Hokum, dove è stato girato? Le location da brivido tra Irlanda e Abu Dhabi
Un hotel isolato, una leggenda inquietante e i paesaggi selvaggi dell’Irlanda occidentale: in Hokum il territorio diventa presenza viva. Ma dove è stato girato davvero l’horror di Damian McCarthy? Dalle atmosfere di West Cork fino alle dune degli Emirati Arabi Uniti, ecco le location che hanno dato forma al film con Adam Scott.
C’è un luogo, in Hokum, che sembra appartenere più a un incubo che alla Terra: il Bilberry Woods Hotel, sperduto nella campagna irlandese, dove lo scrittore americano Ohm Bauman arriva per spargere le ceneri dei genitori. È qui che il passato della sua famiglia, il folklore locale e una minacciosa presenza soprannaturale finiscono per intrecciarsi. La sorpresa è che, per costruire questo universo, Damian McCarthy ha scelto soprattutto la sua terra d’origine. Il regista, nato nella contea di Cork e già autore di Caveat e Oddity, ha riportato Hokum nel West Cork, territorio che conosce profondamente e che considera particolarmente adatto al suo cinema. Le riprese si sono concentrate tra Skibbereen, Bantry e altre aree della parte occidentale della contea.
Ma il film non è stato realizzato interamente in Irlanda. Le sequenze ambientate in un paesaggio completamente diverso sono state girate nel deserto di Al Ain, nell’emirato di Abu Dhabi. Ma il vero protagonista paesaggistico del film è il West Cork, nell’estremo sud-occidentale dell’Irlanda. È una regione affacciata sull’Atlantico, caratterizzata da coste frastagliate, baie profonde, colline, brughiere, boschi e piccoli centri abitati immersi in una campagna spesso apparentemente incontaminata.In questo scenario si trova Skibbereen, cittadina che è diventata uno dei principali punti di riferimento della produzione. Qui ha sede il West Cork Film Studios, struttura inaugurata nel 2023 e utilizzata per una parte consistente delle riprese. La realizzazione degli interni dell’hotel, infatti, non si è limitata all'impiego di edifici già esistenti: diverse ambientazioni sono state costruite appositamente negli studi, compresi ambienti fondamentali per la vicenda. La scelta ha permesso a McCarthy di ottenere un risultato particolarmente interessante: da una parte la concretezza degli edifici e dei paesaggi irlandesi, dall’altra scenografie costruite su misura per rendere l’hotel sempre più claustrofobico.
Il regista ha spiegato che trovare un albergo reale adatto alle esigenze della produzione non era semplice: gli edifici disponibili erano troppo piccoli, difficili da raggiungere oppure poco funzionali alle riprese. Per questo il luogo immaginario è nato dalla combinazione di più spazi reali, set costruiti e ambienti adattati. Tra i luoghi più importanti legati alla produzione c’è Liss Ard Estate, nei dintorni di Skibbereen. Si tratta di una storica proprietà immersa in un vasto paesaggio verde, con una residenza d’epoca, alberi, prati, un lago e installazioni artistiche che rendono il complesso molto particolare.
Adam Scott ha soggiornato proprio qui durante le riprese e ha raccontato di aver trascorso molto tempo a esplorarne i terreni. L’attore ha descritto Skibbereen e il West Cork come uno dei luoghi più belli che avesse mai visto, sottolineando il contrasto tra la tranquillità del territorio e l'atmosfera sinistra del film. È un contrasto fondamentale per capire la forza di Hokum: la bellezza del paesaggio non elimina la paura, ma la rende persino più inquietante. Il film sfrutta proprio questa ambivalenza, trasformando luoghi apparentemente rassicuranti in spazi nei quali qualcosa potrebbe nascondersi appena fuori dall’inquadratura.Un’altra presenza significativa è Bantry House, storica dimora affacciata sulla spettacolare Bantry Bay. La casa è l’antica residenza degli Earls of Bantry e appartiene ancora ai discendenti della famiglia. Il complesso comprende la dimora storica e ampi giardini, con una posizione privilegiata sul paesaggio costiero del West Cork. Per McCarthy non si tratta di un luogo qualsiasi. Bantry House era già stata utilizzata dal regista per Caveat e Oddity, diventando una sorta di spazio cinematografico ricorrente nella sua filmografia. Anche per Hokum la sua architettura e il carattere appartato della proprietà contribuiscono a costruire quella dimensione sospesa tra realtà e fiaba nera che caratterizza il cinema del regista.
Il paesaggio del West Cork offre poi una serie di scenari naturali perfetti per un horror soprannaturale. Tra quelli associati alle riprese vengono indicati anche l’area del Caha Pass, nelle Caha Mountains, territorio montuoso che collega l’area di Bantry con la penisola di Beara. Qui la geografia cambia radicalmente: strade strette, pendii rocciosi, vallate e montagne creano una sensazione di isolamento che nel film diventa parte integrante della tensione. È una caratteristica tipica del West Cork, dove la presenza dell’Atlantico e la conformazione tormentata del territorio hanno contribuito per secoli a creare comunità relativamente isolate e un patrimonio ricchissimo di racconti, leggende e tradizioni popolari.
È proprio questo rapporto tra territorio e folklore a interessare McCarthy. In Hokum, la figura della Cailleach, creatura della tradizione irlandese associata alla vecchiaia, all’inverno e al mondo soprannaturale, non appare come un semplice espediente narrativo: diventa l’incarnazione cinematografica di un immaginario profondamente legato alla cultura locale. Tra gli scenari esterni associati al film c’è anche l’area boschiva di Castlefreke, nel West Cork. Il territorio prende il nome dall’antica tenuta di Castlefreke e offre proprio quel tipo di vegetazione fitta e selvaggia che il cinema horror ama trasformare in un luogo di confine. Boschi, sentieri e resti architettonici producono infatti un effetto quasi gotico senza bisogno di costruire artificialmente l’orrore. È la natura stessa, con la sua densità e il suo senso di isolamento, a suggerire che qualcosa possa celarsi oltre la vista.
Poi Hokum compie un salto geografico radicale. Le scene di apertura e chiusura sono state girate nel deserto di Al Ain, nell’area di Abu Dhabi, in particolare nel Remah Desert. La produzione ha realizzato qui due giornate di riprese nell’aprile 2025, con il sostegno delle autorità cinematografiche locali. È un paesaggio quasi agli antipodi rispetto all’Irlanda: dove il West Cork è verde, umido e segnato dall’Atlantico, Al Ain offre sabbia, luce intensa e vasti spazi desertici.
La scelta non è però casuale dal punto di vista geografico e simbolico. Al Ain è una delle aree storicamente più importanti degli Emirati Arabi Uniti e conserva un rapporto millenario tra popolazione, acqua e ambiente desertico. I siti culturali della città, riconosciuti dall’UNESCO, testimoniano insediamenti umani molto antichi e l'evoluzione dei sistemi tradizionali di irrigazione falaj. Il risultato è un curioso cortocircuito: Hokum parte dall’Irlanda più verde e misteriosa, attraversa un paesaggio dominato da boschi, montagne e leggende e approda infine in un deserto dall’aspetto quasi extraterrestre.
È proprio questa varietà geografica a rendere le location del film particolarmente interessanti. Hokum è arrivato nei cinema italiani il 5 agosto 2026, distribuito in Italia da Lucky Red.