Hollywood è un disastro per colpa del Canada? Trump vuole riprendersela con un piano infallibile
Trump vuole rilanciare Hollywood con nuovi incentivi fiscali e riportare negli USA le produzioni fuggite all'estero, soprattutto in Canada.
Hollywood? Un disastro totale. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare l'industria cinematografica statunitense, proponendo l'introduzione di incentivi fiscali federali per rilanciare la produzione audiovisiva americana. L'annuncio è arrivato attraverso il suo social Truth, dove il capo della Casa Bianca ha condiviso i dettagli di quello che ha definito un incontro fantastico con Jon Voight, l'attore da lui nominato ambasciatore a Hollywood.
L'idea proposta da Trump prevede l'introduzione di incentivi fiscali federali per rendere nuovamente grande il comparto della produzione cinematografica e televisiva americana. Secondo quanto affermato dal presidente, questa proposta non ha solo l'imprimatur di Voight ma ha il sostegno di numerosi altri esponenti del settore che, a suo parere, considerano questa mossa l'unica via per invertire la tendenza alla fuga delle produzioni.
Trump ha sostenuto che le risorse investite in incentivi fiscali verrebbero recuperate dieci volte grazie al denaro che affluirebbe nelle casse dell'Erario. Una previsione ottimistica che trasforma questo progetto in un investimento capace di generare entrate fiscali e non solo in un costo per lo Stato.
Immancabile, nella coda del suo messaggio, il richiamo alla gloria passata di Hollywood, affermando che i film che vediamo sul grande schermo dovrebbero essere realizzati in quella che un tempo era la capitale mondiale del cinema.
La proposta di Trump arriva in un momento in cui molti Paesi, inclusa l'Italia con i suoi incentivi fiscali gestiti attraverso strutture come Cinecittà, hanno dimostrato come gli sgravi fiscali possano attrarre produzioni internazionali di grande portata. È proprio il sistema di tax credit, alla base del modello canadese, citato dallo stesso presidente come principale competitor, ad aver sottratto quote significative di mercato agli studi californiani, negli ultimi anni.