a fondo i personaggi. Per molti fan, già legati alla versione originale e ai suoi protagonisti, il doppiaggio proposto sembrava snaturare l'essenza stessa della serie, trasformandola in qualcosa di generico, privo di quella intensità emotiva che ha reso Heated Rivalry un fenomeno.
Il caso Heated Rivalry potrebbe segnare un precedente. Dimostra che il pubblico italiano non è disposto a scendere a compromessi quando si tratta di doppiaggio, un'arte in cui il nostro Paese vanta una tradizione lunga e rispettata a livello internazionale. E che le piattaforme di streaming, se vogliono davvero costruire un rapporto di fiducia con la propria audience, devono essere pronte ad ascoltare, anche quando questo significa rifare tutto da capo.
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