Il Grinch 2, Jim Carrey torna dopo 25 anni? La trattativa riapre una vicenda che sembrava ormai chiusa
Universal sviluppa Il Grinch 2 con Jim Carrey in trattative per tornare nel ruolo e Ron Howard di nuovo alla regia. La sceneggiatura è già affidata a un team d'eccezione.
La magia del Natale sta per tornare al cinema con un annuncio che farà felici milioni di spettatori in tutto il mondo: Universal Pictures e Imagine Entertainment stanno sviluppando il sequel di "Il Grinch", il celebre film natalizio del 2000 che ha incassato 345 milioni di dollari in tutto il mondo e si è trasformato in un classico delle festività, puntualmente riproposto ogni anno sulle piattaforme di streaming. Jim Carrey è in trattative avanzate per riprendere il ruolo del burbero personaggio verde creato dal Dr. Seuss, mentre Ron Howard tornerà dietro la macchina da presa.
Howard produrrà insieme al suo storico partner Brian Grazer di Imagine Entertainment, ricreando così il team creativo che aveva dato vita all'originale venticinque anni fa. La sceneggiatura del sequel sarà firmata da un trio d'eccezione: Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel, tutti veterani di serie comedy di culto come "Curb Your Enthusiasm", "Veep" e "Barry". I tre sceneggiatori avevano già lavorato insieme su un altro adattamento del Dr. Seuss, "Il gatto... e il cappello matto" del 2003 con Mike Myers.L'annuncio assume un sapore particolare considerando le dichiarazioni passate di Carrey sul calvario fisico che ha dovuto affrontare durante le riprese del primo film, visto che il processo di trasformazione nel Grinch richiedeva inizialmente otto ore al giorno di trucco prostetico, un'esperienza che l'attore ha descritto come estremamente difficile. In un'intervista rilasciata a Vulture lo scorso anno, Carrey ha rivelato di aver voluto abbandonare il progetto il primo giorno di produzione, arrivando persino a considerare di restituire il suo compenso di 20 milioni di dollari.
Per superare la tortura quotidiana del trucco, l'attore si affidò all'aiuto di un esperto che addestrava gli agenti della CIA a resistere alle torture. Successivamente, il team di makeup riuscì a ridurre il processo a tre ore al giorno, rendendo l'esperienza più sostenibile. Il risultato finale però valse la pena: Rick Baker e Gail Rowell-Ryan vinsero l'Oscar per il miglior trucco, trasformando Carrey in un Grinch credibile e iconico.
Il film del 2000, uscito appena prima del Giorno del Ringraziamento, conquistò il primo posto al box office americano con 260 milioni di dollari di incassi domestici. Ma è sul fronte dello streaming che il Grinch di Carrey ha dimostrato una longevità straordinaria: negli ultimi cinque anni è sempre rientrato nella top 10 dei film natalizi più visti su Netflix e altre piattaforme secondo i dati Nielsen.Nel periodo cruciale delle festività natalizie del 2024, tra il 15 e il 28 dicembre, il film ha raggiunto il secondo posto assoluto nella classifica dei film più visti in streaming con 962 milioni di minuti visualizzati, superato solo dall'intramontabile "Mamma ho perso l'aereo". Un dato significativo: il Grinch di Carrey ha surclassato anche la versione animata del 2018 prodotta da Illumination e Universal, che si è fermata all'ottava posizione nella settimana precedente a Natale.
La storia del Grinch affonda le radici nel 1957, quando Theodor Geisel, meglio noto come Dr. Seuss, pubblicò il racconto ispirato dalla sua insofferenza verso la commercializzazione eccessiva del Natale. La storia con protagonista questo essere verde che tenta di rovinare il Natale agli abitanti di Chinonteso rubando i loro regali, solo per scoprire che lo spirito natalizio risiede nel cuore delle persone e non negli oggetti materiali, ha conquistato generazioni di lettori.
La prima trasposizione audiovisiva arrivò nel 1966 con uno speciale animato della CBS, narrato e doppiato da Boris Karloff. Fu il co-regista Chuck Jones a prendere la decisione di colorare il Grinch di verde, una scelta creativa che si discostava dal libro originale in bianco e nero ma che sarebbe diventata iconica. Ma tornando al nuovo film, il progetto sarà supervisionato per Dr. Seuss Enterprises dalla CEO Susan Brandt, mentre per Universal se ne occuperanno Britt Hennemuth, senior vice president of production development and special projects, e Christina Hoffrogge, creative executive.
Al momento non è stata annunciata una data di uscita per il sequel, ma considerando la potenza commerciale dell'originale e la sua permanenza nell'immaginario collettivo, l'attesa per vedere nuovamente Jim Carrey (di recente irriconoscibile ai César Awards) nei panni del personaggio più antipatico (e amato) del Natale è già altissima. La domanda rimane: cosa avrà convinto Carrey a sottoporsi nuovamente a quel processo di trucco che aveva definito una tortura. Forse, proprio come il Grinch stesso, anche l'attore ha scoperto che alcuni regali valgono qualsiasi sacrificio.