FILM

Il quarto capitolo di Paddington subirà un cambio di rotta significativo (con l'ingresso di una "penna cinica")

Armando Iannucci scriverà Paddington 4 con Simon Blackwell. Il creatore di The Thick of It porta la sua penna nel franchise dell'orso più amato del cinema.

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Il franchise di Paddington si prepara a una svolta inaspettata che ha già acceso la curiosità dei cinefili di mezzo mondo. Armando Iannucci, il genio scozzese dietro capolavori della satira televisiva come The Thick of It, metterà mano alla sceneggiatura del quarto capitolo delle avventure cinematografiche dell'orso più educato del grande schermo. Un abbinamento che sulla carta sembra azzardato: come può il maestro del cinismo politico prestare la sua penna a un personaggio simbolo di gentilezza e buone maniere?

La notizia segna un cambio di rotta significativo per una saga che ha conquistato pubblico e critica con una formula vincente fatta di tenerezza, slapstick e valori positivi. Al fianco di Iannucci ci sarà Simon Blackwell, collaboratore di lunga data con cui condivide Emmy, nomination agli Oscar e un'intesa creativa.

Sul fronte della regia, Dougal Wilson sarebbe in trattative avanzate per tornare dietro la macchina da presa dopo aver debuttato nel lungometraggio con Paddington in Perù, terzo capitolo uscito nel 2024. Wilson, proveniente dal mondo della pubblicità e dei videoclip musicali pluripremiati, aveva già dimostrato di saper maneggiare con delicatezza l'universo dell'orso dal cappello rosso, ereditando un testimone pesante da Paul King, regista dei primi due film e ormai considerato il padre putativo della versione cinematografica moderna del personaggio creato da Michael Bond.

La saga di Paddington ha superato complessivamente gli 800 milioni di dollari al box office globale, consolidandosi come uno dei franchise familiari di maggior successo degli ultimi anni. Il secondo capitolo, in particolare, ha raggiunto lo status di fenomeno culturale: per un periodo è stato il film con il punteggio più alto su Rotten Tomatoes, superando persino pietre miliari della storia del cinema. Quella capacità di bilanciare perfettamente l'ingenuità clemente dell'orso con situazioni comiche brillanti e un'umanità genuina ha reso Paddington 2 molto più di un semplice film per famiglie, elevandolo a manifesto di valori positivi in un'epoca cinica.

Il passaggio di testimone tra diversi autori è parte integrante della storia del franchise. Paul King aveva scritto il primo film e co-scritto il secondo con Simon Farnaby, mentre Paddington in Perù era stato affidato alla penna di Mark Burton, Jon Foster e James Lamont. Ogni cambio ha portato sfumature diverse pur mantenendo l'essenza del personaggio. Con Iannucci e Blackwell, ci si può aspettare dialoghi più affilati, forse una maggiore consapevolezza sociale, certamente una complessità narrativa che non sacrifichi la leggerezza richiesta dal materiale di partenza.

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