I blogger hanno salvato le Creature Selvagge?
Un anno da Nel Paese delle Creature Selvagge correva il rischio di essere rigirato. Il NY Times ripercorre i momenti difficili tra il regista Spike Jonze e la Warner Bros, parlandoci ovviamente anche del film...
Fonte: NY Times
In un lungo profilo di ben sette pagine sul New York Times, Saki Knafo ricostruisce la carriera di Spike Jonze (solo due film realizzati finora, ovvero Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, ma un sacco di altro materiale audiovisivo pluri-premiato, tra cui video musicali e pubblicità) e approfondisce alcuni dietro le quinte di Where the Wild Things Are, ovvero Nel Paese delle Creature Selvagge, l'atteso film in uscita a metà ottobre negli USA e a fine ottobre in Italia.In particolare l'articolo ripercorre cioò che accadde un anno fa, quando il rumour che la Warner Bros. volesse rigirare completamente il film e cambiare protagonista provocò una vera e propria rivolta in rete (si citano articoli di FirstShowing.net e SlashFilm): la notizia era stata data e poi smentita, e di nuovo ne parlammo qui quando Jonze finalmente spiegò alcuni aspetti di quanto accaduto.
Alla fine delle riprese nel dicembre 2006, Jonze disse alla Warner Bros che gli servivano altri soldi per delle riprese aggiuntive. La Warner voleva prima vedere un montato preliminare di quanto fatto. Solitamente un regista ci mette circa tre mesi per consegnare un primo montato. In questo caso passarono nove mesi (...) Finalmente nel settembre 2007 Jonze mostrò il montato ai produttori della Warner, e Robinov ebbe delle rimostranze. "Pensammo che il film fosse troppo lento," mi disse. C'era anche un problema con la sua "intensità: è troppo intenso per i bambini? L'audience a cui puntava era abbastanza ampia per ripagare i costi?" Venne organizzata una proiezione-test a Pasadena, e alcune delle reazioni vennero pubblicate su un blog. Uno spettatore notava che il film non era per bambini piccoli. Un'altro riportava che alcuni bambini tra il pubblico si erano messi a piangere durante la proiezione e avevano chiesto ai genitori di andarsene.
I mesi successivi tra la Warner e Jonze furono "un processo complicato". Robinov e Jonze ebbero parecchie discussioni, ed erano in disaccordo su parecchi aspetti del film, sul tono, sul ritmo e sulla chiarezza. Non era chiaro quale delle due visioni avrebbe avuto la meglio alla fine. Ho chiesto se c'era qualche verità sul rumour dell'imminente licenziamento di Jonze. "Non ci furono discussioni sul licenziamento in sé, sicuramente avevamo raggiunto un punto nel quale era più semplice se Spike lasciava da solo la produzione: sarebbe stato più facile per me, a quel punto, discuterne con qualcun altro. Ma non arrivammo mai a decidere questo".Jonze non vuole parlare di quel periodo, ma Megan Baltimore mi ha spiegato: "Penso che si arrivò a un momento decisamente oscuro. Stavamo spendendo più energie per combattere che per lavorare al film, e la cosa lo stava distruggendo".
Nel marzo 2008 Jonze riscrisse il film. Non aveva cambiato molto - aveva tolto una scena e ne aveva aggiunte due - ma la Warner approvò lo script e concesse altri soldi per finire il film. "Eravamo convinti che questi cambiamenti avessero risolto la maggior parte dei problemi", mi spiegò Robinov.
Nell'articolo, comunque, Jonze riprende l'argomento spiegando la reazione della Warner quando gli mostrò il primo montato del film:
Era come se la Warner si aspettasse un maschietto, mentre io gli stavo dando una femminuccia. Ora stanno finalmente imparando ad amare e accettare la loro bambina.
Il magazine a questo punto ripercorre quanto accaduto:
I blog che riportarono la notizia dei disaccordi tra Spike Jonze e Jeff Robinov (e il resto della Warner) finirono per inquadrare la disputa in termini familiari, come fosse un conflitto tra l'amore di Hollywood per i film allegri e chiari, e la visione autoriale più "dark" di Jonze. In realtà il problema era legato a qualcosa di più centrale nella personalità del regista: trama contro atteggiamento. L'atteggiamento di Jonze è il cuore di tutto quello che fa e il motivo per cui piace alla gente. I suoi video musicali non raccontano storie, catturano un sentimento, una emozione. Adaptation e Essere John Malkovich erano formalmente incredibili, ma in entrambi i casi il merito va a Charlie Kaufman. Il contributo di Jonze a quei film - e il suo merito maggiore - era l'atteggiamento, il tono: umorismo inglese, uno stile produttivo quasi fatto in casa, un occhio per il dettaglio naturalistico in qualsiasi cosa, dalle scenografie alle interpretazioni. In quasi tutti i suoi lavori il realistico e il banale si fondono perfettamente con il fantastico e l'estremo.
L'articolo continua con una prima impressione dell'autore alla visione di un montato grezzo del film:
Quando mi sono seduto assieme a Jonze, avevo appena visto un montato grezzo del film, e sebbene mi aspettassi qualcosa di inusuale, non ero preparato ai dialoghi alla Cassavetes o all'assenza di qualsiasi chiaro conflitto o risoluzione. Ho detto a Jonze che mi aspettavo più qualcosa sulla falsariga di un film fantasy tradizionale per bambini come Harry Potter. Mi ha guardato come se lo avessi demolito. "E' nel linguaggio visivo di alcuni film fantasy, ed è un film fantasy per certi versi," ha ammesso. "Ma il tono è qualcosa di diverso, è un suo tono. Volevamo che sembrasse realistico per un bambino di 9 anni, e quindi non potevano esserci dei dialoghi complessi, dove un bambino di 9 anni recita parlando con saggezza." Non voleva fare un film per bambini, ma dipingere accuratamente l'infanzia. "Qualsiasi cosa abbiamo fatto, tutte le decisioni prese, sono state guidate dal tentativo di catturare cosa significa avere nove anni." (...)
Il film è probabilmente nello stile dei primi lavori di Jonze, al suo interno troviamo momenti di bellezza trascendentale e momenti di profonda follia. Proprio come in Jackass, i personaggi si lanciano l'un l'altro e lanciano cose qua e là. Ma è chiaramente il film più personale di Jonze finora, e anche il più ambizioso. (...) Variety parla di 80 milioni di dollari di budget, mentre altri dicono sia costato 100 milioni. Il film più costoso del regista, Adaptation, era costato 19 milioni. Nel paese delle Creature Selvagge è costato come Shrek o Madagascar, eppure è totalmente l'opposto di quei blockbuster per famiglie. La maggior parte dei film per bambini sono luminosi e colorati, Jonze invece preferisce colori verdastri e marroni. La maggior parte dei film per bambini hanno una trama definita e una lezione morale chiarissima, il film di Jonze ha tanta trama quanto un episodio di Jackass. Nei film per bambini le frasi sono brevi e brillanti, nel film di Jonze i personaggi parlano uno sopra all'altro e passano la maggior parte del tempo a cercare di esprimere quello che provano. Jonze mi ha detto di essersi ispirato, per i dialoghi, a John Cassavetes, cosa che potrebbe esaltarvi se siete fan del cinema d'avant-garde, ma non se siete il presidente della Warner Brothers. Cassavetes è stato uno dei registi americani più brillanti di tutti i tempi, ma i suoi film non hanno mai fatto molti soldi ed è stato cacciato da hollywood quando aveva solo 40 anni.
Insomma, dall'articolo emerge che il film rimane molto problematico dal punto di vista commerciale - e molto interessante da quello artistico. Tra qualche mese scopriremo cosa ne penserà il pubblico di tutto il mondo...
Nel cast del film anche Catherine Keenere le voci di Benicio Del Toro, Forest Whitaker, Lauren Ambrose, Catherine O'Hara, Tom Noonan, Michael Berry e James Gandolfini.
Trovate tutte le informazioni sulla trama, il cast, i trailer, la gallery e le locandine nella nostra scheda del film.
Nel Paese dei Mostri Selvaggi esce il 16 ottobre negli USA, distribuito dalla Warner Bros.