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Kate Winslet in salvo su una porta: l'attrice rivela la storia vera dietro all'iconica scena di Titanic (e altri retroscena)

Kate Winslet svela i retroscena della scena iconica di Titanic: la vera storia della porta di Jack e Rose, dall'ispirazione reale ai segreti delle riprese.

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Da ventisette anni ormai, quella scena continua a tormentare milioni di spettatori in tutto il mondo. Rose sopravvive aggrappata a una porta di legno galleggiante nell'Oceano Atlantico, mentre Jack muore nell'acqua gelida accanto a lei. Poteva salvarsi anche lui? C'era davvero spazio per entrambi su quella maledetta porta? Il dibattito non si è mai fermato, alimentato da teorie, calcoli fisici e battaglie social che hanno attraversato generazioni.

Eppure, dietro quella sequenza iconica di Titanic, il kolossal di James Cameron con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, si nasconde qualcosa che in pochi conoscono. Una storia vera, drammatica, che affonda le radici nel naufragio reale del transatlantico più famoso della storia. E dettagli di produzione che Kate Winslet ha finalmente svelato, smontando pezzo per pezzo la magia cinematografica che ci ha fatto piangere tutti.

L'ispirazione per quella scena non è nata dalla fantasia di Cameron. Steven Fong, discendente di uno dei sopravvissuti, ha confermato che suo nonno Fang Lang riuscì a salvarsi proprio così: aggrappandosi a una porta dopo che il Titanic affondò nelle acque gelide dell'Atlantico. Una versione dei fatti che lo stesso regista ha riconosciuto come fonte di ispirazione. "Lui affondò effettivamente con la nave" ha raccontato Fong a CBS News "e con grande stupore di tutti, riuscì a salire su una porta".

La vicenda di Fang Lang è straordinaria. Fu uno dei sei immigrati cinesi che sopravvissero al naufragio, una storia raccontata nel documentario The Six del 2020. Morì nel 1986, portando con sé il ricordo di quella notte apocalittica nel cuore dell'oceano. "È una sensazione surreale far parte di questa eredità, di questa grande storia che tutti conoscono" ha spiegato il nipote Steven "Siamo solo molto onorati dall'opportunità di aggiungere qualcosa a questa storia".

Ma se la storia vera aggiunge profondità emotiva alla finzione, i retroscena delle riprese smontano l'illusione con una semplicità quasi imbarazzante. Durante una sessione di domande e risposte in occasione dell'anteprima del suo nuovo film Lee, Kate Winslet è tornata a parlare di quella sequenza finale, rivelando aneddoti che James Cameron probabilmente avrebbe preferito tenere segreti.

"L'acqua era alta fino alla vita in quel momento. Così chiedevo spesso di andare in bagno e poi mi alzavo, scendevo dalla porta, andavo fino al bordo del serbatoio, a circa 6 metri di distanza, e letteralmente dovevo lanciare la gamba oltre, arrampicarmi e tornare sulla porta di nuovo. Era terribile" ha raccontato l'attrice.

E poi la rivelazione che fa crollare definitivamente il mito: "Leo, mi dispiace dirlo, era in ginocchio. Non dovrei nemmeno dirlo, Jimmy Cameron mi chiamerà" ha scherzato Winslet, alludendo alla possibile ira del regista per aver svelato i trucchi del mestiere. Dunque Leonardo DiCaprio non galleggiava davvero nell'acqua gelida dell'oceano, ma era semplicemente inginocchiato in un serbatoio dove l'acqua arrivava alla vita dell'attrice.

L'attrice ha descritto anche altri dettagli tecnici delle riprese. Il serbatoio utilizzato era un cosiddetto "infinity tank", con un flusso costante d'acqua che creava il rumore dell'oceano. "Si poteva sentire il rumore continuo, tutti erano completamente immersi negli ultimi 22 minuti del film perché appunto si poteva sentire quel suono tutto il tempo" ha spiegato.

Ma la storia della lavorazione di Titanic è piena di aneddoti curiosi. Kate Winslet ha raccontato di non aver mai potuto assistere alle prime ufficiali del film per una serie di sfortunate coincidenze. Quando il kolossal venne presentato a Londra, l'attrice era ricoverata in ospedale per un'intossicazione alimentare. All'uscita americana, si trovava al funerale di un fidanzato. Così, per vedere il film che l'avrebbe resa un'icona mondiale, si intrufolò in un cinema di New York insieme a due amici, come una spettatrice qualunque.

"È una cosa orribile a cui pensare ora. E ovviamente non potevo mancare, quindi ho perso tutto quello che riguardava l'uscita di Titanic, il che non so, è stato il modo dell'universo di proteggermi o semplicemente di ricordarmi di fare le cose che contano" ha riflettuto l'attrice.

Forse è proprio questo il segreto del grande cinema: creare verità emotive così potenti da resistere alla rivelazione dei trucchi. La porta su cui Rose si salvò esisteva davvero, nelle mani di Fang Lang nel 1912. E continuerà ad esistere ogni volta che qualcuno, da qualche parte nel mondo, si siederà davanti allo schermo e si lascerà travolgere da quella storia. Sapendo perfettamente che è finzione, ma sentendo nel petto che è tremendamente, dolorosamente vera.

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