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La ragazza della palude, cosa cambia rispetto al libro? Il film ha eliminato un segreto importante di Kya

La ragazza della palude cambia diversi elementi del romanzo di Delia Owens: dalle vicende di Kya al processo fino alla rivelazione del finale.

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La ragazza della palude è uno di quegli adattamenti che, almeno a prima vista, sembrano seguire piuttosto fedelmente il materiale originale. Il film con Daisy Edgar-Jones conserva infatti i personaggi principali, il mistero intorno alla morte di Chase Andrews e soprattutto il grande colpo di scena conclusivo del romanzo di Delia Owens, ma passando dalle pagine allo schermo, sono cambiate molte più cose di quanto possa sembrare.

La differenza più evidente riguarda proprio il modo in cui viene raccontata la storia di Kya Clark, visto che nel romanzo Where the Crawdads Sing, pubblicato in Italia come La ragazza della palude, il lettore trascorre molto più tempo seguendo cronologicamente la crescita di Kya, mentre l'indagine sulla morte di Chase procede parallelamente fino a ricongiungersi con la sua vicenda. Il film cambia completamente questo equilibrio: Kya viene arrestata praticamente all'inizio e il suo passato viene ricostruito attraverso i ricordi che emergono durante gli incontri con l'avvocato Tom Milton, interpretato da David Strathairn.

Il processo diventa così la cornice dell'intera storia. Una scelta voluta dalla regista Olivia Newman, che ha spiegato di voler restare il più possibile accanto a Kya e raccontare gli eventi principalmente attraverso i suoi occhi. Nel romanzo, infatti, il punto di vista si sposta anche sullo sceriffo, sul suo vice e su altri personaggi coinvolti nell'indagine; nel film è invece Kya a diventare quasi sempre il punto di riferimento dello spettatore.

La ragazza della palude, fonte: Sony Pictures

Anche la sua infanzia è stata inevitabilmente compressa: il libro dedica molto più spazio alla famiglia Clark, raccontando il passato della madre e quello del padre, segnato anche dalle conseguenze della guerra, dalle difficoltà economiche e dall'alcolismo. Sullo schermo molti di questi elementi vengono ridotti per arrivare più velocemente all'isolamento di Kya nella palude. Persino il rapporto con Tate Walker, interpretato da Taylor John Smith, perde diversi momenti presenti nel romanzo.

Nel libro è lui, per esempio, ad aiutare Kya quando la ragazza ha il suo primo ciclo mestruale e non comprende cosa le stia accadendo; una scena che sottolinea quanto sia cresciuta senza nessuno che potesse accompagnarla nei momenti più semplici della vita quotidiana e che nel film è stata eliminata completamente. Cambia anche il percorso che trasforma Kya in una scrittrice. Nel romanzo è Tate, dopo essere tornato dal college, a vedere i suoi disegni e a convincerla a inviarli agli editori, mentre nel film l'idea viene collegata maggiormente alla necessità della protagonista di trovare un modo per mantenere la propria casa e conquistare finalmente una vera indipendenza economica.

Un'altra differenza riguarda Chase Andrews, interpretato da Harris Dickinson. Nel film le sue intenzioni appaiono piuttosto chiare fin dall'inizio e il personaggio assume più rapidamente il ruolo dell'antagonista. Il libro costruisce invece la relazione con maggiore gradualità, rendendo per un certo periodo Chase apparentemente più coinvolto sentimentalmente prima di mostrarne progressivamente il lato più oscuro. Anche la scoperta del suo tradimento è stata resa decisamente più cinematografica.

La ragazza della palude, fonte: Sony Pictures

Nel romanzo Kya vede Chase insieme a Pearl e scopre soltanto successivamente sul giornale che i due sono fidanzati, a differenza del film dove l'incontro avviene direttamente in città e Pearl mostra davanti a Kya l'anello di fidanzamento, facendo crollare in pochi secondi tutte le bugie raccontate da Chase. Tra gli elementi sacrificati c'è inoltre una parte importante del rapporto di Kya con la poesia, poiché nel libro Tate le trasmette anche questa passione e la protagonista cita spesso i versi di una misteriosa poetessa locale chiamata Amanda Hamilton.

Nel film Amanda Hamilton semplicemente non esiste ed è una rinuncia apparentemente secondaria che diventa però enorme quando si arriva alla conclusione della storia. Dopo la morte di Kya, nel romanzo Tate scopre infatti che Amanda Hamilton era in realtà uno pseudonimo utilizzato proprio da lei e tra le sue carte trova inoltre una poesia intitolata The Firefly, costruita intorno al comportamento delle lucciole femmine che attirano i maschi verso la morte. Si tratta di uno dei tasselli che permettono a Tate di comprendere finalmente cosa sia realmente accaduto a Chase, con il film che sostituisce tutto questo con una soluzione molto più visiva.

Dopo la morte di Kya, Tate sfoglia i suoi quaderni e trova alcuni disegni, fino a imbattersi nella collana di conchiglie appartenuta a Chase, scomparsa misteriosamente dal suo corpo. Il significato resta sostanzialmente lo stesso, ma viene eliminato completamente il secondo colpo di scena sull'identità segreta di Kya come poetessa. Newman ha spiegato che rinunciare alla poesia è stata una decisione difficile, dettata soprattutto dalla necessità di condensare un romanzo molto ricco in un film di poco più di due ore. L'obiettivo era far emergere quella stessa sensibilità attraverso le immagini, il modo in cui Kya osserva la natura e i suoi disegni. Una cosa, però, non è mai stata realmente in discussione: il grande colpo di scena finale doveva rimanere.

La ragazza della palude, fonte: Sony Pictures

La regista ha raccontato di non aver mai preso seriamente in considerazione l'idea di modificarlo, perché proprio quella rivelazione rappresenta la chiave per comprendere Kya e le decisioni che è stata costretta a prendere. Libro e film percorrono quindi strade leggermente diverse per arrivarci, ma conducono lo spettatore e il lettore alla stessa sconvolgente verità. Anche gli ultimissimi momenti della vita della protagonista presentano alcune differenze e nel film, ormai anziana, la donna vede sua madre nella palude poco prima di morire, chiudendo simbolicamente la ferita aperta quando era ancora bambina.

Invece nel romanzo la conclusione dedica più spazio a ciò che accade dopo la sua morte: Kya viene sepolta sulla sua terra e sulla lapide compare proprio il soprannome con cui Barkley Cove l'aveva identificata per tutta la vita, “Marsh Girl”. Sono modifiche che non stravolgono La ragazza della palude, ma cambiano il modo in cui lo spettatore arriva a conoscere Kya. Il film accelera, semplifica e rende più visivi diversi passaggi, mentre il romanzo dedica molto più spazio alla sua solitudine, alla poesia e alla relazione quasi simbiotica con la natura.

E proprio il finale dimostra quanto Olivia Newman e la sceneggiatrice Lucy Alibar abbiano cercato di trovare un equilibrio: molti dettagli potevano essere sacrificati, ma non la vera natura di Kya Clark. Perché senza quella rivelazione, come ha spiegato la stessa regista, non sarebbe più stata la storia raccontata da Delia Owens.

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