FILM

Il disturbo narcisistico di personalità raccontato da un classico con Julia Roberts: cosa ci insegna ancora oggi

Un thriller psicologico che, a oltre trent'anni dall'uscita, continua a raccontare con sorprendente lucidità i meccanismi della violenza domestica, del controllo coercitivo e della rinascita dopo una relazione abusante. Da vedere su Disney plus!

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È uscito nel 1991, con Julia Roberts protagonista e diretto da Joseph Ruben. All'epoca fu presentato come un thriller ricco di suspense, ma oggi viene spesso riletto come uno dei racconti cinematografici più efficaci sulle dinamiche della violenza psicologica all'interno della coppia. Si tratta di A letto con il nemico, un film che mostra infatti con impressionante chiarezza come un partner possa trasformare una relazione in una prigione invisibile. E molto prima che espressioni come "gaslighting", "controllo coercitivo" o "abuso narcisistico" entrassero nel linguaggio comune. Non è solo una storia di fuga, ma il ritratto di una donna che prova a ricostruire la propria identità dopo anni di manipolazioni.

Anche per questo motivo il personaggio interpretato da Julia Roberts continua a essere considerato uno dei più forti della sua carriera, perchè rappresenta il difficile percorso dalla paura alla libertà. La storia racconta di Laura Burney, che vive in una splendida casa affacciata sull'oceano insieme al marito Martin. Agli occhi di tutti sembrano la coppia perfetta: benestanti, eleganti e apparentemente innamorati. Dietro quella facciata impeccabile, però, si nasconde un incubo quotidiano.

Martin esercita infatti un controllo assoluto sulla moglie. Ogni dettaglio della casa deve essere perfetto, ogni gesto deve rispettare regole imposte da lui. Gli errori, anche i più insignificanti, vengono puniti con violenza fisica e psicologica. Quando comprende che rimanere significa rinunciare definitivamente alla propria vita, Laura organizza un piano rischiosissimo. Durante una tempesta in mare finge di morire annegata e riesce a sparire senza lasciare tracce.

Julia Roberts e Patrick Bergin in una scena di A letto con il nemico - Fonte: 20th Century Fox

Con una nuova identità si trasferisce in una piccola città dell'Iowa, dove prova lentamente a costruire un'esistenza diversa. Qui incontra Ben, un uomo gentile e rispettoso che rappresenta l'esatto opposto del marito. Tuttavia il passato non tarda a riaffiorare. Martin, insospettito da alcuni dettagli, comprende che Laura potrebbe essere ancora viva. Da quel momento inizia una ricerca ossessiva che culmina in un confronto finale destinato a chiudere definitivamente il loro rapporto.

Sebbene il film non attribuisca mai una diagnosi clinica al personaggio interpretato da Patrick Bergin, osservandolo con gli strumenti della psicologia moderna emergono caratteristiche compatibili con una personalità fortemente narcisistica e abusante. È importante precisare che il Disturbo Narcisistico di Personalità è una diagnosi clinica che può essere formulata soltanto da professionisti qualificati. Il cinema, naturalmente, costruisce personaggi enfatizzandone alcuni tratti. Tuttavia Martin rappresenta efficacemente molti comportamenti osservabili nelle relazioni caratterizzate da abuso.

La prima caratteristica evidente è il bisogno di controllo. Per Martin nulla può essere lasciato al caso. Gli asciugamani devono essere perfettamente allineati, gli oggetti sistemati sempre nello stesso modo, la casa trasformata in un ambiente immacolato. Quella che potrebbe sembrare semplice mania dell'ordine diventa invece uno strumento di dominio. L'ordine non serve a vivere meglio. Serve a ricordare a Laura che ogni spazio della sua esistenza appartiene al marito.

Julia Roberts e Patrick Bergin in una scena di A letto con il nemico - Fonte: 20th Century Fox

Uno degli aspetti più realistici del film riguarda la capacità di Martin di apparire completamente diverso in pubblico. Fuori dalle mura domestiche è educato, affascinante, raffinato e perfino premuroso. Nessuno sospetta ciò che accade quando la porta di casa si chiude. È proprio questa doppia identità a rendere tanto difficile per le vittime essere credute. Molti abusanti costruiscono infatti un'immagine sociale impeccabile, mentre riservano la violenza esclusivamente all'ambiente familiare. Il contrasto tra l'uomo pubblico e quello privato genera spesso confusione nella vittima stessa, che arriva a dubitare delle proprie percezioni.

Inoltre Martin non si limita a controllare i movimenti della moglie: progressivamente restringe il suo mondo. Laura perde autonomia, spontaneità e sicurezza. Ogni scelta deve essere approvata dal marito, mentre la possibilità di coltivare relazioni autentiche diventa sempre più limitata. Si tratta di una dinamica tipica delle relazioni abusanti.

L'isolamento rende infatti la vittima più vulnerabile, aumentando la dipendenza emotiva e riducendo le possibilità di chiedere aiuto. Il film mostra questo processo senza bisogno di lunghi dialoghi: basta osservare il linguaggio del corpo di Laura, costantemente teso e vigile, come se fosse sempre pronta a prevedere la prossima esplosione di rabbia.

Nel 1991 Julia Roberts era reduce dall'enorme successo di Pretty Woman. Molti si aspettavano di rivederla in una commedia romantica, ma scelse invece un personaggio completamente diverso. Ma Laura non è un'eroina invincibile. È una donna terrorizzata che trova lentamente il coraggio di reagire. La sua forza non consiste nell'assenza della paura, ma nella capacità di agire nonostante quella paura continui ad accompagnarla. Anche dopo la fuga, infatti, il trauma non scompare.

Laura cambia nome, città, aspetto e vita, ma continua a vivere in uno stato di costante allerta. Ogni rumore può trasformarsi in una minaccia, ogni imprevisto riaccendere il ricordo dell'incubo vissuto. E questa non è che una rappresentazione sorprendentemente credibile delle conseguenze psicologiche lasciate dalla violenza domestica.

L'arrivo di Ben nella nuova vita di Laura non serve soltanto a introdurre una storia d'amore: il personaggio mostra cosa significhi costruire una relazione fondata sul rispetto. Ben non invade gli spazi di Laura. Non pretende spiegazioni. Non cerca di controllarla. Aspetta che sia lei a decidere tempi e modalità con cui aprirsi agli altri. Il contrasto con Martin diventa così evidente da assumere quasi un valore simbolico. Il film suggerisce che l'amore autentico non nasce dal possesso, ma dalla libertà.

Oggi sappiamo molto di più sulle dinamiche della violenza psicologica rispetto agli anni Novanta. La cultura ha iniziato a riconoscere comportamenti che un tempo venivano minimizzati o giustificati: gelosia ossessiva, controllo del telefono, sorveglianza continua, isolamento dagli amici, manipolazione emotiva, svalutazione costante. Sono tutti segnali che oggi vengono riconosciuti come possibili indicatori di una relazione abusante. A letto con il nemico li raccontava quando ancora il dibattito pubblico era molto più limitato. Naturalmente il film utilizza i toni del thriller e il successo fu enorme. Realizzato con un budget di circa 19 milioni di dollari, arrivò a incassare quasi 175 milioni nel mondo, dimostrando che il pubblico era pronto ad appassionarsi a una storia che oggi possiamo dirlo, unisce suspense e riflessione.

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