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Il licenziamento di Tom Hardy da MobLand potrebbe essere un bene per il ritorno (attesissimo) di un'altra serie

Tom Hardy licenziato da Mobland: le tensioni sul set e i ritardi nelle riprese aprono la strada al tanto atteso ritorno di Taboo. Tutti i dettagli.

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Il weekend appena trascorso ha portato una notizia che ha colpito come un fulmine i fan di Tom Hardy e della serie crime Mobland. L'attore britannico, volto e anima della produzione Paramount+, sarebbe stato licenziato dal progetto che lo vedeva protagonista nei panni di Harry Da Souza. Una mossa drastica che ha lasciato sgomenti gli appassionati della serie, considerata uno dei maggiori successi della piattaforma streaming, con ascolti in continua crescita anche durante la pausa tra le stagioni.

La notizia del licenziamento arriva mentre i fan attendevano con trepidazione dettagli sulla seconda stagione, proprio quando l'hype attorno al personaggio di Harry Da Souza era al suo apice. Per molti, Hardy non era semplicemente il protagonista: era il cuore pulsante di Mobland, l'elemento che rendeva la serie imperdibile.

Le circostanze che hanno portato a questa rottura sono ancora in fase di definizione, ma i primi report dipingono un quadro piuttosto chiaro delle tensioni accumulate sul set. Secondo fonti vicine alla produzione, il comportamento di Hardy durante le riprese della seconda stagione avrebbe giocato un ruolo determinante nella decisione. Non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di una serie di frizioni crescenti tra l'attore, il produttore esecutivo Jez Butterworth e 101 Studios, la casa di produzione dietro al progetto.

Ma la vicenda prende una piega inaspettata, trasformando quello che sembrava un disastro professionale in una potenziale opportunità per i fan di lunga data dell'attore britannico. L'uscita di Hardy da Mobland potrebbe infatti aprire finalmente la strada al ritorno di Taboo, la serie che molti considerano uno dei lavori migliori dell'attore, se non il migliore in assoluto nel panorama televisivo.

Taboo rappresenta un progetto particolarmente caro a Hardy, segnando la sua prima incursione significativa nella scrittura creativa. Ambientata nella Londra del 1814, la serie segue le vicende oscure e tormentate di James Keziah Delaney, interpretato magistralmente da Hardy stesso, in un intreccio di vendetta, occultismo e intrighi coloniali. Il successo della prima stagione, immediato e travolgente, conquistò critica e pubblico con la sua atmosfera gotica, la fotografia evocativa e le interpretazioni intense.

Nonostante il rinnovo precoce per una seconda stagione, Taboo è rimasta in un limbo produttivo per anni. Il principale ostacolo è sempre stato l'agenda impossibile di Hardy, impegnato prima con la trilogia di Venom per Sony e poi con Mobland. Il franchise dedicato al simbionte Marvel ha occupato quasi un decennio della carriera dell'attore, tra riprese, promozioni e sviluppo dei vari capitoli. Con quella trilogia ormai conclusa e Mobland che sembrava destinata a riempire il vuoto televisivo, Taboo continuava a essere rimandata, sempre presente nei desideri dei fan ma mai abbastanza prioritaria da concretizzarsi.

Ora, però, le carte in tavola sono cambiate radicalmente. Steven Knight, co-creatore della serie insieme a Hardy e a suo padre Edward "Chips" Hardy, ha recentemente confermato che lui e Tom hanno già iniziato a delineare la direzione narrativa per la seconda stagione. Non si tratta quindi di vaghe intenzioni o dichiarazioni di cortesia rilasciate in interviste di routine, ma di un lavoro concreto in corso, una visione condivisa su dove portare la storia di James Delaney.

La prospettiva di vedere Hardy tornare nei panni sporchi di carbone e sangue di James Delaney, immerso nella Londra cupa e brutale dell'era georgiana, fa battere il cuore ai fan in modo diverso rispetto a qualsiasi franchise action moderna. Taboo rappresentava televisione d'autore nel senso più puro del termine, un'opera che non scendeva a compromessi per raggiungere un pubblico più ampio ma che proprio grazie alla sua integrità artistica aveva conquistato un seguito devoto.

La questione ora è se Hardy, dopo l'esperienza turbolenta con Mobland, sarà disposto a tuffarsi nuovamente in una produzione televisiva di lungo corso. Le serie TV richiedono un impegno sostanziale, mesi di riprese con ritmi serrati e una disciplina diversa rispetto al cinema. Tuttavia, Taboo rappresenta un caso particolare: è il suo progetto, la sua visione. Il livello di controllo creativo e di coinvolgimento personale potrebbero fare la differenza nel motivarlo a tornare sul piccolo schermo.

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