Il nome della rosa compie 40 anni: 5 segreti e curiosità incredibili che non sapevi sul film
5 segreti e curiosità imperdibili su Il nome della rosa a 40 anni dall'uscita: dal no di Franco Franchi al kolossal sul set.
Diretto da Jean-Jacques Annaud e tratto dal capolavoro di Umberto Eco, Il nome della rosa festeggia i suoi quarant'anni conservando intatta la sua aura di mistero. La celebre pellicola ha debuttato nelle sale statunitensi il 24 settembre 1986, data che segnato un prima e un dopo nel mondo del cinema. Dietro la telecamera e tra i corridoi oscuri della biblioteca più famosa del mondo si consumarono storie parallele, provini impossibili e scelte coraggiose che hanno reso questa pellicola un cult assoluto.
Una fortezza costruita dal nulla fu necessaria per dare vita a tutto ciò, poiché per ricreare il complesso monastico medievale la produzione fece edificare una delle abbazie cinematografiche più grandi mai viste in Europa, situata proprio sulle alture abruzzesi in un set faraonico e blindato. A questo si aggiunse il primo scetticismo di Umberto Eco, il quale fu inizialmente molto diffidente nei confronti di Hollywood e del cinema europeo, convinto che il suo romanzo densissimo di filosofia e citazioni fosse intraducibile per il grande schermo, prima di ricredersi sulla potenza visiva del regista.
La lavorazione fu inoltre segnata da ore di sofferenza sotto il trucco per trasformare gli attori in una galleria di monaci e inquisitori con protesi complesse che dovevano resistere al fango e al freddo. Infine, l'opera fu un kolossal europeo da record: voluto fortemente dal produttore Franco Cristaldi, il film richiese un budget mastodontico per gli standard dell'epoca, unendo investimenti italiani, francesi e tedeschi in una scommessa creativa senza precedenti.