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Il traditore, gli errori storici del celebre film con Pierfrancesco Favino. Una storia vera da (ri)scoprire su RaiPlay

Disponibile su RaiPlay, Il Traditore di Marco Bellocchio è uno dei film italiani più premiati degli ultimi anni. Dietro il racconto della storia vera di Tommaso Buscetta si nascondono curiosità, dettagli poco conosciuti e alcuni errori di ricostruzione che non sono sfuggiti agli spettatori più attenti.

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Si può dire che sia uno dei film italiani più importanti dell'ultimo decennio. Il Traditore racconta una pagina indelebile, controversa e decisiva nella lotta alla mafia. Diretto da Marco Bellocchio e interpretato da un intenso Pierfrancesco Favino, il film ripercorre la vita di Tommaso Buscetta, il boss di Cosa Nostra che scelse di collaborare con la giustizia, contribuendo a svelare dall'interno la struttura dell'organizzazione mafiosa. La pellicola, disponibile su RaiPlay, non è soltanto una ricostruzione storica. È anche un'opera cinematografica che ha saputo conquistare critica e pubblico, accumulando premi prestigiosi e ottenendo riconoscimenti in Italia e all'estero. Eppure, nonostante l'attenzione ai dettagli e la rigorosa ricostruzione dell'epoca, alcuni errori hanno attirato l'attenzione degli appassionati.

La storia prende avvio nei primi anni Ottanta, quando all'interno di Cosa Nostra si consuma una sanguinosa guerra tra clan rivali. Tommaso Buscetta comprende che la situazione sta precipitando e decide di lasciare la Sicilia per rifugiarsi in Brasile. La scelta non basta però a salvarlo dalle conseguenze del conflitto mafioso. Molti suoi familiari vengono colpiti dalla violenza della guerra interna all'organizzazione e lo stesso Buscetta finisce nelle mani delle autorità brasiliane. Estradato in Italia, si trova davanti a una svolta decisiva: collaborare con il giudice Giovanni Falcone.

Le sue dichiarazioni consentono agli investigatori di comprendere il funzionamento di Cosa Nostra e aprono la strada al celebre maxiprocesso di Palermo. La vicenda prosegue fino agli anni Novanta, attraversando eventi drammatici come la strage di Capaci e le successive rivelazioni sui rapporti tra mafia e politica.

Pier Francesco Favino in una scena de Il traditore - Fonte:01 Distribution

Il cuore del film è naturalmente Pierfrancesco Favino, in una delle interpretazioni più apprezzate della sua carriera. L'attore riesce a restituire tutte le contraddizioni di Buscetta, figura sospesa tra il passato criminale e la scelta di collaborare con lo Stato. Accanto a lui troviamo Maria Fernanda Cândido nel ruolo di Maria Cristina de Almeida Guimarães, Fabrizio Ferracane nei panni di Pippo Calò e Fausto Russo Alesi come Giovanni Falcone. Particolarmente interessante è la presenza di Luigi Lo Cascio nel ruolo di Salvatore Contorno. Per l'attore siciliano si tratta di una sorta di curioso ribaltamento cinematografico: agli inizi della sua carriera aveva infatti interpretato Peppino Impastato nel film I cento passi, simbolo della lotta alla mafia. In Il Traditore veste invece i panni di un mafioso che diventa collaboratore di giustizia.

Completano il cast Bruno Cariello, Nicola Calì, Giovanni Calcagno, Bebo Storti, Alessio Praticò, Pippo Di Marca e numerosi altri interpreti che contribuiscono a dare autenticità alla narrazione.

Nonostante il grande lavoro di documentazione svolto dalla produzione, alcuni dettagli hanno suscitato discussioni tra gli spettatori più attenti. Uno degli errori più citati riguarda una scena ambientata nel New Hampshire. La moglie di Buscetta guida l'automobile entrando nel garage di casa, ma la targa visibile sul veicolo appartiene in realtà al New Jersey. Un particolare apparentemente insignificante, ma sufficiente a far storcere il naso agli appassionati di ricostruzioni storiche.

Un'altra incongruenza riguarda il volo Alitalia che collega Rio de Janeiro a Roma. Nel film viene mostrato un messaggio video di bordo in lingua inglese. Considerando la tratta e il contesto dell'epoca, molti osservatori hanno fatto notare che sarebbe stato più plausibile l'utilizzo del portoghese. Ancora più evidente è forse il dettaglio tecnologico presente nella stessa sequenza aerea. Il viaggio è collocato nel 1984, ma nella cabina compare un sistema con mappa digitale che segue in tempo reale il percorso dell'aereo. Si tratta di una tecnologia diventata comune per i passeggeri soltanto molti anni dopo, tra la fine degli anni Novanta e l'inizio degli anni Duemila. Sono sviste minime che non compromettono la qualità del racconto, ma che dimostrano quanto il pubblico ami osservare ogni dettaglio quando si trova davanti a un film basato su eventi realmente accaduti.

Al di là delle piccole imprecisioni, Il Traditore, uscito nel 2019, è stato accolto come uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. La pellicola è stata scelta per rappresentare l'Italia nella corsa agli Oscar e ha conquistato una lunga serie di riconoscimenti. Tra i più importanti figurano sette Nastri d'Argento, sei David di Donatello, il Globo d'Oro per il miglior film e numerosi altri premi tecnici e artistici. Un risultato che testimonia l'apprezzamento ricevuto sia dalla regia di Marco Bellocchio sia dall'interpretazione di Favino.

Per chi non lo ha ancora visto, la disponibilità su RaiPlay offre l'occasione di recuperare una delle opere più significative dedicate alla storia vera di Tommaso Buscetta. E magari di divertirsi anche a scovare quei piccoli errori che, nonostante tutto, non hanno impedito al film di entrare nella storia del cinema italiano.

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