Il Malloppo, dove è stato girato il film? Le splendide location della commedia con Diego Abatantuono
Dove è stato girato Il Malloppo? Da Ferrara al Castello Estense fino a Tresignana, scopriamo le location della commedia con Abatantuono, Forest e Angioni.
Il Malloppo è arrivato nelle sale italiane il 3 settembre e, accanto al trio formato da Diego Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni, c'è un'altra protagonista che difficilmente passa inosservata: Ferrara. La nuova commedia diretta da Volfango De Biasi ha infatti trasformato alcuni dei luoghi più riconoscibili della città estense nel teatro di un giallo comico fatto di vecchi criminali, un bottino scomparso e un omicidio che rimette tutto in discussione.
Quando Salamandra viene ucciso, i sospetti ricadono immediatamente su Diego e a complicare ulteriormente le cose c'è il commissario Castrone, interpretato da Antonio Catania, che ha più di un motivo personale per volerlo vedere colpevole. A credere nella sua innocenza è soprattutto Michele Ragusa, il maldestro investigatore privato interpretato da Mago Forest. Al suo fianco c'è Alex, tirocinante senza stipendio e aspirante detective con il volto di Max Angioni. I due iniziano così una loro improbabile indagine, mentre Sara, la figlia di Diego interpretata da Irene Girotti, deve fare i conti contemporaneamente con il proprio lavoro in polizia e con un padre al quale non ha mai davvero perdonato il passato.
Il Malloppo utilizza però Ferrara per qualcosa di più di un semplice sfondo. Le riprese hanno coinvolto diversi punti simbolo del centro storico e, per alcune settimane, la città è stata letteralmente trasformata in un grande set cinematografico. Il Comune di Ferrara aveva annunciato già durante la lavorazione che la produzione avrebbe interessato Parco Massari, Piazza Trento e Trieste, Corso Martiri della Libertà, Viale Cavour, Corso Ercole I d'Este e il Castello Estense. Per esigenze di scena, a Parco Massari erano comparse persino volanti della Polizia, mezzi della Scientifica e della Mortuaria: una scena decisamente insolita per chi si fosse trovato a passare da quelle parti senza sapere che erano in corso le riprese.
Particolarmente curioso è proprio il caso dell'Osteria del Brigante, il locale gestito dal personaggio di Abatantuono. Durante le riprese la produzione aveva trasformato uno spazio nei pressi della Cattedrale in una vera osteria cinematografica, completa di insegne e persino di un menù con specialità ferraresi come la salama da sugo con purè. Un locale credibile al punto da poter facilmente ingannare chi non sapesse di trovarsi davanti a una scenografia. Anche Parco Massari occupa un posto particolare tra le location.
Il grande spazio verde cittadino possiede già un legame importante con la cultura italiana: è associato all'universo di Giorgio Bassani e alla Ferrara raccontata nelle sue opere, mentre la città è indissolubilmente legata anche alla trasposizione cinematografica de Il giardino dei Finzi Contini realizzata da Vittorio De Sica. Ma le riprese, non si sono limitate al capoluogo. La produzione ha lavorato anche a Tresignana e Galliera, mentre una parte consistente del film è stata realizzata a Roma.
È proprio questa varietà a permettere a Il Malloppo di muoversi tra scenari molto diversi pur mantenendo una forte impronta emiliana. Non a caso il progetto è stato realizzato con il sostegno dell'Emilia-Romagna Film Commission e, terminata la lavorazione, De Biasi e parte del cast hanno voluto salutare pubblicamente i territori che avevano ospitato il set. Ferrara ha ricambiato l'affetto anche al momento dell'uscita.
Prima dell'arrivo nazionale nelle sale, il film è stato presentato proprio in città il 1° settembre, con un'anteprima all'Apollo Cinepark alla presenza di Abatantuono, Forest, Angioni, Irene Girotti e Volfango De Biasi. L'appuntamento è andato rapidamente sold out, trasformando il ritorno del cast nei luoghi delle riprese in una sorta di chiusura del cerchio. Il Malloppo nasce così come una commedia investigativa che gioca con il passato criminale del suo protagonista e con l'incontro tra tre generazioni di comicità, ma sceglie di farlo lasciando che i luoghi siano continuamente riconoscibili.