Hilary Duff si è intrufolata alla premiere di Lindsay Lohan (e ora lo ha confessato)

Sul podcast Call Her Daddy, Duff ha riaperto uno dei capitoli più iconici del gossip anni 2000: il triangolo con Aaron Carter, la faida con Lohan e quella serata al cinema che era tutt'altro che casuale.

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Aaron Carter, due ragazze e nessun social network

Era il 2001. Hilary Duff aveva tredici anni, stava girando Lizzie McGuire per Disney Channel, e a una festa di compleanno conobbe Aaron Cartercantante adolescente, fratello minore di Nick dei Backstreet Boys, idolo di una generazione di ragazzine cresciute a base di TRL. «C'era una scintilla bellissima, era così carino», ha ricordato Duff nell'episodio di Call Her Daddy uscito pochi giorni fa, il podcast di Alex Cooper dove i VIP vanno a dire quello che non hanno detto altrove.

La relazione tra Duff e Carter durò, con alti e bassi, dal 2001 al 2004. Il problema fu che nello stesso periodo Carter frequentava anche Lindsay Lohan — e nessuna delle due lo sapeva. «Non c'erano i social per controllare chi usciva con chi, ti fidavi della parola delle persone», ha spiegato Duff. Carter stava costruendo il suo personaggio pubblico su un triangolo che alimentava le copertine dei tabloid, tenendo in sospeso entrambe le ragazze per mesi.

La premiere, Chad Michael Murray e il dispetto adolescenziale

Qui entra la scena che ha fatto impazzire il web in questi giorni. Nel 2003, Lohan uscì con Quel pazzo venerdì — commedia Disney diventata un classico generazionale, con Jamie Lee Curtis. Alla premiere di quel film si presentò anche Hilary Duff, che con Lohan non aveva un rapporto esattamente cordiale. Non era stata invitata. Ci era andata apposta.

«Mi sa proprio di sì. Ero un'adolescente», ha ammesso Duff ridendo, prima di aggiungere il dettaglio che complica ulteriormente la storia: ad accompagnarla c'era Chad Michael Murray, attore che aveva lavorato proprio con Lohan in Quel pazzo venerdì e che di lì a poco avrebbe recitato accanto a Duff in Una storia di Cenerentola. «Non voglio riaccendere la questione, ma Chad mi disse: "Dovresti venire con me". E ho accettato. Quanti anni avevo, tipo sedici?» Lohan, per tutta risposta, si fece vedere alla premiere di Una scatenata dozzina, il film di Duff dello stesso anno. Colpo su colpo, presenza su presenza, sorrisi ghiacciati davanti ai fotografi.

© Courtesy Call her Daddy Video

Come finisce una faida costruita dai tabloid

La rivalità si trascinò per qualche anno con altri episodi: Lohan ospitò il Saturday Night Live e durante il monologo Rachel Dratch apparve in una parodia poco lusinghiera di Duff; Lohan chiamò Chad Michael Murray per dirgli «cose orribili» su Hilary dopo che i due avevano girato Una storia di Cenerentola insieme. La stampa gonfiava ogni dettaglio, costruendo una narrativa da soap opera che serviva ai tabloid molto più di quanto servisse alle dirette interessate.

La svolta arrivò in un locale di Los Angeles, verso la metà degli anni 2000. Lohan si avvicinò a Duff e le chiese: «Siamo a posto?» E fu così. Nessun comunicato, nessuna intervista congiunta — solo due ragazze che avevano smesso di essere le mascotte di una guerra mediatica che non avevano scelto del tutto. Entro il 2007, People le descriveva già come amiche. Vent'anni dopo, su Call Her Daddy, Duff ne parla con la leggerezza di chi ha capito da tempo che gran parte di quella storia era stata scritta da altri.

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