TV

Il Muppet Show compie 50 anni, ma Kermit esisteva già: perché e come è nato

Cinquant’anni dopo il debutto britannico, il mondo dei Muppet conserva intatta la sua capacità di mescolare comicità, musica, satira e improvvisazione. Ma dietro il successo dello show c’è soprattutto una storia sorprendente: quella di Kermit, nato molto prima di diventare la rana più famosa della televisione

Condividi
TV

Forse le nuove generazioni non lo sanno, ma il Muppet Show è un celebre varietà televisivo ideato da Jim Henson e trasmesso dal 1976 al 1981. Nato dopo due episodi pilota realizzati per la televisione americana, il progetto trovò in Gran Bretagna il sostegno necessario per diventare una vera serie. Furono prodotte cinque stagioni per un totale di 120 episodi, registrati negli studi ATV di Elstree, nell’Hertfordshire. Protagonisti sono i Muppet, pupazzi creati da Henson il cui nome nasce dalla fusione dei termini inglesi marionette e puppet. A differenza di Sesame Street, pensato principalmente per i bambini, Henson utilizzò questi personaggi per costruire un programma che divertisse anche il pubblico adulto.

Cinquant’anni dopo, Kermit, Miss Piggy, Fozzie, Gonzo, Animal e gli altri continuano a essere iconici. La serie originale arrivò in oltre cento Paesi e ottenne alcuni dei più importanti riconoscimenti televisivi.Ma c’è un dettaglio che spesso rischia di perdersi dietro la fama dello show: Kermit non nacque con il Muppet Show. Quando Jim Henson lo portò per la prima volta davanti a una telecamera, nel 1955, la celebre rana non era ancora una rana e il suo aspetto era molto diverso da quello che il pubblico avrebbe imparato ad amare.

La storia del personaggio comincia con un’idea apparentemente semplicissima: costruire un pupazzo capace di comunicare emozioni. Henson lavorava insieme a Jane Nebel, futura moglie e collaboratrice fondamentale, al programma locale Sam and Friends, trasmesso da Washington. Fu proprio per quella trasmissione, iniziata nel 1955, che venne realizzato il primo Kermit.

Tuttavia la cosa sensazionale è che il primo pupazzo fu ricavato da un vecchio cappotto verde della madre di Jim, mentre per gli occhi vennero utilizzate metà di palline da ping-pong. Il corpo comprendeva anche materiale proveniente da un vecchio paio di jeans. Insomma, la futura superstar non nacque in un sofisticato laboratorio cinematografico, ma dall'ingegno di un giovane artista che voleva trasformare oggetti comuni in qualcosa di completamente nuovo. E c'è un altro particolare ancora più curioso: il primo Kermit non sembrava esattamente Kermit.

Il pupazzo originale aveva un aspetto più vicino a quello di una creatura indefinita, quasi rettiliana. Non aveva ancora il caratteristico collare appuntito, né le zampe palmate che sarebbero diventate elementi fondamentali della sua silhouette. Secondo il National Museum of American History dello Smithsonian, Kermit si trasformò progressivamente: inizialmente aveva caratteristiche più simili a una lucertola e soltanto con il passare degli anni assunse l’aspetto di una rana.

Anche il colore cambiò. Una versione di un verde più brillante comparve negli anni Sessanta, quando la televisione a colori iniziò a diffondersi maggiormente. Il personaggio continuò a essere modificato nei dettagli, fino ad arrivare alla forma che il pubblico riconosce oggi, sostanzialmente definita all'inizio degli anni Settanta. È una delle ironie più affascinanti della storia dei Muppet: il personaggio più celebre di Henson nacque proprio perché il suo creatore cercava di superare i limiti tradizionali del teatro di figura.

The Muppet Show - Fonte: Disney

La testa di Kermit, infatti, non era imbottita. La mano del burattinaio entrava direttamente all'interno e permetteva di controllare il volto e la bocca. Questo sistema rendeva possibili variazioni minime dell'espressione, dando al personaggio la possibilità di reazione molto più naturale rispetto ai pupazzi rigidi utilizzati in precedenza. A questo punto Kermit smette di essere semplicemente un pupazzo.

Prima ancora di essere il padrone di casa del Muppet Theatre, Kermit aveva già una personalità precisa. Era ironico, paziente, spesso esasperato, ma sostanzialmente ottimista. In altre parole, rappresentava l'uomo ragionevole costretto continuamente a gestire un mondo popolato da personaggi irrazionali. Kermit diventa il presentatore, il direttore di scena e, soprattutto, il personaggio incaricato di tenere insieme una compagnia completamente ingestibile. Il suo problema non è soltanto mandare avanti lo spettacolo: è cercare di impedire che lo spettacolo gli esploda letteralmente tra le mani.

Questa dinamica diventa il cuore della serie. Fozzie vuole dimostrare di essere un grande comico nonostante le battute disastrose; Miss Piggy è convinta di essere una diva; Animal è una forza della natura; Gonzo trasforma ogni numero in una potenziale catastrofe. E Kermit cerca disperatamente di mantenere un minimo di ordine. Alla fine nasce una delle più riuscite rappresentazioni televisive del dietro le quinte.

Il genio del Muppet Show però non consisteva soltanto nel mettere dei pupazzi davanti a una telecamera. Henson prese la tradizione del varietà televisivo, il vaudeville, la comicità surreale e la cultura popolare e li fece collidere nello stesso programma. Gli ospiti umani erano fondamentali. Elton John, Johnny Cash, Diana Ross, Debbie Harry, Paul Simon, Alice Cooper, Rudolf Nureyev e moltissime altre celebrità accettarono di entrare nel mondo dei Muppet. E il gioco funzionava proprio perché nessuno veniva trattato come una normale guest star.

Il personaggio famoso poteva essere trascinato dentro uno sketch assurdo, diventare vittima di una gag o essere costretto a interagire con una creatura di feltro come se fosse la cosa più normale del mondo. Uno degli esempi più celebri riguarda Peter Sellers, che non voleva semplicemente interpretare se stesso davanti a Kermit. La soluzione fu trasformare il segmento in qualcosa di completamente diverso, permettendogli di interpretare un personaggio storico. Anche John Cleese fu perfettamente in sintonia con l'umorismo dello show: il suo episodio trasformò il conduttore umano in una sorta di ostaggio della compagnia. Era la filosofia dei Muppet portata all'estremo: lo spettacolo deve andare avanti, anche quando nessuno sembra più avere il controllo.

Ma perché Kermit è diventato il vero simbolo dei Muppet? Il suo punto di forza è sempre stato proprio il suo essere diverso dagli altri. Non è il più divertente. Non è il più rumoroso. Non è il più assurdo. Non è nemmeno quello che riesce sempre a ottenere ciò che vuole. È quello che prova a tenere insieme tutti gli altri. In questo senso rappresenta perfettamente l'idea di Jim Henson: un universo caotico nel quale personaggi diversissimi possono convivere, litigare, fallire e poi tornare insieme per mettere in scena un altro spettacolo.

Lo Smithsonian conserva oggi il primo Kermit del 1955, considerato un oggetto fondamentale per comprendere l'evoluzione del lavoro di Henson. La sua presenza nelle collezioni museali racconta quanto un semplice pupazzo televisivo sia ormai entrato nella storia della cultura popolare americana. E non solo.

Dopo Henson, scomparso nel 1990, il ruolo è passato ad altri interpreti, ma il personaggio è rimasto lo stesso. Oggi Kermit continua a guidare i Muppet anche nel nuovo speciale realizzato per il cinquantesimo anniversario, segno che il suo ruolo di centro emotivo della compagnia non è mai davvero cambiato.

Continua a leggere su BadTaste