Inferno, tutte le differenze tra film e libro: dal destino di Sienna al finale completamente cambiato
Dal destino di Sienna alla vera natura del virus, fino al ruolo di Langdon: scopriamo tutte le differenze tra Inferno di Ron Howard e il romanzo di Dan Brown.
Chi ha letto Inferno prima di vedere il film di Ron Howard potrebbe essere rimasto piuttosto sorpreso dagli ultimi minuti. La pellicola con Tom Hanks conserva infatti l'ossatura del romanzo di Dan Brown, il viaggio attraverso Firenze, Venezia e Istanbul e soprattutto il grande tema della sovrappopolazione, ma modifica molto più di quanto possa sembrare.
Pubblicato nel 2013, Inferno è il quarto romanzo dedicato a Robert Langdon dopo Angeli e demoni, Il codice da Vinci e Il simbolo perduto. Quando il libro arrivò al cinema nel 2016, però, diventò il terzo film della saga con Tom Hanks, visto che Il simbolo perduto non era stato adattato per il grande schermo. Ron Howard tornò dietro la macchina da presa, mentre David Koepp firmò la sceneggiatura. Il punto di partenza rimane sostanzialmente quello immaginato da Dan Brown. Bertrand Zobrist è un miliardario e genetista ossessionato dalla crescita della popolazione mondiale, convinto che l'umanità stia andando incontro a un collasso inevitabile.
Per scongiurarlo ha creato Inferno, un agente biologico nascosto in un luogo segreto e raggiungibile attraverso una serie di indizi legati a Dante. Robert Langdon si risveglia a Firenze senza ricordare gli ultimi giorni della propria vita e viene trascinato nella caccia insieme alla dottoressa Sienna Brooks. Da qui comincia un percorso che porta i due da Firenze a Venezia e infine a Istanbul. Ma già Sienna rappresenta una delle prime grandi differenze. Nel romanzo Dan Brown le dedica molto più spazio e costruisce un passato estremamente articolato.
Nel film diventa una vera antagonista: condivide il progetto di Zobrist e vuole portarlo a compimento anche dopo la sua morte. Nel romanzo il lettore viene portato a credere per molto tempo alla stessa cosa, ma si tratta di un inganno. Sienna vuole arrivare all'agente prima dell'OMS non per liberarlo, bensì perché teme che una tecnologia genetica tanto potente possa essere conservata e trasformata in un'arma biologica. Il film elimina questa ambiguità e rende molto più netto lo scontro tra lei e Langdon. Cambia profondamente anche Elizabeth Sinskey. Nel romanzo è la direttrice dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e Langdon l'ha conosciuta soltanto pochi giorni prima degli eventi principali.
È proprio Sinskey ad averlo coinvolto nella ricerca di Zobrist. Dan Brown la descrive inoltre come una donna dai capelli argentati, tanto che inizialmente appare nelle confuse visioni di Langdon come una misteriosa figura femminile. Il film introduce invece un elemento completamente nuovo: Langdon e Sinskey hanno avuto una relazione sentimentale in passato. I due si conoscono da anni e tra loro rimane un evidente legame emotivo. Nulla di tutto questo esiste nel romanzo. Anche la squadra che insegue Langdon cambia.
Ed è qui che scompare un altro personaggio fondamentale del romanzo: Jonathan Ferris. Nel libro Ferris si presenta a Langdon e Sienna come un uomo dell'OMS, ma in realtà lavora per il Consorzio. È persino lo stesso uomo che, sotto mentite spoglie, aveva interpretato il dottor Marconi durante la falsa scena dell'ospedale. La reazione allergica provocata dal trucco e dalla barba posticcia produce inoltre alcuni sintomi che portano Langdon a sospettare erroneamente che Ferris possa essere stato infettato. Nel film questa intricata sottotrama viene quasi completamente eliminata.
Il falso Marconi rimane confinato alla messinscena iniziale e Ferris non compare, mentre Bouchard assume una funzione narrativa completamente diversa. Questa semplificazione modifica inevitabilmente anche il Consorzio. Nel romanzo l'organizzazione guidata dal Provost è soprattutto specializzata nella costruzione di elaborate messinscene per clienti estremamente facoltosi. Il suo compito consiste nel manipolare informazioni, persone e circostanze senza necessariamente conoscere le vere finalità dei propri clienti. È il Consorzio a costruire gran parte dell'inganno nel quale Langdon si ritrova intrappolato.
Persino Vayentha cambia leggermente funzione. Nel romanzo la donna sta partecipando alla messinscena del Consorzio e la pistola utilizzata contro Langdon dovrebbe contribuire all'inganno. Quando Sienna la fa precipitare nel Salone dei Cinquecento, Langdon crede quindi che la giovane gli abbia salvato la vita, mentre Sienna impedisce in realtà a Vayentha di rivelargli ciò che sta realmente accadendo. Nel film, invece, il pericolo è autentico. Vayentha ha ricevuto l'ordine di eliminare Langdon e la sua arma è reale: quando Sienna interviene, sta effettivamente salvando il professore. È una differenza apparentemente piccola, ma elimina uno degli ulteriori livelli di manipolazione costruiti dal romanzo.
Anche l'amnesia di Langdon viene semplificata. In entrambe le versioni il professore non ha realmente subito tutto ciò che crede di ricordare e il suo risveglio nell'ospedale fiorentino fa parte di una messinscena. Il Consorzio ha utilizzato farmaci e un ambiente costruito appositamente per convincerlo di essere rimasto coinvolto in una situazione molto diversa da quella reale. Il romanzo, tuttavia, mantiene molto più a lungo il lettore all'oscuro. Gli uomini che inseguono Langdon sembrano inizialmente appartenere a una misteriosa organizzazione e la natura del Consorzio viene svelata gradualmente.
Langdon ed Elizabeth Sinskey raggiungono la cisterna insieme agli uomini dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e comincia così una vera corsa contro il tempo. Sienna fa detonare personalmente un esplosivo sott'acqua e muore nel tentativo, ma la sacca viene isolata prima che il suo contenuto possa diffondersi tra la popolazione. Il mondo è salvo e Langdon può tornare a Firenze. Nel romanzo non accade praticamente nulla di tutto questo. Quando Langdon e gli altri riescono finalmente a individuare il luogo scelto da Zobrist, scoprono che sono già arrivati troppo tardi.
La sacca era progettata per dissolversi e l'agente è stato liberato diversi giorni prima. La data che tutti avevano interpretato come il momento previsto per il rilascio indicava in realtà il momento entro il quale la diffusione sarebbe diventata globale. E cambia persino la natura di Inferno. Nel film Zobrist ha creato una minaccia biologica letale capace di provocare una catastrofe su scala mondiale. Il pubblico deve quindi sperare che Langdon e l'OMS riescano semplicemente a impedire che venga liberata. Dan Brown sceglie qualcosa di molto più ambiguo.
Nel romanzo sopravvive, raggiunge Langdon e Sinskey e chiarisce le proprie vere intenzioni. Non stava cercando di diffondere Inferno: sapeva che il rilascio era già avvenuto e voleva evitare che la tecnologia di Zobrist potesse essere recuperata e sfruttata. Alla fine Sienna arriva persino a collaborare con Elizabeth Sinskey e l'OMS per studiare le conseguenze di quanto accaduto. Il destino del Provost è altrettanto diverso. Nel film viene coinvolto direttamente nello scontro finale e muore alla Cisterna Basilica. Nel romanzo sopravvive agli eventi principali, ma viene arrestato per il ruolo avuto nell'operazione organizzata per Zobrist.
Cambia quindi anche Robert Langdon. La versione cinematografica gli concede una funzione molto più tradizionale da protagonista: risolve gli enigmi, scopre il tradimento di Sienna, raggiunge Istanbul e partecipa direttamente alla battaglia che permette di fermare la minaccia. Nel romanzo Langdon risolve ugualmente il mistero, ma questa volta non basta. Arriva alla soluzione quando il cambiamento voluto da Zobrist è già diventato irreversibile. Non salva il mondo perché il mondo è già stato modificato.
Nel romanzo Langdon arriva infatti quando il piano è già riuscito e la conclusione richiede una lunga serie di spiegazioni sulle caratteristiche dell'agente, sulle intenzioni di Sienna e sulle conseguenze per l'umanità. Howard voleva invece restringere il campo, rendere Langdon più attivo e arrivare a una risoluzione più immediata dal punto di vista cinematografico. Una scelta che avrebbe potuto facilmente scontentare Dan Brown. Lo scrittore, però, accettò la modifica, riconoscendo che adattare un romanzo tanto complesso in un film di poco più di due ore richiedeva inevitabilmente alcune semplificazioni.
Brown era consapevole di aver scritto una conclusione volutamente più sottile e ambigua, mentre quella cinematografica sarebbe stata necessariamente più diretta. Il risultato sono due versioni di Inferno che condividono personaggi, luoghi, enigmi e la stessa domanda iniziale, ma finiscono per dare risposte profondamente diverse. Nel film Sienna diventa una vera antagonista, il Consorzio è più violento, diversi personaggi vengono eliminati o fusi, Langdon e Sinskey condividono un passato sentimentale mai esistito nel libro e soprattutto Inferno rimane una catastrofe che può ancora essere evitata.