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Hit Man – Killer per caso è tratto da una storia vera? Dietro Gary Johnson c’è qualcosa di assurdo

Hit Man – Killer per caso è ispirato alla storia vera di Gary Johnson, professore e finto sicario: ecco cosa è successo davvero e cosa ha inventato il film.

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Hit Man – Killer per caso sembra costruito intorno a una premessa troppo assurda per essere vera: un tranquillo professore universitario che collabora con la polizia e, quasi per caso, scopre di essere incredibilmente bravo a fingersi un sicario professionista davanti a persone realmente intenzionate a commissionare un omicidio. Eppure è proprio da una storia vera che Richard Linklater è partito per realizzare il film con Glen Powell.

Dietro Gary Johnson c'è infatti un uomo realmente esistito con lo stesso nome, diventato famoso per un'attività decisamente insolita. Johnson collaborava con le forze dell'ordine nell'area di Houston e partecipava a operazioni sotto copertura nelle quali si presentava come un assassino a pagamento, incontrando persone convinte di poterlo assumere per eliminare qualcuno.

Il suo compito era naturalmente molto diverso da quello di un vero killer, visto che gli incontri servivano a raccogliere prove sufficienti per permettere alle autorità di intervenire contro chi stava cercando di commissionare un omicidio. Nel corso della sua attività Johnson prese parte a decine di operazioni di questo tipo, diventando particolarmente abile nel convincere i suoi interlocutori di avere davanti un autentico professionista del crimine.

Hit Man – Killer per caso, fonte: Netflix

La sua incredibile storia attirò l'attenzione del giornalista Skip Hollandsworth, che nel 2001 gli dedicò un lungo articolo su Texas Monthly. Fu proprio quel racconto a finire nelle mani di Linklater, che rimase affascinato dal personaggio ma si trovò davanti a un problema: la vita di Johnson era perfetta per un articolo, molto meno per costruire la trama di un film. Per anni il progetto rimase quindi nel cassetto, ma la svolta arrivò quando Glen Powell, che aveva già lavorato più volte con Linklater, tornò sulla storia insieme al regista.

I due decisero di non realizzare un vero biopic e di utilizzare invece la vicenda di Johnson come punto di partenza per qualcosa di molto più libero. Ed è proprio qui che Hit Man – Killer per caso comincia ad allontanarsi parecchio dalla realtà. Il vero Gary Johnson aveva effettivamente lavorato come insegnante part-time e collaborato con le autorità fingendosi un killer, ma il film trasferisce la storia da Houston a New Orleans e trasforma diversi aspetti della sua vita. Anche le numerose e stravaganti identità interpretate da Glen Powell sono state enormemente amplificate: Johnson utilizzava alcuni travestimenti durante le operazioni, ma niente di paragonabile alla sfilata di personaggi vista sullo schermo.

C'è però soprattutto un elemento del film che cambia completamente le carte in tavola: Madison, interpretata da Adria Arjona. Anche questa parte della storia nasce curiosamente da qualcosa che accadde davvero. Durante una delle sue operazioni, Johnson incontrò una donna che voleva liberarsi di un compagno violento. Invece di spingerla a incriminarsi e farla arrestare, l'uomo comprese la situazione e cercò di aiutarla, arrivando a indirizzarla verso strutture e servizi che potessero proteggerla.

Hit Man – Killer per caso, fonte: Netflix

Linklater e Powell videro proprio in quel piccolo episodio la storia che mancava al film. Da lì immaginarono cosa sarebbe potuto succedere se Gary si fosse innamorato di quella donna mentre lei continuava a credere che lui fosse davvero un assassino professionista. La relazione tra Gary e Madison è quindi inventata e non risultano prove che il vero Johnson abbia avuto una storia sentimentale con quella donna, così come appartengono alla finzione cinematografica gli sviluppi più estremi che coinvolgono i due protagonisti nella seconda parte del film. È una distinzione importante soprattutto avvicinandosi al finale, perché Hit Man smette progressivamente di raccontare la vita del vero Gary Johnson e prende una strada tutta sua.

Linklater e Powell non hanno mai nascosto questa scelta: l'obiettivo non era ricostruire fedelmente una biografia, ma partire da un personaggio realmente esistito per interrogarsi su identità, desiderio e sulla possibilità di trasformarsi nella persona che si decide di interpretare. Il vero Johnson, del resto, era già un personaggio quasi cinematografico senza bisogno di aggiungere molto. Nato nel 1947 e con un passato nelle forze dell'ordine, riusciva a modificare atteggiamento, voce e personalità in base alla persona che aveva davanti. Nella vita privata, però, veniva descritto in maniera quasi opposta: riservato, tranquillo e amante della solitudine, caratteristiche che Linklater ha utilizzato per costruire il Gary apparentemente impacciato interpretato da Powell all'inizio del film.

Hit Man – Killer per caso, fonte: Netflix

Gary Johnson è morto nel 2022, prima di poter vedere sullo schermo la versione romanzata della propria storia. Hit Man – Killer per caso gli rende omaggio nei titoli finali, ricordando allo spettatore che dietro una commedia romantica sempre più folle c'era davvero un uomo che, per anni, si è seduto davanti a persone intenzionate a pagare qualcuno per uccidere. La risposta alla domanda iniziale è quindi sì, ma con una precisazione fondamentale: Hit Man è ispirato a una storia vera, non la racconta fedelmente.

Gary Johnson, il professore e soprattutto il finto sicario della polizia sono reali; la grande storia d'amore, i travestimenti più estremi e gran parte di ciò che accade quando Madison entra nella sua vita appartengono invece al cinema. Ed è forse proprio questo confine continuamente sfumato tra realtà e invenzione a rendere la storia ancora più incredibile. E per chi spera di rivedere Glen Powell nei panni di Gary, al momento un sequel di Hit Man – Killer per caso non è ancora una certezza. Il film non è nato come primo capitolo di una saga e non risulta ancora annunciato ufficialmente un Hit Man 2, anche se il successo e l'apprezzamento ottenuti dal film hanno inevitabilmente alimentato la curiosità su un possibile ritorno.

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