Jumanji 4: Dwayne Johnson svela che, nel film, ci sarà un omaggio al personaggio di Robin Williams
Jumanji 4 Open World sarà l'ultimo film della saga. Dwayne Johnson rivela l'omaggio a Robin Williams.
Il CinemaCon di Las Vegas ha regalato agli appassionati di cinema una delle rivelazioni più attese degli ultimi mesi: titolo, trama e prime immagini di Jumanji 4, l'ultimo capitolo della saga che ha riportato in vita il leggendario franchise nato con Robin Williams nel 1995. Sony ha confermato che il film si intitolerà Jumanji: Open World e che rappresenterà la conclusione definitiva della trilogia moderna iniziata nel 2017 con Welcome to the Jungle.
Ma la notizia che ha fatto vibrare le corde emotive dei fan è un'altra: Dwayne Johnson ha annunciato che in ogni singola scena del nuovo film sarà presente un Easter egg dedicato a Robin Williams. Non si tratta di un riferimento astratto o simbolico, ma di un oggetto concreto e carico di significato: metà del dado originale utilizzato nel primo Jumanji del 1995 sarà integrato nelle riprese di Open World, come tributo tangibile all'uomo che ha dato vita a questo universo cinematografico.
Johnson non ha nascosto l'emozione nel presentare questo dettaglio al pubblico del CinemaCon, spiegando che l'uso del dado rappresenta un gesto di rispetto verso Williams e verso l'eredità che ha lasciato. Jack Black, presente all'evento, ha aggiunto di non essersi mai divertito così tanto sul set di un film, confermando lo spirito che anima questa produzione: chiudere in grande, con il sorriso sulle labbra e il cuore pieno di gratitudine.
Il footage mostrato durante la convention ha svelato una premessa narrativa che promette di stravolgere le regole del gioco. Per la prima volta, il mondo di Jumanji non resta confinato nella giungla o in dimensioni parallele: il gioco torna a casa, invadendo la realtà. Le immagini si aprono con un personaggio che osserva quello che definisce "una vecchia console per videogiochi", prima che l'ambiente circostante inizi a mutare. Il confine tra finzione e realtà si dissolve, e i protagonisti si ritrovano catapultati in una versione del gioco completamente nuova.
Una delle scene più curiose vede Danny DeVito radunare il gruppo in un diner in cui fanno la conoscenza del Dr. Smolder Bravestone di Dwayne Johnson. Ma c'è un problema: Bravestone parla con uno spiccato accento spagnolo, un dettaglio che ha scatenato le risate del pubblico e che evidentemente giocherà un ruolo comico centrale nella trama. Kevin Hart non tarda a fare la sua apparizione, interrogandosi sulla natura della missione, mentre viene rivelato che i personaggi del videogioco sono in qualche modo bloccati in "modalità demo".
Karen Gillan e Jack Black tornano nei rispettivi ruoli, mentre l'azione si sposta rapidamente tra la giungla e il mondo reale. Il caos dilaga: lucertole giganti e rinoceronti compaiono nelle strade, Bravestone si trova in difficoltà alla guida di un'auto in autostrada (un momento che ha strappato applausi), e a un certo punto Johnson e Hart litigano animatamente in spagnolo, aggiungendo un ulteriore strato di comicità surreale. Black viene mostrato mentre cavalca un Segway, e i personaggi si muovono con la fluidità meccanica degli avatar videoludici, sottolineando il concetto di "mondo aperto" che dà il titolo al film.
Il teaser si conclude con la rivelazione del titolo, Jumanji: Open World, e con i protagonisti che si preparano a rientrare nel gioco, consapevoli che il destino di Jumanji è nelle loro mani. L'impressione è quella di un film che non solo espande i confini narrativi del franchise, ma che gioca con i codici del linguaggio videoludico in modo più esplicito e consapevole rispetto ai capitoli precedenti.
L'omaggio a Robin Williams non è solo un gesto nostalgico, ma il riconoscimento di un debito creativo. Williams aveva portato sullo schermo Alan Parrish, un personaggio che incarnava il senso di meraviglia, terrore e avventura che rendeva Jumanji più di un semplice film per ragazzi. La sua interpretazione aveva trasformato una premessa fantasiosa in un'esperienza emotivamente risonante, capace di parlare di abbandono, crescita e seconda possibilità.