Jason Priestley si commuove ricordando Luke Perry: "Ora che non c'è più, ripenso a quei momenti"
Jason Priestley si commuove ricordando Luke Perry a 6 anni dalla scomparsa. Le lacrime per l'amico di Beverly Hills 90210 e i ricordi più toccanti sul set.
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Ci sono ferite che il tempo non riesce davvero a rimarginare. Sei anni dopo la morte di Luke Perry, Jason Priestley non riesce ancora a parlare del collega e amico senza che la voce si spezzi e gli occhi si riempiano di lacrime. L'attore canadese, volto indimenticabile di Brandon Walsh in Beverly Hills 90210, ha recentemente partecipato al podcast "Best With Them" dove si è lasciato andare a ricordi intensi e commoventi legati al compagno di set scomparso nel marzo 2019.
Durante l'intervista podcast, Priestley ha ripercorso quello che considera il suo miglior lavoro dietro la macchina da presa, un momento professionale e personale che lo lega indissolubilmente a Perry. L'attore canadese debuttò infatti alla regia nella terza stagione della serie cult, dirigendo proprio alcune delle scene più intense e drammatiche interpretate dal collega. In particolare, ha rievocato l'episodio in cui Dylan McKay scopriva l'omicidio della moglie Toni Marchette, uccisa in un agguato: una delle svolte narrative più tragiche e memorabili dell'intera serie.
"Il mio momento di regia preferito? Nell'ultimo episodio in assoluto girato da Luke Perry", ha raccontato Priestley con voce rotta dall'emozione. "Quando cade in ginocchio sotto la pioggia, avevamo colonne d'acqua ovunque e Luke cadeva in ginocchio, guardando verso il cielo e gridando". Una scena cinematograficamente potente, girata con una grande telecamera montata su gru che si allontanava lentamente dal protagonista mentre la pioggia scrosciava intorno a lui, amplificando la disperazione del personaggio.
Ma al di là della tecnica registica e della resa scenica, ciò che Priestley ricorda con maggiore intensità è la connessione umana vissuta in quel momento. "Luke e io ci stavamo divertendo un mondo a girare quella roba", ha confessato. "Ora che lui non c'è più ripenso spesso a quei momenti". Parole semplici che racchiudono anni di amicizia, complicità professionale e quel tipo di legame che si crea solo quando si condivide quotidianamente la pressione e la magia di un set televisivo.
Il momento più toccante dell'intervista è arrivato quando l'intervistatore ha chiesto direttamente a Priestley se Perry gli mancasse. L'attore e regista non ha risposto a parole. È rimasto in silenzio, limitandosi ad annuire con il capo mentre la commozione gli impediva di articolare una risposta. A volte il silenzio vale più di mille parole, e in quel gesto si condensava tutto il peso di un'amicizia durata 29 anni.
Il messaggio proseguiva con una riflessione poetica e malinconica: "Se avete avuto la fortuna di conoscere Luke, o anche solo di aver incrociato il suo cammino, so che anche voi oggi siete tristi. La candela che brilla con intensità doppia brilla per metà del tempo. E tu hai brillato davvero tantissimo, Luke". Parole che fotografano perfettamente la natura di Perry: un attore talentuoso, certo, ma soprattutto una persona capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo incontrasse.