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La morte ti fa bella, dal finale cancellato agli effetti da Oscar: i segreti che pochi conoscono

La morte ti fa bella nasconde molti retroscena: dal finale originale eliminato con Tracey Ullman agli effetti visivi che fecero la storia del cinema.

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Questa sera torna in TV uno dei cult più irresistibili e grotteschi degli anni Novanta. La morte ti fa bella va in onda oggi, giovedì 3 settembre, alle 21:11 su Twenty Seven, riportando sul piccolo schermo Meryl Streep, Goldie Hawn e Bruce Willis nella celebre commedia nera diretta da Robert Zemeckis. Uscito nel 1992, il film mescolava commedia, horror e una feroce satira sull'ossessione per la giovinezza, accompagnando il tutto con effetti visivi che all'epoca rappresentavano una vera sfida tecnologica.

Ma dietro Madeline Ashton, Helen Sharp ed Ernest Menville, si nasconde una lavorazione molto più travagliata di quanto lasci immaginare il risultato finale. La morte ti fa bella che vedremo stasera avrebbe infatti potuto essere molto diverso. Durante la lavorazione furono eliminati personaggi, cambiate intere porzioni della storia e soprattutto girato un finale completamente differente, tanto che una celebre attrice finì per scomparire quasi del tutto dal montaggio definitivo.

Durante la lavorazione furono eliminati personaggi, cambiate intere porzioni della storia e soprattutto girato un finale completamente differente, tanto che una celebre attrice finì per scomparire quasi completamente dal montaggio definitivo. Il caso più clamoroso riguarda Tracey Ullman. L'attrice aveva interpretato Toni, una barista che avrebbe dovuto assumere un ruolo importante nella parte conclusiva della storia. Dopo la fuga di Ernest dalla villa di Lisle, i due si sarebbero incontrati e avrebbero iniziato una nuova vita insieme.

La morte ti fa bella, fonte: Universal Pictures

Il finale originale mostrava Ernest molti anni più tardi, ormai anziano ma felice al fianco di Toni. Madeline ed Helen, invece, continuavano a possedere un aspetto apparentemente giovane grazie alla pozione dell'immortalità. Quell'epilogo non convinse però Robert Zemeckis. Lo stesso regista spiegò all'epoca che si trattava di una conclusione troppo convenzionale e sentimentale rispetto al tono del resto del film. La scelta fu quindi quella di puntare su un epilogo più oscuro e rischioso: Toni venne eliminata dalla storia e, con lei, sparirono tutte le scene girate da Tracey Ullman.

Non fu neppure l'unico taglio importante. Zemeckis rivelò che sette o otto interpreti con battute furono eliminati dal film durante il montaggio, segno di quanto La morte ti fa bella abbia cambiato forma prima di arrivare nelle sale. Una piccola traccia del vecchio finale, però, sarebbe sopravvissuta. Durante il funerale di Ernest compare infatti una fotografia del personaggio ormai anziano: per realizzarla venne utilizzato il volto di Bruce Willis con il trucco d'invecchiamento preparato proprio per la conclusione successivamente scartata.

Ma i problemi sul set non riguardavano soltanto la sceneggiatura. La morte ti fa bella arrivò in un momento particolarmente importante per gli effetti digitali e costrinse Industrial Light & Magic a trovare soluzioni che fino a quel momento non erano mai state utilizzate in un film. La stessa ILM considera ancora oggi il lavoro realizzato per il film uno dei passaggi fondamentali che precedettero la rivoluzione di Jurassic Park. La morte ti fa bella segnò infatti la prima occasione in cui la texture della pelle umana venne generata al computer.

La morte ti fa bella, fonte: Universal Pictures

Basta pensare ad alcune delle immagini diventate iconiche: il collo di Madeline completamente ruotato dopo la caduta dalle scale oppure l'enorme buco che attraversa il corpo di Helen dopo essere stata colpita. Per ottenere sequenze del genere fu necessario combinare protesi, blue screen, riprese separate degli attori e compositing digitale. Nella scena del collo spezzato, per esempio, Meryl Streep dovette lavorare indossando elementi blu destinati a scomparire durante la post-produzione. Le riprese del corpo e quelle del volto venivano quindi combinate digitalmente per ottenere l'impossibile posizione della testa di Madeline.

Il risultato fu talmente innovativo da portare La morte ti fa bella a conquistare l'Oscar per i Migliori effetti visivi nel 1993, battendo Alien 3 e Batman - Il ritorno. La statuetta andò a Ken Ralston, Doug Chiang, Doug Smythe e Tom Woodruff Jr. Per Meryl Streep, ma tutta quella tecnologia non significava necessariamente divertirsi sul set. L'attrice avrebbe successivamente ricordato quanto fosse complicato recitare dovendo rispettare continuamente le esigenze degli effetti speciali, arrivando a descrivere quel tipo di lavorazione come particolarmente tedioso.

Alcuni effetti furono invece decisamente più artigianali. Per la scena in cui Madeline beve la pozione e vede il proprio corpo ringiovanire davanti allo specchio, la produzione costruì persino una sorta di reggiseno pneumatico che avrebbe dovuto simulare il cambiamento del seno. Il sistema non risultò abbastanza credibile davanti alla macchina da presa e fu necessario trovare una soluzione molto più semplice: una persona nascosta fuori dall'inquadratura aiutò fisicamente Streep a ottenere l'effetto desiderato, mentre il montaggio completò l'illusione.

Anche la battaglia tra Madeline ed Helen riservò un piccolo incidente. Durante la sequenza delle pale, Meryl Streep colpì accidentalmente Goldie Hawn al volto, lasciandole una cicatrice sulla guancia. Un'altra curiosità riguarda invece Isabella Rossellini e l'enigmatica Lisle von Rhuman. Per la sequenza in piscina venne utilizzata come controfigura Catherine Bell, che sarebbe diventata successivamente famosa soprattutto grazie alla serie televisiva JAG. Rossellini avrebbe spiegato che la scelta non dipendeva dal rifiuto di apparire nuda, ma dal desiderio di avere per quella particolare scena una figura fisica più statuaria. Nel party organizzato da Lisle si nascondono inoltre diversi scherzi legati al concetto stesso di immortalità.

Tra gli ospiti è possibile individuare personaggi che ricordano celebrità scomparse come Elvis Presley, James Dean e Jim Morrison: un modo per suggerire ironicamente che alcune delle star ufficialmente morte potrebbero in realtà aver bevuto la stessa pozione di Madeline ed Helen. Tutti dettagli che aiutano a capire perché La morte ti fa bella abbia avuto una seconda vita molto più lunga di quanto lasciasse immaginare la sua accoglienza iniziale. Dietro quella commedia volutamente esagerata si nascondeva infatti un laboratorio tecnologico che anticipò alcune delle grandi rivoluzioni digitali degli anni Novanta. E c'è una certa ironia nel fatto che un film interamente costruito sulla paura di invecchiare sia riuscito a fare esattamente ciò che desideravano disperatamente le sue protagoniste: a più di trent'anni dall'uscita, La morte ti fa bella continua a non mostrare troppo i segni del tempo.

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