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La ragazza del mare è una storia vera? Dietro il film c’è un’impresa che ha cambiato la storia

La ragazza del mare racconta la storia vera di Trudy Ederle, la prima donna ad attraversare a nuoto la Manica: ecco cosa accadde davvero.

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Ci sono storie che sembrano scritte apposta per il cinema, ma quella raccontata ne La ragazza del mare ha ben poco di inventato. Dietro il film con Daisy Ridley c'è infatti la straordinaria vicenda di Gertrude “Trudy” Ederle, la nuotatrice americana che nel 1926 diventò la prima donna nella storia ad attraversare a nuoto il Canale della Manica. Diretto da Joachim Rønning e uscito nel 2024, La ragazza del mare ricostruisce il percorso che portò Ederle dalle piscine di New York a una delle imprese sportive più celebri del Novecento.

Disney presenta infatti il film come la storia della prima donna capace di completare i circa 33 chilometri che separano Francia e Inghilterra, anche se la distanza realmente percorsa in acqua fu molto superiore a causa delle correnti. Nata a New York nel 1905 da una famiglia di immigrati tedeschi, Trudy mostrò molto presto un talento fuori dal comune per il nuoto. Ancora giovanissima entrò nella Women's Swimming Association e cominciò ad accumulare record, fino ad arrivare alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Tornò negli Stati Uniti con tre medaglie: l'oro nella staffetta 4x100 stile libero e due bronzi individuali, nei 100 e nei 400 metri.

Ma la sfida che avrebbe cambiato la sua vita era ancora davanti a lei. Ederle decise infatti di tentare la traversata della Manica, un'impresa che all'epoca erano riusciti a completare soltanto cinque uomini. Il primo tentativo, nel 1925, terminò però con un fallimento controverso: durante la traversata il suo allenatore intervenne fisicamente e la nuotatrice venne squalificata. Trudy sostenne di essere ancora perfettamente in grado di continuare e, invece di rinunciare, cambiò allenatore e trascorse l'anno successivo preparando una seconda occasione. Arrivò il 6 agosto 1926.

La ragazza del mare, fonte: Walt Disney Pictures

A soli 20 anni Ederle entrò nelle acque della Manica da Cap Gris-Nez, in Francia. Per proteggersi dal freddo aveva il corpo ricoperto di grasso e indossava degli occhialini modificati personalmente, sigillati con la cera per impedire all'acqua di entrare. Anche il costume era stato adattato da lei per renderlo più leggero e funzionale rispetto agli ingombranti modelli femminili dell'epoca. Gli stessi occhialini utilizzati durante quella traversata sono oggi conservati dallo Smithsonian. Le condizioni non le regalarono nulla ed Ederle dovette affrontare acqua gelida, correnti, onde e meduse, mentre una barca con il suo allenatore e alcuni familiari la seguiva durante il viaggio.

Le correnti la costrinsero inoltre a percorrere una traiettoria tutt'altro che rettilinea: secondo le ricostruzioni storiche, nuotò complessivamente per circa 35 miglia, oltre 56 chilometri. Poco più di 14 ore dopo essere partita dalla Francia, Trudy raggiunse finalmente la costa inglese. Non aveva soltanto realizzato qualcosa che nessuna donna era mai riuscita a fare prima. Il suo tempo fu anche quasi due ore più veloce del precedente record assoluto maschile. Un risultato enorme soprattutto considerando il contesto degli anni Venti, quando lo sport femminile doveva ancora combattere contro pregiudizi molto radicati sulle capacità fisiche delle donne.

La ragazza del mare, fonte: Walt Disney Pictures

Il ritorno negli Stati Uniti trasformò Ederle in una celebrità: a New York fu accolta da una gigantesca ticker-tape parade e circa due milioni di persone parteciparono ai festeggiamenti; il presidente Calvin Coolidge la ricevette alla Casa Bianca. Per qualche tempo Trudy diventò uno dei volti sportivi più conosciuti d'America. Dietro il trionfo, però, ci fu anche un prezzo da pagare, visto che Ederle aveva già problemi di udito risalenti all'infanzia e la lunga esposizione all'acqua durante la traversata contribuì a peggiorarli. Negli anni successivi continuò per un periodo a nuotare e a esibirsi, prima di allontanarsi progressivamente dalle competizioni. Più avanti nella vita avrebbe insegnato nuoto anche a bambini con problemi di udito.

Morì nel 2003, a 98 anni. È proprio questo a rendere La ragazza del mare qualcosa di più del classico film sportivo costruito attorno a un'impresa impossibile. Daisy Ridley interpreta una donna realmente esistita e il grande traguardo mostrato nel film non è un'invenzione hollywoodiana: cento anni fa Trudy Ederle entrò davvero nella Manica per dimostrare di poter arrivare dall'altra parte. E quando uscì dall'acqua, lo fece più velocemente di qualsiasi uomo prima di lei.

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