Il Giappone chiede all'Europa di rivedere le screen quota
Una trattativa commerciale intavolata tra Giappone e Unione Europea è volta a rivedere le screen quota dei prodotti cinematografici nipponici...
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Il quotidiano nipponico Yomiuri Shimbun ha riportato i dettagli di una trattativa commerciale intavolata a inizio dicembre 2015 tra Giappone e Unione Europea, che interesserà non poco tutti i fan di manga e anime.
Mentre il Governo di Tokyo è impegnato a espandere le proprie esportazioni cinematografiche all'interno del programma Cool Japan, il Parlamento di Bruxelles deve fare i conti con una lunga tradizione legata questa tipologia di quote, risalente all'Inghilterra del 1927 e ai suoi sforzi per difendere la cultura britannica. I nostri cugini d'oltralpe attualmente, impongono al proprio pubblico almeno il 40% di lungometraggi francesi, ma misure simili esistono anche in Italia e Spagna.
Il Giappone dal canto suo lamenta che questo sistema sia un ostacolo in linea di principio a una politica no-tax interna ai negoziati di partnership economica.

Fonte: Crunchyroll