Il serial killer di Longlegs ha una matrice inaspettata: Nicolas Cage rivela chi lo ha ispirato per il ruolo
Nicolas Cage rivela chi lo ha ispirato per il ruolo del serial killer in Longlegs. Il metodo dell'attore per il thriller horror di Oz Perkins.
Nicolas Cage, icona del cinema capace di passare con disinvoltura dall'action all'indie più sperimentale, ha confessato, durante la premiere di Longlegs, una verità inaspettata: il suo serial killer, un adoratore di Satana che ha terrorizzato famiglie intere per oltre trent'anni, ha matrice nella figura di sua madre.
"Ho sentito la sua voce e il modo in cui si muoveva", ha spiegato Cage. "E improvvisamente ho pensato: posso mettere questo nel personaggio". Una trasposizione che non ha nulla a che vedere con il satanismo o la violenza del personaggio, ci tiene a precisare l'attore, ma con qualcosa di più profondo e doloroso. "Non era satanista, ma ne ha passate tante" ha aggiunto, lasciando intendere le difficoltà affrontate dalla madre nel corso della vita.
È un approccio che rivela il metodo Cage, sempre alla ricerca di ancoraggi emotivi anche nei personaggi più estremi. Per Longlegs, l'attore ha cercato di scavare nelle motivazioni profonde, in ciò che può spingere una mente oltre il limite della sanità. "Ho cercato di capire cosa fosse emotivo, cosa avesse reso questo personaggio insano", ha raccontato. "Posso trovare empatia e compassione anche se fa cose orribili? Non è lui, di per sé, sono le voci che sente".
Il risultato è un personaggio quasi irriconoscibile. Chi ha visto il film descrive Cage con lunghi capelli bianchi, il viso coperto da un trucco pallido e labbra rosa shocking. Una voce agghiacciante che occasionalmente si trasforma in un canto sinistro. Un mix tra il Joker di Heath Ledger in Il cavaliere oscuro e Tiny Tim, il cantante dall'aspetto eccentrico famoso per Tiptoe Through the Tulips. Una maschera totale che ha permesso all'attore di liberarsi dai vincoli della propria immagine.