TV

"Ho avuto un’emergenza medica": Selma Blair arrestata dopo il caos in aereo, cosa rischia ora l’attrice

L’attrice americana respinge le accuse dopo il caos su un volo Delta: il caso, il ruolo dell’emergenza medica e il precedente del 2016.

Condividi
TV

Un viaggio in aereo si è trasformato in un caso giudiziario per Selma Blair, attrice statunitense conosciuta soprattutto per Cruel Intentions e La rivincita delle bionde. La sera di domenica 11 ottobre 2026, durante un volo diretto a New York, si sarebbe verificato un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine una volta raggiunto l’aeroporto. Le accuse riguardano presunte aggressioni ai danni di membri dell’equipaggio e di personale intervenuto successivamente. La difesa sostiene che l’accaduto sarebbe legato a un problema medico. L’attrice ha respinto le accuse davanti al giudice.

L’intervento della polizia è avvenuto intorno alle 23, quando il velivolo della Delta Air Lines proveniente da Los Angeles aveva raggiunto il gate dell’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Stando alle ricostruzioni diffuse dai media statunitensi, durante il viaggio Blair avrebbe colpito un’assistente di volo con un pugno, morso un altro membro dell’equipaggio e tentato di aprire una porta dell’aereo mentre si trovava ancora in volo. Sarebbe stata quindi immobilizzata. Le circostanze sono oggetto di accertamenti e le condotte descritte costituiscono, al momento, accuse da verificare.

Dopo l’atterraggio, la situazione sarebbe proseguita durante il trasferimento dell’attrice per ricevere assistenza. Secondo i documenti giudiziari, una poliziotta incaricata di accompagnarla al Jamaica Hospital Medical Center ha riferito di essere stata colpita ripetutamente con calci al volto, al collo e al torace mentre cercava di assicurarla a una barella. L’agente avrebbe riportato dolore intenso e un evidente gonfiore. Anche un infermiere ha dichiarato di essere stato raggiunto da un calcio al petto durante lo spostamento della donna. Blair e una delle assistenti di volo coinvolte sono state accompagnate in ospedale per accertamenti.

Lunedì 12 ottobre l’attrice è comparsa davanti a un tribunale del Queens, dove è stata formalmente incriminata per due capi d’accusa di aggressione di secondo grado e si è dichiarata non colpevole. Le contestazioni riguardano anche gli episodi che sarebbero avvenuti dopo l’atterraggio. Un rappresentante legale ha spiegato all’Associated Press che Blair avrebbe avuto un’emergenza medica durante il volo, circostanza che, secondo la difesa, avrebbe contribuito al comportamento contestato. L’FBI ha inoltre confermato di essere stato informato di una possibile aggressione a bordo del velivolo. Saranno le verifiche e il procedimento giudiziario a chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità.

Non si tratta del primo episodio controverso che coinvolge Blair durante un viaggio in aereo. Nel 2016, dopo un volo da Cancún a Los Angeles, l’attrice si era scusata pubblicamente per alcune dichiarazioni pronunciate a bordo. In quell’occasione aveva raccontato di aver assunto alcol insieme a farmaci, una combinazione che, secondo la sua versione, le avrebbe provocato una perdita di coscienza e di memoria. La vicenda attuale riporta l’attenzione su un precedente già raccontato dalla stessa attrice, senza che questo costituisca una prova delle accuse odierne.

Nata nel 1972, Blair ha raggiunto la popolarità tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila grazie a produzioni cinematografiche come Cruel Intentions (1999) e La rivincita delle bionde (2001). Nel 2018 ha reso pubblica la diagnosi di sclerosi multipla, diventando negli anni successivi una voce attiva nella sensibilizzazione sulla disabilità. Nel 2023 ha preso parte alla Casa Bianca a un evento dedicato all’Americans with Disabilities Act, la legge federale statunitense che tutela le persone con disabilità dalle discriminazioni. La sua vicenda personale e professionale resta distinta dal procedimento in corso, nel quale l’attrice si è dichiarata non colpevole.

Continua a leggere su BadTaste