La città incantata: dopo 24 anni, Miyazaki rivela la vera identità del Senza Volto
Dopo 24 anni Miyazaki rivela il vero significato di Senza Volto: non un demone, ma la rappresentazione di chi vive senza identità propria aggrappandosi agli altri.
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Nel 2001, Hayao Miyazaki ha riscritto le regole del cinema d'animazione con un film che ancora oggi, a distanza di oltre due decenni, continua a far parlare di sé. La città incantata non è stato solo un trionfo al botteghino o l'unico anime a vincere l'Oscar come miglior film d'animazione: è diventato un fenomeno culturale globale, un'opera che trascende i confini del genere e dell'età. Eppure, nonostante analisi infinite, saggi accademici e teorie elaborate dai fan più appassionati, alcuni misteri sono rimasti avvolti nel silenzio. Fino ad oggi.
Le parole del maestro sono state semplici ma rivelatrici: "Ci sono molti Senza Volto intorno a voi... Credo ci siano persone ovunque che si aggrapano agli altri ma non hanno un proprio senso di sé". Una dichiarazione che ribalta completamente la percezione del personaggio, trasformandolo da enigma soprannaturale a specchio della condizione umana contemporanea.
La spiegazione di Miyazaki getta nuova luce su questa trasformazione. Senza Volto non è un demone, non è uno spirito malvagio nel senso tradizionale del termine. È la rappresentazione di quelle persone che vivono attraverso gli altri, che assorbono personalità, desideri e comportamenti dall'ambiente circostante perché mancano di un centro interiore solido. Il suo corpo letteralmente trasparente non è solo una scelta estetica: è la metafora perfetta di un'esistenza che si riempie di ciò che trova attorno, senza mai sviluppare una sostanza propria.
Dopo ventiquattro anni, Miyazaki ci ricorda che i grandi film non smettono mai di parlare. Continuano a dialogare con le generazioni successive, trovando nuovi modi per dire verità antiche. La città incantata non è solo un capolavoro dell'animazione: è uno specchio in cui ogni epoca può riconoscere le proprie ossessioni, le proprie paure, i propri vuoti. E Senza Volto, con la sua maschera impassibile e il suo corpo trasparente, continuerà a camminare tra noi, ricordandoci quanto sia prezioso e difficile avere un senso di sé in un mondo che ci spinge costantemente a essere qualcun altro.
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