FILM

Kimi Antonelli e il retroscena che nessuno si aspettava: il cameo nel film con Stefano Accorsi

Kimi Antonelli apparve da bambino in Veloce come il vento nel 2016. Oggi è campione del mondo di F1. La profezia cinematografica che si è avverata.

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Ci sono momenti in cui il destino passa davanti a una telecamera senza che nessuno possa davvero immaginare quello che accadrà. È successo anche a Kimi Antonelli, quando era soltanto un bambino con la velocità negli occhi e un mondo ancora tutto da conquistare. Nel 2016, mentre il cinema italiano raccontava la passione per i motori con Veloce come il vento di Matteo Rovere, Andrea Kimi Antonelli compariva sul grande schermo con una piccola parte. Un dettaglio rimasto sullo sfondo, quasi una nota a margine, fino a quando la sua storia non ha cominciato a correre molto più veloce di qualsiasi sceneggiatura.

Oggi, a vent'anni, Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. E quel titolo cinematografico del 2016 sembra quasi una profezia che si è avverata sotto i nostri occhi. Veloce come il vento: una definizione che accompagna perfettamente il percorso di un ragazzo capace di bruciare le tappe e arrivare al vertice dell'automobilismo mondiale. Ma non c'è bisogno di inventare coincidenze o forzare il racconto. La suggestione è già tutta lì, in quell'incrocio inatteso tra la finzione cinematografica e la vita reale di un pilota destinato a lasciare il segno. A riportare alla luce questo retroscena affascinante è stato proprio Stefano Accorsi, protagonista del film nei panni di Loris De Martino, un pilota imolese in disarmo.

L'attore bolognese ha pubblicato sui suoi canali social le foto di scena di una celebre sequenza girata a Imola, recuperando i fotogrammi di quella che oggi appare come una premonizione cinematografica. Nella scena, ambientata all'Istituto Alberghetti di viale Dante, Loris va a prendere il fratello minore da scuola e incontra anche i suoi compagni, fra i quali c'è un piccolissimo Kimi di appena nove anni. "Si può dire che ti ho visto nascere Kimi, vacca boia! Forza Campione! Continua a divertirti come fai. E un grande abbraccio ai tuoi", ha scritto Stefano "Loris" Accorsi nel suo messaggio social. Parole cariche di emozione che hanno fatto il giro del web, commuovendo appassionati e non solo.

Il legame tra i due non era casuale: durante i mesi della lavorazione cinematografica, il regista Matteo Rovere entrò in contatto con l'Antonelli Motorsport, la scuderia guidata da Marco, il papà di Kimi, e ne nacque una collaborazione costante. La scuderia mise a disposizione della produzione le macchine da corsa necessarie per le riprese, e quando ci fu bisogno di un bambino per quella scena, il regista pensò naturalmente al figlio di Marco. Baby Kimi, che non aveva neppure dieci anni, interpretò il ruolo di Matteo, uno degli amici di Nico De Martino. Si divertì sul set, conquistò tutti per la sua serietà e il suo entusiasmo, ma era evidente che il suo percorso era destinato altrove.

Macchina sì, ma non da presa. In pista. Quella presenza minima sullo schermo, oggi riletta con gli occhi del presente, diventa il primo passaggio pubblico di un futuro protagonista della Formula 1. Una curiosità cinematografica che però racconta molto di più: fotografa gli inizi, cattura il fotogramma di un destino ancora da scrivere, immortala un bambino che portava già dentro di sé quella velocità che oggi lo ha reso campione del mondo.

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