FILM

Il Ciclone, il motorino di Levante è diventato un'icona: ecco marca, modello e curiosità

Tra battute memorabili, paesaggi toscani e un indimenticabile ciclomotore francese, Il Ciclone continua a essere uno dei film italiani più amati.

Condividi

Nonostante siano passati 30 anni il pubblico continua a ricordare le battute, le atmosfere della campagna toscana e i personaggi eccentrici della famiglia Quarini de Il Ciclone. Ma c'è un elemento che negli anni è diventato un autentico simbolo della pellicola: il motorino guidato da Levante. Quel motorino dall'aspetto semplice e ormai fuori moda non era stato scelto a caso. Anzi, dietro quella presenza apparentemente marginale si nasconde una curiosità che gli appassionati del film continuano ancora oggi a ricercare.

Ambientato nella campagna toscana, il film racconta la vita di Levante Quarini, un giovane commercialista dalla quotidianità tranquilla e piuttosto prevedibile. Vive insieme al padre, al fratello e alla sorella in un casolare immerso nelle colline, dove le giornate scorrono sempre uguali. L'equilibrio della famiglia viene però sconvolto dall'arrivo inatteso di una compagnia di ballerine di flamenco spagnole che, per un errore di percorso, finiscono proprio nella loro casa. Da quel momento tutto cambia: nascono amori, incomprensioni, amicizie e situazioni irresistibilmente comiche che porteranno ciascun personaggio a guardare la propria vita con occhi diversi.

Con il suo mix di romanticismo, comicità e paesaggi da cartolina, Il Ciclone conquistò il pubblico italiano, diventando il maggiore successo al botteghino della stagione cinematografica 1996-1997 e trasformando Leonardo Pieraccioni in uno degli autori più popolari del cinema italiano.Tra gli oggetti diventati iconici del film spicca il ciclomotore utilizzato dal protagonista Levante, interpretato proprio da Pieraccioni, nei suoi spostamenti quotidiani.

Una scena de Il Ciclone - Fonte: Cecchi Gori Group

Nel corso della pellicola viene semplicemente definito come un "motorino Serie Luxe immatricolato nel 1979", ma gli appassionati hanno identificato con precisione il modello: si tratta di un Motobécane 40VL Mobymatic, storico ciclomotore prodotto dalla casa francese Motobécane. Negli anni Settanta questo mezzo era particolarmente diffuso grazie alla sua semplicità costruttiva e ai bassi consumi. Non aveva prestazioni sportive, ma era pensato per offrire un mezzo economico, affidabile e facile da utilizzare, caratteristiche che nel film sembrano rispecchiare perfettamente la personalità di Levante.

La scelta non appare casuale: invece di affidare al protagonista uno scooter moderno, la produzione preferì un mezzo dall'aspetto essenziale, quasi fuori dal tempo, contribuendo a rafforzare quell'immagine di provincia autentica che rappresenta uno degli elementi più riusciti dell'intero film. Ma non c'è da sottovalutare il motorino in questione per la sua longevità.

Nonostante il suo aspetto spartano, il Motobécane 40VL era piuttosto interessante dal punto di vista tecnico. Montava un motore monocilindrico due tempi da circa 50 cc, che sviluppava poco più di un cavallo di potenza, sufficiente per gli spostamenti quotidiani. Il suo vero punto di forza era però la trasmissione automatica Mobymatic, un sistema a variatore che permetteva al motore di adattare automaticamente il rapporto di trasmissione senza che il conducente dovesse intervenire manualmente.

Per la fine degli anni Settanta rappresentava una soluzione piuttosto moderna e contribuì al successo commerciale del modello in diversi Paesi europei. Oggi gli esemplari ben conservati sono ricercati dai collezionisti, soprattutto dopo la popolarità ottenuta grazie al film di Pieraccioni.

Chi desidera rivivere le atmosfere della pellicola può ancora visitare molti dei luoghi delle riprese, e perchè no? Magari ripercorrendo parte di quei luoghi con il motorino e chissà se non proprio con un Motobécane d'epoca. Il celebre casolare della famiglia Quarini si trova nelle campagne di Laterina, in provincia di Arezzo, mentre numerose scene ambientate nel paese vennero girate nei suggestivi borghi del Casentino, come Poppi e Stia. Anche la strada percorsa dal celebre ciclomotore francese attraversa questi paesaggi collinari che, ancora oggi, conservano gran parte del fascino mostrato nel film. Negli anni sono diventati una meta per appassionati e curiosi che desiderano fotografare i luoghi simbolo della commedia.

Continua a leggere su BadTaste