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Il cult horror che ha terrorizzato una intera generazione ritorna con un nuovo reboot: ecco la data d'uscita

Lionsgate e Blumehouse hanno annunciato il reboot di Blair Witch Project, il cult del 1999 che terrorizzò all'epoca tutto il pubblico e che ora è pronto a rifarlo con le nuove generazioni.

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Lionsgate ha fissato la data che molti appassionati di horror stavano aspettando: il 24 settembre 2027 arriverà nelle sale una nuova versione di The Blair Witch Project, il film che nel 1999 ha ridefinito il concetto stesso di horror indipendente e di found footage. Non si tratta di un semplice sequel o di un remake tradizionale, ma di quella che Adam Fogelson, presidente del Lionsgate Motion Picture Group, ha definito una "nuova visione" destinata a reintrodurre questo classico dell'orrore a una generazione completamente diversa.

Il progetto segna un passaggio generazionale anche dietro la macchina da presa. Dylan Clark, regista che ha costruito la sua carriera iniziale su YouTube, dirigerà questo nuovo capitolo della saga basandosi su una sceneggiatura di Chris Thomas Devlin. La scelta di affidare le redini a un filmmaker cresciuto nell'ecosistema digitale rappresenta probabilmente un tentativo di catturare quella stessa energia virale e quella sensazione di autenticità che avevano reso l'originale un fenomeno culturale senza precedenti.

Blair Witch - Vertigo Entertaiment

I dettagli della trama rimangono avvolti nel mistero, ma quello che sappiamo certamente è che il progetto può contare su un coinvolgimento significativo dei creatori originali: Eduardo Sánchez, Daniel Myrick e Gregg Hale, i padri del Blair Witch del 1999, saranno produttori esecutivi insieme a Joshua Leonard e Michael C. Williams, membri del cast originale. Oltre a ciò si aggiungono anche la presenza di Jason Blum e di James Wan, due dei padri dell'horror moderno, che daranno un tocco in più al progetto.

Il film originale resta una delle storie di successo più impressionanti della storia del cinema indipendente. Con un budget microscopico, The Blair Witch Project del 1999 ha incassato quasi 250 milioni di dollari a livello globale, dimostrando che un concept forte e un marketing innovativo possono rivaleggiare con le produzioni hollywoodiane più costose. Il suo approccio documentaristico, che seguiva tre studenti filmmaker scomparsi mentre realizzavano un documentario sulla leggenda della Strega di Blair, ha inaugurato un'intera ondata di film in found footage che continua ancora oggi.

Il franchise ha già conosciuto tentativi di espansione con risultati altalenanti. Nel 2000 arrivò Book of Shadows: Blair Witch 2, che non riuscì a replicare il successo del predecessore. Nel 2016, il regista Adam Wingard tentò un approccio diverso con Blair Witch, ma anche in quel caso la magia dell'originale rimase irripetibile. Questa nuova iterazione dovrà confrontarsi con un pubblico molto diverso, cresciuto in un'epoca in cui il found footage è diventato quasi una convenzione di genere e dove distinguersi richiede una reinvenzione radicale della formula.

La sfida per Dylan Clark e il team creativo sarà trovare un equilibrio delicato: rispettare l'eredità di un film che ha traumatizzato un'intera generazione di spettatori, mantenendone l'essenza claustrofobica e la tensione psicologica, ma allo stesso tempo offrire qualcosa di genuinamente nuovo a un pubblico che ha visto centinaia di imitazioni negli ultimi vent'anni. La scelta di parlare di "nuova visione" piuttosto che di remake o reboot suggerisce un approccio ambizioso, forse una reinterpretazione del mito della Strega di Blair attraverso la sensibilità e i linguaggi visivi contemporanei. Una cosa è certa: l'annuncio ha già riacceso l'interesse attorno a uno dei fenomeni cinematografici più singolari della storia recente, e l'attesa fino alla data di uscita sarà essa stessa parte dell'esperienza.

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