James Moriarty approda a Torino: il villain sarà il protagonista di un progetto innovativo (e il regista è italiano)
Moriarty Rising porta a Torino le origini del nemico di Sherlock Holmes. Serie verticale e film diretto da Alessio Liguori. Scopri il progetto innovativo.
Il professor James Moriarty sta per tornare, ma questa volta non come semplice antagonista. Il criminale più celebre della letteratura vittoriana, l'unico nemico davvero alla pari con Sherlock Holmes, avrà finalmente la sua storia delle origini. E la location scelta per raccontare l'ascesa di questo genio del male è sorprendentemente italiana: Torino.
Il progetto si intitola Moriarty Rising: A Sherlock Holmes Tale e rappresenta una scommessa creativa ambiziosa sotto diversi punti di vista. A dirigere l'opera è stato chiamato Alessio Liguori, regista italiano noto per Shortcut e The Boat, mentre la sceneggiatura è affidata a Oliver Draiv. La produzione è nelle mani di Former Prodigy Media, che ha annunciato un formato innovativo: il contenuto sarà fruibile sia come serie verticale premium, pensata per gli schermi degli smartphone, sia come film autonomo tradizionale. Un esperimento che riflette l'evoluzione del consumo audiovisivo contemporaneo, sempre più frammentato tra piattaforme e dispositivi.
Al momento i dettagli sulla trama rimangono avvolti nel mistero. Sappiamo che la produzione si svolgerà proprio a Torino, ma non è stato rivelato né il periodo storico preciso in cui si ambienterà la storia, né tantomeno chi interpreterà il protagonista. Questa scelta di ambientazione italiana per un personaggio così profondamente radicato nell'immaginario britannico rappresenta di per sé una rottura interessante con la tradizione.
Per comprendere la portata di questo progetto, vale la pena ricordare chi sia davvero Moriarty nel canone letterario. Arthur Conan Doyle lo introdusse nel 1893 con il racconto The Final Problem, descrivendolo come un criminale dalla mente brillante, un matematico degenerato capace di tessere trame delittuose di portata europea. Nonostante appaia fisicamente in un solo racconto originale, la sua presenza è talmente potente da aver definito per sempre l'archetipo del villain intellettuale.
La scelta di creare un'origin story per Moriarty non è una novità assoluta. Nel 1985, il film Young Sherlock Holmes suggeriva che il maestro di scuola Rathe, interpretato da Anthony Higgins, sarebbe diventato in futuro il professor Moriarty. Più recentemente, la serie Young Sherlock di Prime Video, che ha avuto un successo travolgente, ha mostrato l'incontro tra un giovane Sherlock, interpretato da Hero Fiennes Tiffin, e Moriarty, interpretato da Dónal Finn, durante i loro anni universitari a Oxford.
Il progetto di Liguori sembra seguire una strada diversa, ma porta con sé elementi distintivi che potrebbero farlo emergere. L'ambientazione torinese, la regia italiana, il formato duale pensato per il pubblico digitale: sono tutte scelte che parlano di un tentativo di rinnovare il mito senza tradirlo.