Il ritorno di Brian De Palma con il true crime Sweet Vengeance
Brian De Palma torna alla regia e lo fa con un true crime ispirato allo stile televisivo
A 85 anni suonati, l'uomo che ha insegnato a un'intera generazione di cinefili che lo sguardo è un atto di violenza (e che Hitchcock si può saccheggiare, purché lo si faccia con stile e guanti di velluto) si appresta a tornare dietro la macchina da presa.
Il nuovo progetto di Brian De Palma è quel Sweet Vengeance che fluttua tra i corridoi della pre-produzione dal lontano 2018 e che ora, secondo le indiscrezioni, sembra aver trovato la sua terra promessa in Portogallo per le riprese estive.Il gioco del doppio
Per chi si intende del cinema di De Palma, l'annuncio del nuovo film è come un ritorno a casa di un familiare, ma leggermente inquitante. Sweet Vengeance è un racconto ispirato a fatti di cronaca nera americana, ma soprattutto una riflessione metatestuale su come la televisione mastica e sputa il crimine.
"Mi interessa il modo in cui raccontano la storia", ha dichiarato il maestro, e quindi almeno un'anticipazione ce l'abbiamo, ovvero che il film sarà costruito ricalcando l'estetica dei true crime televisivi.Ma non fatevi ingannare. Non aspettatevi un banale documentario. Stiamo parlando, dopotutto, dell'autore di Omicidio a luci rosse e Blow Out. Se De Palma decide di guardare la Tv, potete star certi che lo farà attraverso uno specchio deformante.
Le indiscrezioni parlano già di due "sequenze tipiche", il che nel suo alfabeto visivo significa una sola cosa: elaborati piani sequenza, slow motion, voyeurismo d'alto bordo e quel gusto barocco per la tensione che trasforma un pedinamento qualunque in una coreografia operistica.
La redenzione europea
Il ritorno sul set del maestro ha tutto l'aspetto di una rivincita necessaria. Il suo ultimo lavoro, Domino (2019) è passato alla storia più poer i disastri produttivi e i tagli al montaggio che per il valore intrinseco, e alla fine è finito mestamente nel dimenticatoio dei video-on-demand. Ma anche in quel film mutilato la zampata del vecchio leone era visibile, in sequenze di una ferocia politica rara.
Spostare il set in Portogallo sembra una scelta strategica. L'Europa, d'altronde, è diventata negli anni un rifugio sicuro per quei registi che Hollywood considera "difficili" o troppo legati a un'idea di cinema considerata troppo "concettuale" (Woody Allen vi dice niente?).
La curiosità ora si sposta sul casting. Chi sarà il nuovo volto della paranoia depalmiana? I nomi di attori europei in ascesa come Noomi Rapace o volti consolidati come Nikolaj Coster-Waldau circolano con insistenza online, danno l'impressione di un'opera dal respiro internazionale e dall'anima profondamente noir.
C'è ancora molta nebbia intorno ai dettagli del film, ma quel che è certo è che il ritorno di un ottantenne (e che ottantenne) armato di split screen e ossessioni hitckchiane è senza dubbio un atto di resistenza estetica, di quelli che non ci capitava di vedere da molto tempo.
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