FILM

Il Discorso del Re: sì ai tagli dopo le nomination?

Alcuni mesi fa il rating R assegnato al Discorso del Re negli USA aveva sollevato non poche polemiche. Ora la notizia che il film potrebbe subire dei tagli per approfittare delle nomination agli Oscar getta benzina sul fuoco...

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Fonte: LAT, Deadline

Dopo aver fatto incetta di nomination agli Oscar (e vinto a sorpresa i PGA), un po' di sana polemica per Il Discorso del Re, che in Italia uscirà proprio domani.

Negli Stati Uniti il film è uscito ormai da due mesi, ma grazie alle nomination (che hanno causato un incremento del 76% delle prenotazioni di biglietti online su Fandango) la Weinstein Company intende passare dai 1.600 cinema ai 2.500 cinema per capitalizzare il più possibile le prossime settimane, in vista della cerimonia degli Oscar.

Ma c'è un piano più ampio che sta facendo sollevare qualche sopracciglio: per meglio soddisfare la domanda di esercenti e di educatori, la compagnia sta lavorando a una versione del film non vietata ai minori. Due mesi fa, la MPAA aveva affibbiato alla pellicola un rating R (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati) solo ed esclusivamente per l'uso (giudicato eccessivo) di una parolaccia. Ora Harvey Weinstein sta pensando di realizzare un nuovo montato del film eliminando una scena in particolare (che è quella che dovrebbe aver causato il rating R), in modo da ottenere un rating PG-13.

"In Inghilterra," commenta Harvey Weinstein al Los Angeles Times, "il film ha registrato incassi esorbitanti perché il visto censura permette alle famiglie di andare al cinema a vederlo. Tom Hooper e io stiamo cercando di trovare un modo unico per risolvere la questione, mantenendo tuttavia la sua visione del film intatta". Va detto che negli USA la pellicola ha già incassato quasi 60 milioni di dollari, e sembra destinato a raggiungere i 100 (altri 50 li ha già incassati nel resto del mondo), contro un budget di 12-13 milioni di dollari.

La nuova versione, comunque, non uscirebbe al cinema prima della cerimonia degli Oscar, e secondo Deadline "non verrà realizzata se non con l'approvazione del regista Tom Hooper".

Il regista stesso aveva combattuto a lungo contro l'MPAA per evitare di censurare il film e, nel contempo, non ottenere un rating così ristretto, ma invano. Ecco cosa aveva dichiarato al sito alcuni mesi fa:

Tutti avevano capito che quella scena non poteva essere tagliata. Che mondo strano quello in cui viviamo, un mondo dove Salt esce al cinema con una scena in cui viene infilato un tubo giù per la gola di Angelina Jolie per farla annegare, una scena che continua a darmi un senso di inquietudine a 37 anni. Quella scena è ok, ma la parola "f**k" utilizzata in un contesto terapeutico molto comico - per aiutare un uomo a risolvere un problema di balbuzie - viene considerata una minaccia. Casinò Royale presentava una scena in cui Daniel Craig veniva torturato con dei colpi sulle sue parti basse, legato su una sedia forata, e non ha ottenuto un rating R. La censura nel nostro paese è molto strana. La violenza è accettabile, le parole no, non importa nemmeno il contesto.

The King's Speech racconta la storia di Re Giorgio "Bertie" VI (Colin Firth), padre dell'attuale regina Elisabetta II, che ha assunto il trono d'Inghilterra con riluttanza dopo l'abdicazione del fratello Edward. Afflitto da balbuzie nervosa e considerato poco idoneo a essere Re, Bertie si è rivolto ai metodi poco ortodossi di un terapista del linguaggio di nome Lionel Logue (Geoffrey Rush), che attraverso una serie di tecniche inaspettate, e in seguito a un'amicizia insolita, gli restituisce la voce e il carisma per condurre il paese in guerra.

Il film è uscito il 26 novembre 2010 negli Stati Uniti. Diretto dal regista inglese Tom Hooper (Red Dust, Il maledetto United), può vantare nel cast anche Guy Pearce, Helena Bonham Carter e Michael Gambon.

Da noi arriverà il 28 gennaio distribuito da Eagle Pictures. Maggiori informazioni nella nostra scheda.

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