Il live‑action di The Legend of Zelda: e se il film somigliasse al capitolo più amato della saga? Facciamo il punto

Gli indizi che trapelano, dal cast e alle ultime novità, puntano ad uno dei capitoli più amati della famosa saga.

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Un annuncio come quello del primo film live‑action di The Legend of Zelda non passa mai inosservato: scuote la cultura pop, accende discussioni, riapre sogni che sembravano irrealizzabili. Per anni è stato un progetto inseguito, immaginato, forse temuto - data l'importanza del titolo - un desiderio collettivo che ora, finalmente, prende forma concreta.

Con Nintendo e Sony ormai pienamente operative sulla produzione, il film sta delineando la sua identità: un cast giovane, una regia ambiziosa, un’estetica che promette fedeltà e meraviglia. E intorno a tutto questo continua a vibrare la stessa domanda, inevitabile e affascinante: a quale videogioco somiglierà davvero questa nuova avventura di Hyrule?

The Legend of Zelda, il live action: cosa sappiamo finora

Quella di Zelda non è una saga qualunque. È un universo che ha attraversato generazioni, un linguaggio comune per milioni di giocatori. E scegliere quale “volto” dare al primo adattamento live‑action significa decidere che tipo di emozione portare sul grande schermo. Il film, diretto da Wes Ball (già regista della trilogia di Maze Runner), è prodotto da Nintendo e Sony Pictures, con la supervisione diretta di Shigeru Miyamoto. Una garanzia, questa, che il progetto non sarà un semplice esercizio commerciale, ma un’opera costruita con attenzione quasi artigianale. Le riprese si svolgeranno in Nuova Zelanda, terra che sembra nata per ospitare mondi fantastici, da novembre 2025 ad aprile 2026. L’uscita globale è fissata al 7 maggio 2027, una data che i fan hanno già cerchiato in rosso.

Il cast è stato annunciato dallo stesso Miyamoto: Benjamin Evan Ainsworth interpreterà Link, mentre Bo Bragason sarà Zelda. Due volti giovani, scelti non per rassicurare, ma per evocare un’idea precisa: quella di un’avventura di formazione, di un viaggio che parte dall’innocenza e arriva alla leggenda. È un indizio importante, forse il più significativo per capire la direzione narrativa del film.

Perché se c’è un capitolo della saga che incarna perfettamente questo percorso, è Ocarina of Time. Non è un caso che sia considerato da molti il gioco più amato, il più iconico, il più cinematografico. È la storia di un ragazzo che lascia il suo villaggio, scopre un mondo immenso, affronta il male e diventa l’eroe del tempo. È un racconto classico, quasi mitologico, che ha segnato un’intera generazione. E gli indizi raccolti finora (dal cast all’atmosfera descritta, fino al tono avventuroso e fantasy) sembrano puntare proprio in quella direzione.

Non c’è ancora una conferma ufficiale, ma l’idea che il film possa ispirarsi a Ocarina of Time è più di una semplice teoria. È una possibilità concreta, coerente, quasi naturale. Anche perché gli altri titoli citati come possibili riferimenti (Majora’s Mask, Link’s Awakening, The Minish Cap, The Wind Waker) hanno identità molto forti, ma meno universali. Ocarina è il cuore della saga, il ponte tra il passato e il futuro di Hyrule.

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Le prime descrizioni parlano di un film che unisce mostri, enigmi, oscurità e meraviglia, con un’estetica fedele allo spirito dei giochi. Un fantasy classico, ma non ingenuo. Un racconto epico, ma accessibile. Un mondo che non vuole imitare altri universi cinematografici, ma costruire il proprio. E poi c’è Hyrule. Una terra che i fan conoscono come casa, ma che il cinema può trasformare in qualcosa di nuovo. Le location neozelandesi, con i loro paesaggi vasti e primordiali, sembrano perfette per dare vita a foreste sacre, campi dorati, montagne minacciose e deserti antichi. È un mondo che può respirare, vibrare, diventare reale.

Il film non ha ancora una trama ufficiale, ma tutto lascia pensare a un viaggio di formazione, a un eroe riluttante che scopre il proprio destino, a una principessa che non è solo un simbolo, ma una forza narrativa. E soprattutto a un antagonista che potrebbe incarnare il male in una forma iconica: Ganondorf, l’ombra che attraversa la saga. Il live‑action di The Legend of Zelda non è solo un film atteso: è un evento culturale. È la prima volta che un universo così amato si prepara a diventare carne e sangue, luce e ombra, suono e silenzio. È un salto nel vuoto, certo, ma anche un’occasione irripetibile.

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