James Bond, ritrovato il documento inedito che svela il primo volto immaginato da Ian Fleming per 007
Una lettera inedita di Ian Fleming riemerge dopo decenni e contiene il primo schizzo conosciuto di James Bond, rivelando come il creatore immaginava davvero l'agente 007 prima del cinema.
Una lettera dimenticata dal tempo emerge dall'oblio e con essa un'illustrazione che nessuno aveva mai visto. Non si tratta di un documento qualsiasi, ma di una testimonianza diretta delle intenzioni creative di Ian Fleming, l'uomo che nel 1953 diede vita a uno degli agenti segreti più iconici della storia del cinema e della letteratura. Questa corrispondenza ritrovata contiene qualcosa di straordinario: il primo abbozzo visivo di come James Bond avrebbe dovuto apparire agli occhi del suo creatore.
Fleming, ex ufficiale dell'intelligence navale britannica, scrisse il primo romanzo di Bond, Casino Royale, nella sua tenuta Goldeneye in Giamaica. La genesi del personaggio è ormai leggenda: cercava "il nome più noioso che potessi trovare" per la sua spia, e lo trovò sulla copertina di Birds of the West Indies, un testo di ornitologia dell'americano James Bond che aveva sulla scrivania. Voleva un nome anonimo, dimenticabile, perfetto per un agente che doveva mimetizzarsi nell'ombra prima di colpire.Ma come immaginava Fleming il volto del suo 007? La lettera appena scoperta offre una risposta visiva che per decenni era rimasta sepolta. L'illustrazione allegata mostra i tratti che lo scrittore britannico aveva in mente quando descriveva Bond come un uomo dal fascino letale, con lineamenti decisi e uno sguardo capace di attraversare le convenzioni sociali come una lama. Quando EON Productions lanciò il franchise cinematografico nel 1962 con Agente 007 - Licenza di uccidere, diretto da Terence Young con un budget risicato di un milione di sterline, Fleming aveva desideri precisi. Voleva Cary Grant o David Niven nel ruolo. Invece, i produttori puntarono tutto su un trentunenne di Edimburgo che aveva lavorato come lattaio, lucidatore di bare e modello per artisti: Sean Connery.
La reazione iniziale di Fleming fu di aperto disgusto. Descrisse Connery come "uno stuntman cresciuto troppo", incapace di incarnare la raffinatezza aristocratica che aveva immaginato per Bond. Ma dopo aver visto il film finito, lo scrittore cambiò completamente idea. Rimase così colpito dall'interpretazione di Connery che modificò retroattivamente i romanzi successivi, conferendo a James Bond origini scozzesi che prima non aveva mai menzionato. Connery interpretò Bond in sei film ufficiali EON, da Agente 007 - Licenza di uccidere fino a Una cascata di diamanti, più il non ufficiale Mai dire mai del 1983. Ma la sua ascesa al ruolo fu tutt'altro che scontata. Dopo che Connery abbandonò il personaggio nel 1967, i produttori si trovarono di fronte a una sfida titanica: chi poteva sostituire l'uomo che aveva definito Bond sullo schermo?
La scelta ricadde su George Lazenby, un modello australiano sconosciuto con zero esperienza recitativa, che aveva avuto l'audacia di convincere il barbiere e il sarto di Cubby Broccoli di essere già stato scelto come nuovo Bond, ottenendo così un'audizione. Lazenby ottenne il ruolo e girò Al servizio segreto di Sua Maestà nel 1969, per poi abbandonare immediatamente dopo su consiglio di un agente che gli assicurò che Bond sarebbe stato "morto entro il 1970". Quella decisione è oggi considerata uno degli errori più clamorosi della storia del cinema: Al servizio segreto di Sua Maestà è riconosciuto da molti critici come uno dei migliori film della saga, e Lazenby ha passato decenni a esprimere pubblicamente il suo rammarico.La figura di Bond è stata plasmata anche dai suoi oggetti iconici. L'Aston Martin DB5, con la sua vernice argento betulla, il sedile eiettabile, le mitragliatrici dietro i fari e le targhe rotanti, fece il suo debutto in Goldfinger nel 1964. Quel veicolo è diventato inseparabile dall'immagine dell'agente segreto, riapparendo in GoldenEye, Casino Royale, Skyfall, Spectre e No Time to Die. Prodotta tra il 1963 e il 1965 al prezzo di circa 4.175 sterline, una delle DB5 originali usate per le scene d'azione di Goldfinger è stata venduta all'asta nel 2019 per 6,4 milioni di dollari, rendendola una delle auto cinematografiche più preziose mai esistite.
E poi c'è il drink. Il vodka martini "shaken, not stirred" è diventato sinonimo di Bond quanto il suo nome in codice. Pronunciata per la prima volta da Connery in Goldfinger, la frase è stata ripetuta circa venti volte attraverso l'intera serie cinematografica. I puristi del bartending fanno notare che agitare il cocktail "ammacca" il gin e lo diluisce eccessivamente, ma a 007 non è mai importato delle convenzioni. Nei romanzi di Fleming, Bond ordinava in realtà un "Vesper": tre misure di Gordon's, una di vodka, mezza misura di Kina Lillet, agitato su ghiaccio fino a renderlo gelido, con una sottile scorza di limone. In Casino Royale del 2006, quando gli chiedono se lo preferisce agitato o mescolato, Daniel Craig risponde con freddezza: "Ti sembro uno a cui importa qualcosa?"
Fleming morì di infarto nel 1964, all'età di cinquantasei anni. Non visse abbastanza per vedere il suo personaggio trasformarsi in un colosso culturale globale. Scrisse dodici romanzi di Bond e due raccolte di racconti brevi prima della sua scomparsa, lasciando un'eredità che ha attraversato generazioni e continenti. La lettera ritrovata e l'illustrazione contenuta rappresentano quindi non solo un pezzo di memorabilia, ma una finestra diretta sulla mente creativa dell'uomo che immaginò James Bond prima che diventasse Sean Connery, prima che diventasse l'Aston Martin, prima che diventasse il martini agitato.
Quello schizzo perduto mostra Bond come Ian Fleming lo vedeva nella sua testa, prima che il cinema, i produttori, gli attori e il pubblico contribuissero a modellarlo in qualcosa di più grande della somma delle sue parti. È il momento zero, l'idea pura prima che la realtà vi mettesse mano. E per gli appassionati della spia più famosa del mondo è come scoprire il DNA originale di un mito. Un ritrovamento che arriva nel momento perfetto: secondo le ultime indicazioni dei produttori, infatti, il nuovo interprete di James Bond dovrebbe essere annunciato entro la fine dell'anno, aprendo un nuovo capitolo nella storia di 007 e riportando inevitabilmente il confronto con la visione originale immaginata da Fleming.