La ragazza della palude, cosa cambia rispetto al libro? Il film ha eliminato un segreto importante di Kya
La ragazza della palude cambia diversi elementi del romanzo di Delia Owens: dalle vicende di Kya al processo fino alla rivelazione del finale.
La ragazza della palude è uno di quegli adattamenti che, almeno a prima vista, sembrano seguire piuttosto fedelmente il materiale originale. Il film con Daisy Edgar-Jones conserva infatti i personaggi principali, il mistero intorno alla morte di Chase Andrews e soprattutto il grande colpo di scena conclusivo del romanzo di Delia Owens, ma passando dalle pagine allo schermo, sono cambiate molte più cose di quanto possa sembrare.
Il processo diventa così la cornice dell'intera storia. Una scelta voluta dalla regista Olivia Newman, che ha spiegato di voler restare il più possibile accanto a Kya e raccontare gli eventi principalmente attraverso i suoi occhi. Nel romanzo, infatti, il punto di vista si sposta anche sullo sceriffo, sul suo vice e su altri personaggi coinvolti nell'indagine; nel film è invece Kya a diventare quasi sempre il punto di riferimento dello spettatore.
Anche la sua infanzia è stata inevitabilmente compressa: il libro dedica molto più spazio alla famiglia Clark, raccontando il passato della madre e quello del padre, segnato anche dalle conseguenze della guerra, dalle difficoltà economiche e dall'alcolismo. Sullo schermo molti di questi elementi vengono ridotti per arrivare più velocemente all'isolamento di Kya nella palude. Persino il rapporto con Tate Walker, interpretato da Taylor John Smith, perde diversi momenti presenti nel romanzo.
Un'altra differenza riguarda Chase Andrews, interpretato da Harris Dickinson. Nel film le sue intenzioni appaiono piuttosto chiare fin dall'inizio e il personaggio assume più rapidamente il ruolo dell'antagonista. Il libro costruisce invece la relazione con maggiore gradualità, rendendo per un certo periodo Chase apparentemente più coinvolto sentimentalmente prima di mostrarne progressivamente il lato più oscuro. Anche la scoperta del suo tradimento è stata resa decisamente più cinematografica.
Nel romanzo Kya vede Chase insieme a Pearl e scopre soltanto successivamente sul giornale che i due sono fidanzati, a differenza del film dove l'incontro avviene direttamente in città e Pearl mostra davanti a Kya l'anello di fidanzamento, facendo crollare in pochi secondi tutte le bugie raccontate da Chase. Tra gli elementi sacrificati c'è inoltre una parte importante del rapporto di Kya con la poesia, poiché nel libro Tate le trasmette anche questa passione e la protagonista cita spesso i versi di una misteriosa poetessa locale chiamata Amanda Hamilton.
Dopo la morte di Kya, Tate sfoglia i suoi quaderni e trova alcuni disegni, fino a imbattersi nella collana di conchiglie appartenuta a Chase, scomparsa misteriosamente dal suo corpo. Il significato resta sostanzialmente lo stesso, ma viene eliminato completamente il secondo colpo di scena sull'identità segreta di Kya come poetessa. Newman ha spiegato che rinunciare alla poesia è stata una decisione difficile, dettata soprattutto dalla necessità di condensare un romanzo molto ricco in un film di poco più di due ore. L'obiettivo era far emergere quella stessa sensibilità attraverso le immagini, il modo in cui Kya osserva la natura e i suoi disegni. Una cosa, però, non è mai stata realmente in discussione: il grande colpo di scena finale doveva rimanere.
La regista ha raccontato di non aver mai preso seriamente in considerazione l'idea di modificarlo, perché proprio quella rivelazione rappresenta la chiave per comprendere Kya e le decisioni che è stata costretta a prendere. Libro e film percorrono quindi strade leggermente diverse per arrivarci, ma conducono lo spettatore e il lettore alla stessa sconvolgente verità. Anche gli ultimissimi momenti della vita della protagonista presentano alcune differenze e nel film, ormai anziana, la donna vede sua madre nella palude poco prima di morire, chiudendo simbolicamente la ferita aperta quando era ancora bambina.
E proprio il finale dimostra quanto Olivia Newman e la sceneggiatrice Lucy Alibar abbiano cercato di trovare un equilibrio: molti dettagli potevano essere sacrificati, ma non la vera natura di Kya Clark. Perché senza quella rivelazione, come ha spiegato la stessa regista, non sarebbe più stata la storia raccontata da Delia Owens.