Il Pulitzer 2021 non ha premiato alcun fumettista
Tre candidati al premio Pulitzer 2021, ma nessun vincitore nella categoria dei vignettisti: il Fumetto politico americano non la prende bene
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Non mancavano i candidati, ovvero Ruben Bolling, nome d'arte di Ken Fisher, autore noto soprattutto per la striscia Tom the Dancing Bug e il recente Trump's America; Lalo Alcaraz, diventato noto per La Cucaracha, la prima vignetta politica periodica a tema latino-americano degli Stati Uniti ad avere rilevanza nazionale; Marty Two Bulls Sr., autore di evidente retaggio nativo-americano. Tre nomi da scegliere, ma nessuna scelta, poiché su nessuno di loro è emerso un consenso sufficiente dai giurati.
Bolling - Non mi sono mai sentito insultato dal fatto di aver perso la corsa a un premio. Non mi sembra mai di meritarmeli. Ma lo sono, invece, da questa decisione della giuria, sia in nome mio che di tutti gli altri artisti.
La Association of American Editorial Cartoonists, di cui fanno parte sia Bolling che Alcaraz, ha dichiarato che questa lacuna corrisponde a una mancanza di rispetto per i finalisti e per tutti i loro colleghi in generale.
Alcaraz - Sono un po' confuso e un po' frustrato, in quanto artista che cerca di tenere viva questa forma d'arte. Ci hanno invitati alla porta, ma non ci hanno lasciati entrare.
Two Bulls - Ho pensato che fosse strano non scegliere un vincitore. Ma poi mi sono detto: il lavoro di tutti e tre era talmente splendido che non hanno saputo scegliere. Quindi, di base, abbiamo vinto tutti.
La sensazione di molti, tuttavia, resa manifesta in modo esplicito da Bolling, è che in realtà la giuria abbia ritenuto che nessuna delle opere selezionate fosse meritevole del Pulitzer. Una giuria composta da due vincitori del Pulitzer per la stessa categoria in passato, due editor e un curatore di fumetti della Columbia.
Il punto è che i vignettisti americani si sentono sempre più una specie in via d'estinzione, alla luce della crisi dell'editoria, sia mainstream che indipendente, e dei giornali cartacei, che ha ridotto moltissimo le opportunità di lavoro per questi professionisti. Ogni singola occasione di riconoscimento, soprattutto quella più ufficiale e portatrice di visibilità in assoluto, è quindi percepita come fondamentale dalla loro comunità. Ecco perché associazioni di categoria, editori, gruppi di promozione culturale di settore sono sul piede di guerra.
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Tocca un'immagine per scorrere la galleriaFonte: Washington Post
