TV

Heroes, che fine hanno fatto gli attori? Ecco cosa fanno oggi

Dal successo planetario della serie NBC sono passati sedici anni: alcuni protagonisti sono diventati star del cinema e della TV, altri hanno scelto percorsi più discreti. E per Hayden Panettiere, interprete di Claire Bennet, il bilancio della carriera si intreccia oggi con la sua tragica scomparsa

Condividi
TV

Heroes debuttò negli Stati Uniti il 25 settembre 2006, sembrando già destinata a diventare una delle grandi serie televisive del nuovo millennio. L'idea di Tim Kring era quella di raccontare persone comuni alle prese con capacità straordinarie, trasformando la scoperta dei superpoteri in un dramma umano fatto di paure, responsabilità, legami familiari e scelte difficili. In Italia sarebbe arrivata l'anno successivo, su Italia 1, conquistando rapidamente un pubblico molto affezionato. Il successo della prima stagione trasformò interpreti come Milo Ventimiglia, Hayden Panettiere e Zachary Quinto in volti famosi in tutto il mondo. Ma la storia di Heroes non ebbe una conclusione dopo cinque stagioni, come talvolta viene erroneamente ricordato: la serie originale si fermò dopo quattro stagioni, nel 2010, mentre nel 2015 arrivò lo spin-off sequel Heroes Reborn.

A distanza di anni, dunque, che fine hanno fatto gli attori che davano vita a Peter Petrelli, Claire Bennet, Sylar, Hiro Nakamura e agli altri personaggi della serie? Per Hayden Panettiere, la domanda "che fine ha fatto?" assume oggi un significato particolarmente doloroso. L'attrice, diventata famosa a soli 17 anni nei panni della cheerleader Claire Bennet, è morta il 16 agosto 2026 a 36 anni. La notizia ha colpito profondamente il mondo dello spettacolo e gli ex colleghi di Heroes.

Panettiere aveva iniziato a lavorare da bambina, apparendo in televisione e al cinema prima ancora di raggiungere l'adolescenza. Dopo Heroes arrivò il ruolo che avrebbe segnato un'altra fase della sua carriera: Juliette Barnes, cantante country protagonista di Nashville, serie nella quale recitò dal 2012 al 2018. Per quella interpretazione ottenne due candidature ai Golden Globe. Nel frattempo continuò a lavorare al cinema, anche nella saga di Scream, con Scream 4 e Scream VI.

La sua vita personale fu però molto più complessa della sua immagine di giovane star. Nel maggio 2026 aveva pubblicato il memoir This Is Me: A Reckoning, nel quale raccontava le difficoltà vissute crescendo sotto i riflettori, le dipendenze e il percorso di recupero. In un'intervista rilasciata a Yahoo nel maggio scorso, pochi mesi prima della morte, aveva parlato con una sorprendente fiducia nel futuro: "I miei amici mi ricordano che sono una leonessa coraggiosa e che ce la farò". La causa della morte non è stata ancora definitivamente stabilita. Le autorità hanno escluso, allo stato delle informazioni disponibili, segni di violenza o circostanze sospette e l'indagine è rimasta in corso. Particolarmente toccante è stato il ricordo di Jack Coleman, suo padre televisivo Noah Bennet. L'attore ha raccontato il rapporto speciale nato sul set e ha criticato duramente la pressione esercitata dai paparazzi sulla giovane attrice.

Se c'è un attore di Heroes che è riuscito a trasformare il successo della serie in una carriera ancora più importante, quello è Milo Ventimiglia. Prima di diventare Peter Petrelli, Ventimiglia era già conosciuto dal pubblico televisivo per il ruolo di Jess Mariano in Una mamma per amica. Heroes lo consacrò definitivamente, ma fu soprattutto This Is Us a permettergli di compiere il salto verso la piena maturità artistica. Dal 2016 al 2022 ha interpretato Jack Pearson, padre e marito al centro di una delle serie drammatiche più apprezzate degli ultimi anni, ottenendo tre candidature agli Emmy.

Nel frattempo non ha abbandonato il cinema, partecipando a film come Creed II, Second Act, Attraverso i miei occhi e Land of Bad. Nel 2026 è tornato protagonista sul piccolo schermo con I Will Find You, thriller Netflix nel quale interpreta un personaggio molto distante dal rassicurante Jack Pearson. In una recente intervista a People ha spiegato come la paternità abbia modificato anche il suo modo di affrontare il lavoro, raccontando una carriera ormai orientata maggiormente verso ciò che considera significativo. Il ragazzo di Heroes, insomma, è diventato uno degli attori televisivi più solidi della sua generazione.

Il percorso di Zachary Quinto invece è forse quello più immediatamente riconoscibile dal punto di vista cinematografico. In Heroes era Gabriel Gray, alias Sylar, uno dei villain più memorabili della serie. Tre anni dopo il debutto di Heroes, nel 2009, arrivò la parte destinata a cambiare ulteriormente la sua carriera: Spock nella nuova saga cinematografica di Star Trek. Quinto ha interpretato il vulcaniano anche in Star Trek Into Darkness e Star Trek Beyond, confrontandosi con l'eredità di Leonard Nimoy. In diverse occasioni ha parlato del rapporto con l'attore originale di Spock, ricordandone l'importanza umana e professionale.

Non si è però limitato ai blockbuster. Ha lavorato con Ryan Murphy in American Horror Story, è apparso al cinema in Margin Call, Snowden e Hotel Artemis e ha continuato a frequentare il teatro, compresa Broadway. Più recentemente ha fatto parte del cast della serie NBC Brilliant Minds. In un'intervista a Broadway.com ha anche sottolineato di essere meno serio e intimidatorio nella vita reale rispetto a molti dei personaggi che ha interpretato.

E poi c'è Masi Oka, amatissimo interprete di Hiro Nakamura, che è rimasto particolarmente legato alla televisione. Dopo Heroes è entrato nel cast di Hawaii Five-0, dove ha interpretato il medico legale Max Bergman per diversi anni. Il cinema gli ha poi offerto ruoli in produzioni molto diverse tra loro, da Friends with Benefits a Jobs, fino a Death Note, The Meg, Spies in Disguise e Bullet Train. Anche lui è tornato nel mondo di Heroes con Heroes Reborn nel 2015.

Jack Coleman invece interprete di Noah Bennet, era già un attore affermato prima di Heroes, grazie soprattutto a Dynasty. Dopo la serie NBC ha continuato a lavorare prevalentemente in televisione, comparendo in produzioni come The Office e Castle e tornando anche in Heroes Reborn. Oggi, però, il suo nome è inevitabilmente legato anche al ricordo di Hayden Panettiere. Dopo la sua morte ha condiviso un lungo messaggio personale nel quale ha ricordato l'attrice come un talento fuori dal comune e ha denunciato il modo aggressivo con cui era stata seguita dai fotografi durante l'adolescenza.

Kristen Bell interpretava Elle Bishop, una delle figure più imprevedibili delle stagioni centrali di Heroes. Ma la serie rappresentò soltanto una parentesi in una carriera destinata a diventare molto più ampia. Dopo Heroes, Bell ha trovato un altro ruolo televisivo iconico in The Good Place, nel quale ha interpretato Eleanor Shellstrop. Al cinema, invece, è diventata la voce di Anna nei film della saga Frozen. Nel 2024 e 2025 ha ottenuto nuova attenzione internazionale grazie a Nobody Wants This, commedia romantica Netflix con Adam Brody, della quale ha continuato a essere uno dei volti principali.

Ali Larter aveva già una carriera cinematografica prima di Heroes, soprattutto grazie a Final Destination e alla saga di Resident Evil. Nella serie interpretava Niki Sanders e successivamente Tracy Strauss, due personaggi differenti ma interpretati dalla stessa attrice. Dopo Heroes ha continuato a lavorare tra cinema e televisione, passando da Pitch a The Rookie. Ma la sua più recente affermazione televisiva è arrivata con Landman, serie Paramount+ firmata da Taylor Sheridan, nella quale interpreta Angela Norris. Il suo percorso è quindi tutt'altro che terminato: Larter è riuscita a trasformare la notorietà di Heroes in una carriera longeva, senza rimanere prigioniera del personaggio di Niki.

Greg Grunberg, il poliziotto telepatico Matt Parkman, ha continuato a lavorare soprattutto come caratterista. Dopo Heroes ha preso parte a The Client List, ma soprattutto è comparso in importanti produzioni cinematografiche. J.J. Abrams, con il quale aveva già collaborato, lo ha voluto in Star Wars: Il risveglio della Forza e successivamente in Star Wars: L'ascesa di Skywalker. È apparso inoltre in Star Trek Beyond, A Star Is Born e The Fabelmans. Sendhil Ramamurthy, il genetista Mohinder Suresh, ha seguito una strada soprattutto televisiva. Dopo Heroes ha recitato in Covert Affairs, Beauty & the Beast, The Flash e Never Have I Ever. Il suo percorso dimostra come per molti interpreti della serie il successo non sia coinciso con un'improvvisa trasformazione in star hollywoodiane, ma con una lunga e costante presenza nel mondo delle serie televisive.

Leonard Roberts, interprete di D.L. Hawkins, ha avuto una carriera significativa anche dopo Heroes, con partecipazioni a The Client List, The People v. O.J. Simpson, Mom, 9-1-1, Charmed, All American: Homecoming e Goosebumps. Nel 2020 l'attore raccontò a Variety la propria esperienza sul set di Heroes, sostenendo di essersi sentito penalizzato come attore nero e parlando di tensioni con Ali Larter. Larter, attraverso una dichiarazione riportata da Us Weekly, disse di essere profondamente dispiaciuta per la sua esperienza. E gli altri?

Il cast di Heroes era molto più ampio dei suoi protagonisti principali. Adrian Pasdar, Nathan Petrelli, ha continuato a lavorare soprattutto in televisione e nel doppiaggio, mentre Cristine Rose, Angela Petrelli, è rimasta una presenza familiare agli appassionati di serie grazie anche a How I Met Your Mother. Noah Gray-Cabey, il giovanissimo Micah Sanders, ha invece scelto un percorso particolare: dopo Heroes ha proseguito gli studi a Harvard, prima di tornare alla recitazione con Heroes Reborn, Code Black e All American.

E c'è poi David Anders, Adam Monroe, diventato un volto ricorrente della televisione americana grazie a serie come The Vampire Diaries e Once Upon a Time. Il suo caso è emblematico: non tutti gli attori di Heroes sono diventati star di prima grandezza, ma molti hanno continuato a costruire una carriera costante lontano dai riflettori del successo iniziale.

Continua a leggere su BadTaste