Il giudice e il boss è una storia vera? La vicenda di Terranova e Mancuso è ancora più drammatica del film
Il giudice e il boss racconta la storia vera di Cesare Terranova e Lenin Mancuso, uccisi dalla mafia il 25 settembre 1979: cosa accadde davvero.
Il giudice e il boss arriva su Rai Movie in una data che non è stata scelta a caso. Venerdì 25 settembre, alle 21:10, il film di Pasquale Scimeca riporterà sul piccolo schermo la storia di Cesare Terranova e Lenin Mancuso, il magistrato e il maresciallo di polizia assassinati dalla mafia proprio il 25 settembre 1979. Una vicenda vera che precede di molti anni la stagione di Falcone e Borsellino e racconta due uomini che avevano già compreso quanto Cosa Nostra stesse cambiando.
Negli anni Sessanta Terranova comprese infatti che la mafia siciliana non poteva più essere letta semplicemente come un fenomeno rurale: i Corleonesi stavano acquistando sempre più potere e Cosa Nostra si stava intrecciando con interessi economici e settori della politica e della pubblica amministrazione. Accanto a lui c'era Lenin Mancuso, poliziotto con il quale Terranova costruì un rapporto investigativo e umano strettissimo. I due lavorarono per anni sulle famiglie mafiose e sull'ascesa di uomini destinati a diventare alcuni dei nomi più famigerati della storia criminale italiana: Luciano Liggio, Totò Riina e Bernardo Provenzano erano già finiti nelle loro indagini.
Il loro lavoro portò anche al processo celebrato a Bari nel 1969, dopo anni di indagini. Sul banco degli imputati finirono decine di uomini legati ai Corleonesi, ma il procedimento si concluse con assoluzioni che rappresentarono un colpo durissimo per l'inchiesta costruita da Terranova e Mancuso. Il film parte proprio da quella sconfitta per raccontare ciò che sarebbe accaduto dopo. Infatti Terranova non si fermò e, dopo l'esperienza parlamentare tornò in magistratura e nel 1979, si preparava ad assumere un ruolo di primo piano nell'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Non ebbe il tempo di farlo.
Carmine Mancuso ha ricordato infatti che tra suo padre e Terranova si era creata un'amicizia quasi fraterna, nata durante anni trascorsi fianco a fianco a indagare sulla mafia con strumenti che oggi sembrerebbero rudimentali: fascicoli, mappe e collegamenti ricostruiti manualmente, spesso senza mezzi adeguati. Il loro metodo investigativo avrebbe lasciato però un'eredità importante. Secondo Scimeca, Terranova aveva già delineato il profilo di una Cosa Nostra capace di agire come un sistema criminale unitario; un'intuizione che sarebbe stata sviluppata negli anni successivi e che il regista considera parte del percorso che avrebbe portato al lavoro di magistrati come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il giudice e il boss non racconta quindi soltanto un duplice omicidio di mafia. Racconta soprattutto ciò che era successo prima: dieci anni di indagini, una battaglia condotta quando i Corleonesi non erano ancora diventati sinonimo della stagione più sanguinosa di Cosa Nostra e due uomini che avevano intuito con largo anticipo quale direzione stesse prendendo la mafia siciliana. Il film era uscito nelle sale italiane il 25 settembre 2024, esattamente 45 anni dopo l'agguato, ed è stato successivamente trasmesso da Rai 3 il 23 maggio 2026, nella Giornata della Legalità dedicata alla memoria della strage di Capaci. Ora torna in televisione ancora una volta in una data dal forte valore simbolico: venerdì 25 settembre alle 21:10 su Rai Movie. È disponibile anche in streaming su RaiPlay.