Jumpers: il regista spiega la fonte d'ispirazione dietro il film (ed è totalmente inaspettato)

Jumpers della Pixar nasconde un potente messaggio sul cambiamento climatico ed empatia. Scopri il significato profondo dietro il film d'animazione con 96% su Rotten Tomatoes.

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A prima vista, Jumpers sembra l'ennesimo film d'animazione destinato a strappare qualche risata ai più piccoli. Animali buffi, avventure colorate, un pizzico di quel magic touch Pixar che conosciamo da decenni. Eppure, sotto la superficie brillante e la comicità travolgente, si nasconde qualcosa di più profondo: un messaggio sul cambiamento climatico che parla tanto ai bambini quanto agli adulti, con una delicatezza che solo lo studio di Emeryville sa confezionare.

Il film, diretto da Daniel Chong e prodotto da Nicole Paradis Grindle, ci porta in un mondo in cui la tecnologia permette agli esseri umani di trasferire la propria coscienza in corpi robotici di animali. È un concetto strano, quasi inquietante se ci pensi troppo, ma funziona alla perfezione come veicolo narrativo. La protagonista è Mabel, interpretata da Piper Curda, una ragazzina che usa questa possibilità per infiltrarsi nel regno animale.

"È molto incentrato sulla natura", ha spiegato l'attore. "Capire l'ecosistema e conoscere il nostro posto in esso come esseri umani è uno dei messaggi più importanti del film. La natura è davvero un ottimo posto per questo. Capisci di essere una piccola parte di qualcosa di molto più grande. Ti aiuta a rallentare, a guardarti intorno e vedere che incredibile bellezza naturale c'è nel mondo. È importante ricordare che ne fai parte. Non sei al di sopra di essa. Sei dentro di essa". - Jon Hamm

Una scena di Jumpers, fonte: Pixar

Jon Hamm, durante un'intervista con ScreenRant, ha approfondito uno dei messaggi centrali del film: il nostro posto nell'ecosistema. Per Hamm, che vive vicino al Griffith Park di Los Angeles e può uscire dalla porta sul retro per trovarsi circondato da falchi, serpenti, coyote e cervi, questo tema risuona particolarmente forte. Ma Jumpers non si limita a parlare di ambiente. C'è un altro tema centrale, forse ancora più urgente nel clima sociale attuale: l'empatia. Piper Curda lo identifica come il cuore pulsante del film.

"Penso che un tema davvero interessante del film sia proprio l'empatia, e le persone possono interpretarla come vogliono, perché credo che l'empatia possa significare cose diverse. Ma si tratta di rendersi conto che altre persone potrebbero volere le stesse cose che vuoi tu, solo che ci arrivano in modo un po' diverso. E forse qualcuno sta facendo qualcosa che non ti piace necessariamente, ma potrebbe anche star attraversando qualcos'altro, o star cercando di arrivare dal proprio punto A al punto B. Penso che l'empatia sia davvero importante. Manca incredibilmente al giorno d'oggi, e spero che le persone la portino via dal nostro film". - Piper Curda

Bobby Moynihan rinforza questo concetto con parole ancora più dirette: "Penso che prendersi cura l'uno dell'altro, essere più gentili gli uni con gli altri, sia molto importante in questo momento. Credo che avremmo tutti bisogno di un paio di Re Giorgio e Mabel in giro adesso". Daniel Chong racconta che l'idea è nata guardando quei documentari sulla natura in cui vengono usati animali robot dotati di telecamere negli occhi per filmare la fauna selvatica senza disturbarla.

"Sembrano un po' goffi. Ti viene da ridere quando li vedi, ma l'idea è che si integrino nella natura, così gli animali non se ne accorgono e puoi osservarli senza inibizioni. Alla fine, aspetti solo che un animale lo scopra e lo butti giù a calci. Quindi abbiamo immaginato: e se quella tecnologia fosse così buona che animali e persone non riuscissero nemmeno a vedere la differenza". - Daniel Chong

Da questo spunto comico è nato un intero universo narrativo. E la commedia rimane il motore del film dall'inizio alla fine. "È venuto da un posto divertente, e penso che questo si sia portato avanti durante tutto il processo di realizzazione del film: prima la commedia. Cercare di renderlo il più divertente e sciocco possibile, e poi colpirli con l'emozione", spiega Chong. Il film è già nelle sale cinematografiche, pronto a far ridere, commuovere e, forse, cambiare qualche prospettiva. Perché alla fine, come dice Jon Hamm, si tratta di capire il nostro posto nel mondo. E non c'è messaggio più importante di questo, soprattutto adesso.

Fonte / ScreenRant
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