James Cameron ha un sogno: il remake di questo cult della fantascienza degli anni Sessanta
Il desiderio cinematografico di James Cameron sta per avverarsi? Il remake di questo cult sci-fi non è più così lontano.
Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso l'evoluzione della saga di Pandora, James Cameron ha deciso di lanciare una nuova bomba mediatica che farà felici gli appassionati di fantascienza classica. Il regista di Titanic e Terminator ha infatti confermato che uno dei suoi progetti più longevi e ambiziosi sta finalmente uscendo dal "limbo" produttivo: il remake di Viaggio Allucinante (Fantastic Voyage).
James Cameron e il "Viaggio Allucinante": il remake del cult sci-fi è finalmente realtà?
Realizzare un film ambientato quasi interamente dentro il corpo umano negli anni '60 fu una sfida tecnica senza precedenti. Il regista Richard Fleischer, che aveva già diretto per Disney Ventimila leghe sotto i mari, decise di non usare animazioni tradizionali, ma di costruire enormi set fisici. Per simulare i vasi sanguigni, il cuore e il cervello, vennero utilizzate tonnellate di plastica, fibra di vetro e luci colorate. Gli attori, tra cui una giovanissima Raquel Welch nel ruolo che la lanciò come icona globale, venivano letteralmente appesi a cavi d'acciaio sottilissimi e fatti "volare" per simulare il nuoto nel plasma sanguigno. Questa dedizione artigianale valse alla pellicola due premi Oscar: uno per i Migliori Effetti Speciali e uno per la Migliore Scenografia.
Molti credono erroneamente che il film sia tratto da un romanzo di Isaac Asimov, ma la realtà è l'opposto. La sceneggiatura originale era di Harry Kleiner, basata su un'idea di Otto Klement e Jerome Bixby. La casa editrice Bantam Books, volendo lanciare un libro in contemporanea con il film, commissionò ad Asimov la "novelization". Lo scrittore, però, era così veloce che il suo libro uscì sei mesi prima del debutto nelle sale, inducendo il pubblico a pensare che il film fosse un adattamento. Asimov, da scienziato rigoroso, dovette correggere diverse "licenze poetiche" dello script per renderlo minimamente plausibile, come ad esempio spiegare perché gli oggetti rimpiccioliti non violassero le leggi della fisica.
Nonostante siano passati quasi sessant'anni, l'estetica di Viaggio Allucinante è rimasta nell'immaginario collettivo, influenzando decine di opere successive, dai cartoni animati come I Simpson e Futurama fino a film come Salto nel buio (1987). Il suo fascino risiede nella capacità di trasformare la biologia umana in un paesaggio alieno, una "frontiera" che James Cameron sembra intenzionato a mappare di nuovo con i mezzi quasi illimitati del cinema contemporaneo.
Sebbene Cameron non abbia ancora svelato ufficialmente chi siederà dietro la macchina da presa, il mondo del cinema scommette su un ritorno di fiamma con Guillermo del Toro o sull'ingaggio di un talento visionario capace di gestire la maniacale attenzione del produttore per la tecnologia. La scelta di procedere proprio ora non è casuale: Cameron ha sempre sostenuto di voler attendere il momento in cui gli effetti visivi fossero stati abbastanza maturi da rendere giustizia alla complessità dell'anatomia umana. Grazie ai progressi raggiunti con la saga di Avatar, quel traguardo tecnologico sembra essere finalmente a portata di mano.